Oman: guidare offroad

La terza giornata in Oman ci ha regalato un’immersione della storia del sultanato, con i suoi forti dalle mura chiare e dalle scale labirintiche. Dopo aver trascorso la notte nella tenda de “Le mille e una notte” del luxury resort dove abbiamo alloggiato, siamo prontissimi per una nuova giornata di avventure.

Giorno 4

La giornata inizia con una colazione a base di pancake e frutta e con parecchi km, quelli che ci separano dalla prima meta della giornata.

Ibri

Ibri è una cittadina lontana dai normali circuiti turistici, un po’ sonnolenta, dove se ne sta un po’ in disparte un castello. L’ennesimo, direte voi. Forse. Ma all’interno di questo castello ci siamo solo noi e la guardia all’ingresso. Vaghiamo nel cortile interno e su e giù per le stanze, troviamo un angolo dove vengono stipati i tappeti di preghiera e dove, ad un certo punto, la guardia si mette a pregare in silenzio con gli inchini e le riverenze tipiche di questa religione. Lungo le mura i corridoi per le guarnigioni si affacciano liberi nel vuoto, a volte invasi dalle fronde delle palme.

Dopo la visita, ci fermiamo a pranzare in un coffee shop trovato lungo la strada. Ora, dovete sapere che in Oman, come in altri paesi arabi e asiatici, spesso l’aspetto esteriore dei locali non è esattamente invitante. Il coffee shop dove ci fermiamo a pranzare ha un “dehor” con un bugigattolo di vetro e acciaio dentro il quale giace abbandonato uno spiedo da kebab. Le vetrine hanno senza probabilmente visto tempi migliori, opache come sono ora. Non ci facciamo però trarre in inganno: all’interno il locale è pieno e questo è uno degli indici più importanti nella scelta di un ristorante: se ci vanno i locali, vuol dire che è buono. Entriamo e il proprietario ci squadra con sguardo un po’ preoccupato; si avvicina comunque con estrema gentilezza e ci fa accomodare in una stanzetta sul retro. A gesti e sillabe ci propone chicken rice e noi accettiamo di buon grado. Dovete sapere, anche, che in Oman i coffee shop hanno poco a che vedere con il coffee, ma sono anzi dei ristoranti dove si mangia cibo semplice, casalingo, a ottimo prezzo. Gli omaniti, poi, sembrano molto attenti all’igiene: in ogni coffee shop dove siamo stati, infatti, oltre al bagno spesso all’interno della sala da pranzo c’è un rubinetto per lavarsi le mani prima di mangiare. Dopo una breve attesa, il proprietario ci porta un piatto di verdura fresca e un altro piato stracolmo di riso con mezzo pollo a testa. Ci buttiamo a capofitto sul cibo: è ottimo! Il riso è cucinato con spezie e scorza di agrumi e il pollo è deliziosamente arrostito e succulento!

La necropoli ad alveare di Al Ayn

Dopo pranzo, ci avventuriamo alla ricerca delle tombe ad alveare, un sito archeologico risalente a circa 4000 anni fa. Trovarle non è cosa semplice, pur con la guida di Google Maps, ma alla fine ce la facciamo. Per semplificare la ricerca a chi di voi volesse visitare il sito, a queste coordinate troverete un parcheggio: lasciate lì l’auto e, dando le spalle alla strada e alla moschea, guardate le montagne puntando lo sguardo verso quella più alta a forma di pettine. Ecco, poco più in basso poserete lo sguardo sulle tombe ad alveare. Per raggiungerle, bisogna seguire un percorso attraverso le recinzioni degli orti, attraversare l’alveo di un fiume (in secca quando ci siamo andati noi) e salire su per una breve salita. Il sito archeologico è abbandonato e queste tombe, patrimonio UNESCO, sono decisamente poco valorizzate; tuttavia, conservano un certo fascino selvaggio per così dire, lasciate lì come fossero parte del paesaggio.

