Oman: perdersi nei forti

Dopo esserci avventurati alla scoperta della grotta segreta di Wadi Shab, continuiamo il nostro viaggio in Oman, Paese dalle incredibili bellezze naturali e non solo, come scoprirete in questo nuovo articolo in cui vi raccontiamo dei forti dell’Oman.

Giorno 3

Barka

La nostra prima tappa è Barka, una cittadina costiera a ovest di Muscat; ci andiamo con l’intenzione di visitarne il forte sul mare, che purtroppo troviamo chiuso per lavori di restauro. Gironzoliamo lì attorno nella zona del mercato, quando un omanita ferma l’auto in mezzo alla strada per dirci che più avanti, sul molo, è in corso un “festival”. Seguiamo il suo invito: il “festival” consiste in un raggruppamento di persone, con ragazzini intenti a giocare a calcio e altri bambini che stanno partecipando ad una specie di quiz in cui devono tradurre dall’arabo all’inglese e viceversa i numeri. Sul fondo, in un’area tendata, le donne preparano il cibo. Veniamo addirittura “intervistati” da una tv locale! La città di Barka è famosa per un dolce tradizionale di nome halwa: una sorta di gelatina collosa e dolce a base di zucchero, datteri, spezie e mandorle. La sua preparazione è lunga e complessa ed è tradizionalmente retaggio degli uomini.

Nakhal

Dopo il nostro minuto di celebrità a Barka, ci spostiamo a Nakhal dove fortunatamente il forte della città è aperto e visitabile. La costruzione risale al 1834 e si erge su uno sperone di roccia, dominando la pianura circostante. L’interno del forte è costituito da una sorta di corte interna rialzata su cui si aprono numerose camere lunghe e rettangolari e da cui si accede ai livelli superiori e alle torri. Dalle torri poi, con delle scalette a pioli non esattamente a norma, ci si può arrampicare sopra la torre e godere di un bel panorama sulle piantagioni di datteri, sulla pianura brulla intorno e sul Jebel Nakhl che domina la pianura circostante. In alcune delle stanze vi sono ancora gli arredi, come letti e altri oggetti personali. All’interno delle stanze, protette dai muri chiari e spessi, c’è una gradevole frescura che ci dona un po’ di sollievo dal caldo esterno.

Conclusa la visita del forte, ci fermiamo a pranzare in un coffee shop proprio di fronte: l’Albarza Restaurant. Si tratta di un locale di cucina tipica omanita; i proprietari, gentilissimi, ci fanno accomodare e come prima cosa ci servono datteri (questa è una cosa tipica in Oman: i datteri e in generale la frutta arrivano in tavola prima della carne o delle altre pietanze). Il pranzo prevede una sorta di buffet: riso bianco, pollo, biryani con manzo o tonno e riso speziato con sardine essiccate, oltre a verdura fresca. Assaggiamo questi piatti saporiti e genuini e spilucchiamo i datteri sotto l’occhio vigile del proprietario per poi concludere con caffè e the.

Rustaq

Poco lontano da Nakhal, anche la cittadina di Rustaq ha un suo forte di cui andare fiera. C’è da dire che nella Batinah Plain, così il nome di quest’area, quasi tutte le cittadine possono vantare un forte, un castello o almeno un bastione difensivo. A Rustaq il forte è un labirintico intrico di scale e torri bianche che salgono su fino a regalare uno sguardo ampio della vallata. Il canale di irrigazione del forte, che serviva in caso di assedio, è ancora intatto. Noi naturalmente ci perdiamo a forza di salire e scendere scale; ad un certo punto ci ritroviamo in quello che quasi sicuramente era il bagno dei soldati; risaliamo qualche gradino e ci ritroviamo su una balconata che ci fa intravedere l’uscita; giriamo un paio di volte a destra attraversando degli stanzini bui e risbuchiamo sul tetto di una torretta… insomma, ci mettiamo un po’ a capire come uscire e ci divertiamo come bambini!

Dunes by Al Nahda

Questa sera abbiamo deciso di coccolarci e di concederci una notte in un luxury hotel. Raggiungerlo non è cosa semplice, poiché si trova in una zona di dune all’interno del Batinah Plain, che si raggiunge seguendo una pista ghiaiosa non molto ben indicata. Noi, ovviamente, le bandierine che segnano la pista non le vediamo e raggiungiamo l’hotel facendo off-road. Il resort è effettivamente molto d’impatto: sulla cima delle dune, la reception aperta circondata da un laghetto con le ninfee dà quasi l’impressione di trovarsi a Bali. Veniamo accolti con estrema cortesia e come benvenuto ci propongono di indossare i loro abiti tradizionali: Leo sta benissimo con la dishdasha bianca ricamata e con il kumah in testa, altrettanto bianco. Io… beh, indosso l’abaya, un vestito nero lungo e morbido, e un velo tipo ghigliottina che lascia appena uscire l’ovale del viso. Divertente, sì, ma anche un po’ mortificante se si pensa che in alcune culture viene imposto alle donne. In Oman, almeno da quel che abbiamo avuto modo di vedere, per quanto siano tradizionalisti (nell’abbigliamento e non solo), le donne sono rispettate e godono di una certa libertà rispetto ad altri Paesi Musulmani: le abbiamo viste in città da sole, guidare e prendere l’autobus.

