Itinerario in Oman

Tempo di lettura 7 minuti

Buon 2019 amici! Noi abbiamo concluso il 2018 con un viaggio davvero molto bello e coinvolgente e vogliamo iniziare il nuovo anno condividendo con voi il nostro itinerario in Oman.

Giorno 1 – arrivare a Muscat

Il primo giorno è stato un giorno di viaggio: partiti da Malpensa intorno alle 10 del mattino, abbiamo volato con Ethiad su Abu Dhabi e infine su Muscat dove siamo atterrati intorno alle 23. Due parole su Ethiad: un po’ deludente; rispetto alle altre compagnie emiratine, aeromobili vecchi e minor scelta di intrattenimento a bordo. Pollice in su per l’aeroporto di Abu Dhabi, accogliente e curato.

Giorno 2 – scoprire i wadi

Guidiamo verso sud per raggiungere Wadi Shab, un meravigliosa valle dove immergersi in pozze d’acqua turchese; tra le rocce una stretta apertura conduce ad una grotta ed una cascata nascoste. Dopo un pranzo picnic, ci dirigiamo verso una valle vicina, Wadi Tiwi, che risaliamo in auto attraversando piantagioni e villaggi.

Wadi Shab

Giorno 3 – perdersi nei forti

Lasciamo la nostra base di Muscat per dirigerci a Barka, cittadina sul mare dove purtroppo non possiamo visitare il forte ma ci concediamo una passeggiata al mercato e ad un “festival”. Visitiamo poi i forti di Nakhal e Al Rustaq, bianchissimi, labirintici, ripercorrendone le mura. Raggiungiamo il luxury hotel dove passeremo la notte e ci godiamo un romantico tramonto, noi, due bicchieri di vino e l’infinity pool del resort.

Forte di Nakhal

Giorno 4 – guidare offroad

Ci spostiamo verso le montagne. Facciamo tappa al castello di Ibri e alla necropoli ad alveare di Al Ayn, pranziamo in una “piola” (termine piemontese che indica un locale piccolo, spesso a gestione famigliare, dove si mangia cibo di sostanza senza troppi fronzoli). Il pomeriggio ci inerpichiamo avventurosi e divertiti su per stradine sterrate per risalire il Jebel Shams (la montagna più alta dell’Oman, con i suoi 3028 m) e raggiungere l’hotel di montagna dove trascorreremo la notte.

Tombe ad alveare di Al Ayn

Giorno 5 – affacciarsi sul Gran Canyon d’Arabia

Raggiungiamo il Wadi Ghul, il cosiddetto “Grand Canyon d’Arabia”: pareti scoscese che precipitano nel nulla per mille metri. Camminiamo sull’orlo del canyon ammutoliti dalla bellezza del paesaggio intorno a noi. Nel pomeriggio arriviamo al villaggio di Al Hambra, dove i resti di antiche case in stile yemenita fanno a botte con la spazzatura accumulata in ogni dove (purtroppo). Infine esploriamo il graziosissimo villaggio di Misfat Al Abriyeen, seguendo gli aflaj e le piantagioni.

Wadi Ghul

Giorno 6 – dedicarsi alla storia

Il sesto giorno lo abbiamo dedicato alla visita del castello di Jabreen e della bellissima cittadella fortificata di Bahla, per poi passeggiare dentro le Hoota Caves e specchiarci nel loro lago sotterraneo.

Bahla

Giorno 7 – un giorno nel deserto

Dopo un salto al mercato delle donne di Ibra e un bagno rinfrescante a Wadi Bani Khalid, abbandoniamo le strade per le piste del deserto. Aggrediamo le dune con il nostro fuoristrada e raggiungiamo il campo beduino dove passeremo la notte. Beviamo caffè omanita mangiando datteri al tramonto, ceniamo attorno al falò e ci perdiamo ad osservare il biancore della via lattea sopra di noi.

tramonto nel deserto (Sharqiya Sands)

Giorno 8 – incontrare le tartarughe

Lasciate alle spalle le dune, non senza svegliarci all’alba per ammirare il sole sorgere, ci spostiamo verso la costa per raggiungere la Riserva Naturale di Ras Al Jinz, luogo di nidificazione delle tartarughe verdi. Non è “alta stagione” per le tartarughe, ma lo stesso Madre Natura ci regala lo spettacolo della deposizione delle uova e dei nuovi nati che raggiungono il mare.

Tartaruga neonata

Giorno 9 – imparare dai falegnami

Spostandoci a Sur, scopriamo i cantieri di costruzione dei dhow, antiche imbarcazioni a vela in legno che ancora oggi vengono costruite nei tre cantieri rimasti attivi.