Offroad su per i monti Hajar

Abbiamo scelto questo percorso “lungo” per raggiungere il nostro hotel di montagna non solo per vedere il castello di Ibri e la necropoli ad alveare; ma anche perché giungendovi da questo lato della montagna avremmo percorso una strada panoramica e… sterrata! Let’s go offroad!
Le stradine si snodano verticali, come un serpente marrone che risale i crinali per ridiscendere nelle vallate. Il nostro Land Cruiser non si fa pregare e si lancia all’inseguimento di quella corda di strada marrone abbandonata tra le montagne. Il percorso offroad è divertente e avventuroso. Il sole inizia a tramontare e il cielo diventa indaco a poco a poco. Ci arrampichiamo sul Jebel Shams, la montagna più alta dell’Oman, per arrivare, alla fine, con il primo buio, all’hotel di montagna che ci ospiterà per la notte.

Sunrise Resort

Arriviamo all’hotel dopo il tramonto, veniamo accolti da una ragazza indiana che ci consegna le chiavi dello chalet tendato che abbiamo prenotato. Presto ci rendiamo conto che, beh, è inverno e siamo in montagna: le temperature sono ovviamente basse. Quello che non ci saremmo aspettati, invece, è che lo chalet tendato sia in definitiva una tenda con finestre aperte coperte da un telo e bagno esterno. Insomma: fa freddo! Così chiediamo di poter cambiare la stanza e ci spostiamo in un bungalow, poco più caldo ma almeno ha le pareti! Alla sera ceniamo nella pacchianissima sala ristorante insieme ad altri tre ospiti; il cibo indiano che ci portano è squisito e, dopo un the caldo, torniamo al nostro bungalow illuminati dalle stelle.

Qui il video del nostro quarto giorno di viaggio in Oman dal Canale You Tube – Enjoy!

:::Info pratiche:::

Dormire: il Sunrise Resort è una struttura un po’ decadente, l’estetica non è il suo forte e neppure la manutenzione (una mano di bianco nelle stanze non ci sarebbe stata male), ma si trova in una bella posizione sulla montagna ed è pulito.
Mangiare: lasciate ogni timore ed entrate in un coffee shop, sceglietene una piena di gente del posto e assaporate l’autenticità di questa cucina, fatta di contaminazioni arabeggianti ed indiane.
Vestirsi: in montagna in inverno, soprattutto la sera, le temperature possono scendere fino a poco sopra lo zero; vi consigliamo quindi un abbigliamento tecnico caldo e a strati, per affrontare adeguatamente preparati tutte le ore della giornata.
Guidare: circa 300 km percorsi. Strada asfaltata per lo più; gli ultimi 40 km circa su strada sterrata di difficoltà intermedia.

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10 Responses

  1. Avete fatto un giro fantastico, in fuoristrada e dormendo in campoi tendati da sogno. Sto leggendo un po’ alla volta tutto il vostro tour, vorrei rifare il giro dell’Oman, magari copiando in parte il vostro itinerario, sta volta con più tempo a disposizione.

    1. Ti dirò, neanche noi siamo troppo amanti dei paesi arabi. In Turchia ad esempio abbiamo visto cose belle ma le persone che abbiamo incontrato sono state fredde. L’Oman fa eccezione, ci sono persone gentili ed ospitali, oltre a paesaggi meravigliosi

  2. Wow! Questo si che è un viaggio. Una vera avventura. Mi immaginavo l’Oman come un luogo con degli angoli realmente occidentalizzati. Che bellezza invece leggere della genuinità di questi Coffee Shop. Vorrei prendere un volo proprio ora e mangiarmi quel pollo con riso speziato.

  3. Una zona che non ho visitato durante il mio tour. I paesaggi sono sempre bellissimi e incontaminati. Non c’è niente da fare, l’Oman è un Paese in cui ho lasciato il cuore.

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