Dopo questo piccolo rito di accoglienza ci portano con un trabiccolo fino alla nostra camera: arredata come una tenda decisamente lussuosa, troviamo ad accoglierci una bottiglia di vino e dei datteri. Avendo dovuto rinunciare all’idea di un bagno nell’infinity pool dell’hotel per via della temperatura e del vento freddo, decidiamo comunque di fare un aperitivo a bordo piscina, osservando il sole scendere sulle montagne in lontananza. Il resort sarebbe bellissimo, non fosse che per un piccolo particolare: l’inquinamento acustico. Le dune su cui sorge il campo tendato sono meta di moltissimi appassionati di fuoristrada che passano le loro giornate nel tentativo di risalire le dune più ripide, con un “vroom” perenne nell’aria. Altro neo è che queste povere dune, già massacrate dagli pneumatici, sono imbrattate da ogni sorta di spazzatura buttata in giro (il problema della spazzatura, purtroppo, c’è ovunque in Oman).

La sera ceniamo nel resort, mangiando piatti tipici locali al chiaro di luna e con un accompagnamento d’arpa, decisamente molto romantico. Ci fermiamo a osservare le stelle e le dune finalmente silenziose, mangiucchiando datteri. Un nuovo giorno ci aspetta.

Qui il video del nostro terzo giorno di viaggio in Oman dal Canale You Tube – Enjoy!

:::Info pratiche:::

Dormire & Mangiare: ve ne abbiamo parlato sopra.

Vestirsi: in generale, consigliamo sia alle donne che agli uomini di indossare pantaloni lunghi e T-shirt. All’interno degli hotel, sopratutto quelli internazionali, non ci sono restrizioni particolari sull’abbigliamento. Portatevi qualcosa di caldo per le temperature fresche della sera.

Guidare: 211 km percorsi. Strada asfaltata, tranne la pista di ghiaia che conduce al resort.

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30 Responses

  1. Questo castello ha qualcosa di misterioso….e l’oman Sembra fantastico! Non ho ancora avuto modo di vedere il video, ma lo vedo o oggi o domani visto che sono quelli che mi incuriosiscono sempre di più! In che periodo siete stati? Ci farò un pensierino!

    1. Giovy ci credi che in 10 giorni incredibilmente non c’è venuto in mente Lawrence d’Arabia neanche un attimo? Ma da quando abbiamo letto il tuo commento invece sembra così ovvio! 😜

  2. Una delle mie più care amiche sta organizzando il suo prossimo viaggio in Oman per febbraio. Le sto passando i link a tutti i tuoi post. Sono certa che ne farà tesoro.

  3. Bel viaggio ragazzi! L’Oman non è una meta scontata. Essendo un’amante dei paesi arabi, credo che impazzirei per la cucina locale, che include quelle meraviglie che sono i datteri. Video avvincente 😊

  4. Leggendo i vostri posts sull’Oman mi viene sempre più voglia di scoprire bene questo Paese! Ci sono stata nel 2014, ma solo per tre giorni! Mi auguro di tornarci!! Comunque devono essere bellissime queste fortezze… io ho visto solo quella di Nizwa

  5. Ma che carini i ragazzini che traducono i numeri! E tutto il “festival”! 🙂 Non sapevo di questa onnipresenza dei datteri lì in zona, mi fanno pensare a Indiana Jones e al suo amico che lo ferma in tempo dal mangiarne uno avvelenato dicendo “i datteri fanno male!”. Scusa, mi viene sempre fuori questa immagine quando leggo questa parola! 😀
    (Comunque questo racconto è proprio bello bello!)

  6. Sto divorando i vostri articoli sull’Oman. Avevo già visto qualche bellissima foto sul vostro profilo Instagram, ma ora sto cercando di informarmi meglio. Il vostro itinerario mi sembra stupendo e questa giornata tra i forti mi sembra fantastica

  7. I datteri non sono il mio cibo preferito ma credo che immersa nell’atmosfera dei forti avrei dato volentieri un assaggio. certo che tra i Wadi e i forti non vi siete fatti mancare proprio nulla in questo viaggio!

    1. E non è tutto: nelle prossime settimane racconteremo di canyon, deserto, spiagge, mercati… I datteri mangiati laggiù hanno un sapore incredibile, forse potrebbero piacere anche a te

  8. Come ti avevo già detto in un altro commento, non avevo mai considerato l’OMAN per un viaggio e invece questi panorami mi intrigano sempre di più. Bellissime le foto, complimenti davvero!

  9. Ciao ragazzi, leggo post e vedo foto sull’Oman da mesi…sarà veramente il momento di organizzare un bel viaggio? Molto bello il vostro itinerario! Segno i consigli di viaggio! Grazie! 🙂

  10. Bellissimo racconto. Molto molto interessante. Mi piacerebbe visitare l’Oman, ma sono sempre un po’ indecisa, ho paura che tutto quel deserto possa stufarmi. Ma in tanti me ne hanno parlato benissimo…

    1. In Oman non c’è solo deserto! Una delle cose che ci ha stupito è stata proprio l’incredibile varietà di paesaggi: dai monti ai wadi, dal mare al deserto, non ci si stufa neanche un attimo

  11. Avete fatto un viaggio splendido, puntata dopo puntata mi appassiono dell’Oman che ha tanti Spetti diversi, dalla natura incontaminata ai castelli che sembrano quelli dei bimbi sulla sabbia, alle coccole di un resort di lusso, all’atmosfera di una notte stellata. Bello!!!!!

  12. Che paesaggi meravigliosi, in un atmosfera unica al Mondo. Questi colori, le strade bruciate dal sole, i fortini che sembrano usciti da un libro di storia per bambini. Incredibile. Spero di riuscire ad andare prima o poi!

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