Dhow a Sur

Giorno 10 – guidare alla ricerca delle pozze

Ci avventuriamo alla ricerca di Wadi Al Arbeieen, dove pranziamo picnic; nel pomeriggio raggiungiamo il Bimmah Sinkhole, una dolina carsica alimentata da un fiume sotterraneo collegato al mare. Infine torniamo a Muscat.

Wadi Al Arbeieen

Giorno 11 – entrare in solitaria in una moschea

L’ultimo giorno lo dedichiamo a Muscat, iniziando dalla Grand Mosque, una meraviglia di marmi bianchi purtroppo invasa da una folla di turisti. Scopriamo in solitudine la bellissima Moschea Al Khor. Gironzoliamo nel souq fino a inebriarci di profumi e colori. Infine, pieni di ricordi ed esperienze bellissime, ci rechiamo in aeroporto per tornare a casa.

Mosschea Al Khor

Nelle prossime settimane, vi racconteremo nel dettaglio ogni tappa del nostro viaggio.

Eccovi un breve video introduttivo al nostro viaggio direttamente dal nostro Canale YouTubeEnjoy!

:::Info pratiche:::

Organizzare: oltre ovviamente a blog, vlog e guide turistiche (noi abbiamo utilizzato la Lonely Planet e la guida Marco Polo), vi consigliamo caldissimamente il sito Oman Tripper. E’ un sito molto dettagliato, scritto da un ragazzo omanita appassionato di escursionismo, in cui, oltre a descrivere molti trekking, si trovano informazioni dettagliate su come raggiungere wadi e altri luoghi di interesse.

Voli aerei: non ci risulta esistere un volo diretto Milano-Muscat ci sono voli diretti verso Muscat da Milano con Oman Air 4 volte alla settimana; noi abbiamo volato con Ethiad, ma tutte le maggiori compagnie permettono di raggiungere Muscat con uno scalo intermedio.

Dormire: per prenotare i pernottamenti noi ci siamo affidati per lo più a booking (il link contiene il nostro referral: cliccandolo riceverete il 10% di sconto e noi un piccolo bonus sulla prossima prenotazione). In due casi invece abbiamo contattato direttamente la struttura dove volevamo pernottare. Dettagli sulle singole sistemazioni ve le daremo nei rispettivi post.

Guidare: noi abbiamo scelto di noleggiare un fuoristrada perché avevamo intenzione di fare off-road; ovviamente il costo del noleggio di un fuoristrada è decisamente maggiore rispetto al costo di un’auto normale. Se pensate di limitarvi ad un itinerario un po’ più tradizionale, il 4X4 potrebbe non servirvi. Nei singoli post vi diremo dove e quando il 4X4 è indispensabile. Vi consigliamo, soprattutto nel caso del fuoristrada, un’assicurazione all-inclusive. Inoltre, fate attenzione perché la maggior parte degli autonoleggi ha un kilometraggio limitato a 200 km al giorno.

Orientarsi: le strade principali sono poche e molto ben segnalate, con cartelli in doppia lingua; Google Maps per lo più funziona abbastanza bene, anche se fa difficoltà a distinguere strade “vere” (asfaltate, principali, ecc) da stradine o vicoli secondari sterrati.

Mangiare: non è semplice, soprattutto in alcune zone più remote, trovare ristoranti per cenare quindi spesso nella tariffa della stanza è compresa anche la mezza pensione. In ogni caso, nella maggior parte dei casi gli hotel offrono anche il servizio ristorante. Per pranzo, potrete optare per uno dei numerossisimi coffeeshop che troverete in giro: a prima vista sembrano bettole un po’ luride, in verità sono solo un po’ maltenute e con poco senso estetico all’esterno perché poi all’interno sono pulite e offrono cibo semplice ad ottimi prezzi. Un po’ più complicato trovare dove fare colazione al di fuori degli hotel, perché il concetto di bar sostanzialmente non esiste.

Connessione: all’interno degli hotel la qualità del wifi è decisamente scadente, quando presente; noi, come vi abbiamo raccontato, utilizziamo un hotspot wifi portatile che qui in Oman ha funzionato molto bene (unici luoghi senza copertura sono stati la montagna e il deserto).

Cosa non può mancare in valigia: l’Oman è un paese musulmano e tradizionalista. Si consiglia di coprire sempre (vale sia per gli uomini che per le donne) spalle e ginocchia. Per le donne consigliamo di portare abiti lunghe e morbidi, gonne ampie, e una pashmina, utile per coprire il capo per entrare nelle moschee. Al di fuori dei luoghi di culto, comunque, gli Omaniti sono tolleranti: un paio di pantaloni da trekking e una T-shirt non scollata possono essere un ottimo compromesso tra comodità e decoro. Ricordatevi inoltre, se avete intenzione di fare il bagno nei wadi, di portare costume intero e pantaloncini per le donne, una maglietta (utile per entrambi i sessi), scarpe tipo quelle da canoa (adatte a bagnarsi ma con una suola non troppo liscia), asciugamani tipo quelli in microfibra e uno zaino/borsa a tenuta stagna.

Visto: la procedura per richiedere il visto turistico è estremamente facile. Sul sito Oman evisa la procedura guidata è semplice e rapida. Il visto viene erogato nel giro di poche ore ed è valido da quel momento per un mese.

Moneta: la moneta è il rial (OMR), suddiviso in 1000 baisa. Per il tasso di cambio aggiornato vi rimandiamo ai maggiori siti di finanza. A volte questa divisione può un po’ confondere perché, come è capitato a noi, a volte gli addebiti su carta di credito compaiono scritti come 2500 OMR (ad esempio): a prima vista prendi un mezzo infarto perché sarebbero poco meno di 6000€! Alla fine viene fuori che semplicemente è stata omessa la virgola, e quindi si tratta di 25,00 OMR, cifra decisamente più abbordabile.

45 Responses

  1. È un viaggio che mi piacerebbe fare, lo scorso anno girovagare per gli Emirati Arabi, poco distanti, era stato bello. Che fortuna le tartarughe! Pensavo ci fosse il diretto da Milano, avevate guardato Oman air?

  2. Un viaggio molto intenso. I luoghi sono stupendi e l’aggiunta dell’alba con tanto di miracolo e tartarughe non credo la dimenticherete mai. Mi sembra un’ottima conclusione per il 2018!

  3. L’Oman mi attira tantissimo, la mia voglia di visitarlo cresce sempre di più. Per quanto riguarda Ethiad la mia esperienza è diversa: mi sono trovata benissimo. Però ho viaggiato con Ethiad 4 anni fa, non so se nel frattempo le cose siano cambiate.

  4. L’Oman è uno di quei luoghi verso i quali correrei anche ora. La penisola arabica mi attira a fasi alterne e credo che il 2019 sia il momento giusto per andare a vedere l’effetto che fa.

    1. La penisola arabica è davvero un luogo affascinante, e l’Oman più degli Emirati secondo noi. Come in altri luoghi del mondo, forse le cose stanno cambiando anche qui, ma forse gli omaniti continueranno ad essere un popolo legato alle tradizioni e non “snaturato” dal progresso – o almeno è quello che ci auguriamo dopo averli conosciuti.

  5. Ecco il mio sogno. Noi viaggiamo solo on the road e sarebbe fantastico fare un giro in fuoristrada nel deserto, bevendo caffè omanita e mangiando datteri( di cui sono molto ghiotta e che qui pago a peso d’oro) !!

    1. Datteri buonissimi ma il caffè omanita… diciamo che dipende da cosa ci aggiungono… Nel deserto ci hanno dato caffè al cardamomo: no comment! Ma datteri squisiti (per fortuna)

  6. Non era mai entrato nella mia wish list, ma vedo che si tratta di un’omissione gravissima! Avete fatto un viaggio strepitoso, vi seguirò per capire i dettagli perché mi attira davvero tanto

  7. Sono stata in Oman solamente tre giorni (due nella capitale Muscat e uno al nord, a Khasab, dove ci sono i bellissimi fiordi). É un paese che mi piacerebbe molto visitare di nuovo e con più calma… soprattutto mi piacerebbe vedere i wadi.. purtroppo non avevamo il tempo per vedere tutto!

  8. L’Oman è un viaggio che vorrei fare appena possibile, da quello che leggo in ogni blog è una destinazione in cui sono ancora molto presenti le tradizioni locali e il paesaggio non è contaminato da grattacieli nati senza pianificazione. Mi hanno incuriosito le piscine naturali nei wadi, spero approfondirai l’argomento in un altro post!

    1. Sì: la tradizione in Oman è fortissima e, pur essendo un Paese moderno, non è stato snaturato da grattacieli e simili. Parleremo presto dei wadi, sono uno dei punti forti dell’Oman e non potremmo non parlarne 😉

  9. Dopo aver seguito i vostri scatti su Instagram ero troppo curiosa di leggere qualche informazione su questo viaggio, che avete definito come uno dei più belli che avete fatto! In effetti, di bellezza lungo il vostro percorso ne avete incontrata veramente tanta! Adoro la barca gigantesca di legno sotto sui ti sei fatta la foto e tutta quell’acqua così turchese … invita veramente tanto!
    Come sempre il vostro video è carinissimo 🙂

  10. Mi è piaciuto un sacco il vostro itinerario off-road in Oman, meta che sogno di visitare quest’anno! Mi sono segnata soprattutto i vostri consigli pratici che servono sempre quando si organizza un viaggio in una meta nuova 🙂

  11. L’oman è una destinazione incredibile. noi ci siamo stati 5 anni fa e ancora non era tanto turistico. il vostro viaggio è stupendo, soprattutto aver visto le tartarughine, noi siamo andati nel periodo sbagliato! sic sic… vuol dire che dovremo ritornarci

  12. L’Oman è uno di quei posti di cui fino a poco tempo fa conoscevo solo il nome e nulla più. Ma da quando “frequento” i travel blog mi sa che mi sto perdendo qualcosa, e il tuo post me lo conferma alla grande! Wow! Mi piacerebbe replicare questo stesso tipo di viaggio che avete fatto voi!

    1. Non tutto il Medio Oriente è uguale: l’Oman è un posto politicamente tranquillo e in cui la piccola criminalità non esiste. Devo dire che non ci siamo mai sentiti in pericolo né abbiamo percepito ostilità alcuna dalla popolazione locale.

  13. Mi piacerebbe visitare l’Oman, sembra un paese molto interessante e affascinante. Come sono i costi? Devo vedere se ci sono voli diretti o senza troppi scali da dove vivo! 🙂

    1. Purtroppo non è una destinazione economica, anche per il cambio non favorevole (1 rial omanita vale circa 2,30€). Noi, per 12 giorni/11 notti, abbiamo speso, tutto compreso (voli, pernottamenti, noleggio auto, pasti, ingressi, benzina e anche souvenir) 2800 € a testa.

  14. Ma che meraviglia! Io avevo un po’ di timore ad organizzare un viaggio in Oman fai da te…
    per quanto riguarda le spese invece su che budget siamo?
    Grazie, super articolo!

    1. Non è una destinazione economica purtroppo… Noi abbiamo speso circa 2800 euro a testa tutto compreso per 11 giorni (volo, pernottamenti, noleggio fuoristrada, pasti, benzina, ingressi e souvenir).

  15. È da due anni che penso all’Oman come meta per le vacanze invernali ma non mi bastano mai i giorni di ferie!
    E poi, benché sia una grande amante dei road trip, ho il timore che le distanze mi obblighino a trascorrere gran parte della giornata in auto…
    Più o meno quanti chilometri macinavate al giorno?

    1. Federica, in verità in una settimana si riesce ad assaporare già un bel po’ di Oman. Noi abbiamo fatto un percorso un pochino più lungo in particolare nella zona delle montagne, ma in linea di massima abbiamo percorso una media di poco più di 200 km al giorno.

  16. Ecco, non vedevo l’ora di iniziare a leggere i vostri racconti…Non mi fermerò certo qui, ma già sto iniziando a sognare l’Oman più praticamente. Spero di andarci entro fine anno! Voi avete avuto fresco in montagna a dicembre? Si riusciva ugualmente a fare il bagno nei wadi?

    1. Elisa in montagna faceva freddino, ma con la giacca che ci siamo portati dietro dall’Italia non abbiamo avuto problemi. Nei wadi si riusciva a fare il bagno ed anzi era molto piacevole perché comunque le temperature quando non si era in montagna erano alte

  17. Che itinerario meraviglioso! Un paio di mie conoscenti si sono recate in Oman nell’ultimo anno e le loro foto mi avevano incuriosita, ma non avevo idea che ci fosse una tale varietà di paesaggi e attività. Vedere le tartarughine poi sarebbe davvero un sogno! * _ *

  18. L’oman lo trovo davvero affascinante, ma difficile da scoprire senza una guida e le esperienze di chi ci è già stato. Grazie per questo articolo (e per il video!) che terrò sicuramente tra i preferiti in previsione del prossimo viaggio!

    1. Lisa in verità noi lo abbiamo girato senza guida senza incontrare nessuna difficoltà.Certo, ci siamo documentati prima di partire per non perderci nulla, ma è un posto super sicuro dove viaggiare in autonomia.

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