Oman: dedicarsi alla storia

In questa puntata, la quinta del nostro racconto di viaggio in Oman, vi raccontiamo della nostra immersione nella storia e nella natura: visiteremo il castello di Jabreen e la cittadella fortificata di Bahla, le grotte Al Hoota, il mercato di Ibra e Wadi Bani Khalid.

Giorno 6

Ci svegliamo nella guesthouse di Misfah al Abriyeen. È la mattina di Natale, un Natale decisamente atipico, non solo perché trascorso al caldo, ma anche e soprattutto perché ci troviamo in un Paese dove il Natale non esiste. Mangiamo pancakes e datteri a colazione e poi siamo pronti a rimetterci in strada.

Il castello di Jabreen

La nostra prima tappa è il castello di Jabreen, eretto a scopo abitativo e dedicato per lungo tempo a studi di astronomia, medicina e legge islamica. Il castello è perfettamente conservato. In alcune stanze i soffitti e le pareti conservano ancora intatti pitture con motivi floreali e versi di poesie arabe. All’interno del castello le balconate in legno si affacciano su una tranquilla e fresca corte interna. In questo edificio, come negli altri edifici omaniti, i passaggi da una stanza all’altra e da una sezione all’altra del castello sono parecchio labirintici: era una delle strategie difensive del castello. Un’altra perla di questo edificio è il magazzino dei datteri: una rete di canali raccoglieva il succo dei datteri e lo convogliava in punti di raccolta per l’uso in cucina. La guida ci dice anche che il succo di dattero veniva usato per le partorienti, e noi ne prendiamo atto… chissà.

Forte di Bahla

Dopo la visita al castello di Jabreen, ci dirigiamo verso Bahla dove sorge una cittadella fortificata imperdibile. Le mura della città sono lunghe 7 km; una leggenda narra che furono costruite da una donna molti secoli fa, mentre un’altra leggenda le vorrebbe costruite in un’unica notte. Quale che sia la verità, la cinta muraria è senza dubbio sorprendente. La parte più antica della cittadella è il forte, che risale al XII secolo e che è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità. Entrando nella cittadella vi troverete catapultati in un insediamento islamico medievale: le bait (case) in mattoni crudi che costituiscono la cittadella sono visitabili, è possibile percorrere le mura, arrampicarsi sulle torri di guardia e naturalmente visitare il forte. Curiosando negli edifici e nelle stanze, abbiamo scovato gli antichi bagni delle guardie, invece (purtroppo) la porta di accesso all’antica moschea era chiusa. Oltre che per il suo forte, Bahla è rinomata per le botteghe della ceramica: gironzolate a piedi (le strade sono molto strette) alla ricerca di qualche souvenir di artigianato prima di ripartire.

Al Hoota Cave

Noi abbiamo una passione per le grotte. Ovunque ci sia una grotta, noi ci andiamo. La Grotta Al Hoota ha un centro informazioni recentemente ristrutturato ed enorme. Questa grotta è l’unica attualmente visitabile in Oman se non siete speleologi provetti. È molto vasta e al suo interno, oltre a stalattiti e stalagmiti con bizzarre forme antropomorfe e animalesche, c’è un grande lago popolato da pesci ciechi (alcuni dei quali sono stati loro malgrado trasferiti in un acquario al primo piano del centro visitatori per permettere ai turisti di osservarli accendendo la lampadina dell’acquario – crudeltà che ci ha decisamente infastidito). All’interno della grotta non è consentito fare fotografie/riprese neppure senza flash. La visita è interessante soprattutto per la grande vastità della camera principale della grotta.

Concludiamo la giornata raggiungendo la città di Ibra, dove pernottiamo.

Giorno 7

Della settimana giornata in Oman vi raccontiamo qui solo l’inizio, perché nel pomeriggio ci siamo diretti nel deserto e su quello scriveremo la prossima settimana un post ad hoc perché è stata una delle parti più memorabili del nostro viaggio. Iniziamo questo settimo giorno mangiucchiando una colazione molto spartana in hotel (non siamo riusciti a trovare in giro per la città un “bar” che offrisse colazione) e con la visita al famoso mercato delle donne, per poi fare una bella escursione a Wadi Bani Khalid.

Il mercato di Ibra

Ibra è una città che non ha nulla di particolare da offrire se non il famoso mercato delle donne del mercoledì mattina, motivo che ci ha spinto a fermarci qui per la notte. Il mercato di Ibra si divide in una parte “agricola” ed una parte dedicata a stoffe, tappeti, suppellettili e articoli vari. La parte agricola è senza ombra di dubbio quella che ci ha colpito di più: i mercanti di bestiame portano al mercato capre, dromedari e volatili vari. Dopo lungo mercanteggiare, i compratori se ne vanno caricando sul retro del pick-up il malcapitato animale. Molto furore fanno anche i venditori di fieno ed erba, probabilmente per via della siccità che caratterizza alcune zone dell’Oman. Il mercato del pesce, poi, è un susseguirsi di pesci (interi e a tranci) buttati qui e là su un ombreggiato ripiano in piastrelle, visitati da mosche e affini, e venduti per pochi rial. Allontanandosi da questa zona, si entra nel mercato non alimentare: le bancarelle sono vicinissime le une alle altre, tanto che in alcuni tratti di passa in fila indiana facendo la fila. In un’area un po’ discosta c’è il cosiddetto mercato delle donne: per la verità poco differente dal resto, vi si trovano soprattutto stoffe, veli, qualche monile e indumenti per bambini. Al mercato delle donne possono accedere solo le donne; a volte capita di vedere alcune donne indossare la maschera dorata tipica di alcune tribù (a noi non è successo). A dire la verità questo souq non è poi molto diverso da altri mercati e vi si trovano anche bancarelle di “cineserie” con conseguente perdita dell’autenticità che ci si aspetterebbe di trovare. Insomma: per noi è stata un po’ una delusione.

Wadi Bani Khalid

A fine mattina ci dirigiamo verso Wadi Bani Khalid, uno dei wadi più famosi dell’Oman. Proprio la sua fama lo ha tramutato almeno in parte in una sorta di “parco acquatico”: intorno alla prima grande pozza che si incontra, ci sono ponticelli di attraversamento, un grosso ristorante, alcune aree attrezzate per pic-nic chic in riva al wadi e ci è parso di vedere addirittura personale addetto a “sorvegliare” i bagnanti! Ci siamo cambiati all’interno dei servizi igienici del ristorante e abbiamo deciso di risalire il wadi per allontanarci un po’ da tutti i turisti accampati intorno alla pozza principale. Il percorso su per il wadi è piacevole e un po’ più tranquillo; si incontrano alcune pozze in cui ci si può bagnare non dico in solitudine ma almeno senza troppa calca. Alcuni ragazzi omaniti si arrampicano sulle rocce e si tuffano coraggiosamente nel wadi. Noi ci facciamo un bel bagno rinfrescante e poi ci fermiamo a mangiare nell’unico ristorante disponibile. Un consiglio ve lo vogliamo dare: se scegliete di visitare questo wadi, arrivateci al mattino molto presto, prima che arrivi tutta la gente. Il wadi sarebbe meraviglioso se non fosse per tutta l’umanità che vi si affolla rendendolo più simile ad una spiaggia di Rimini che ad un wadi nel deserto.

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Conclusa la nostra tappa a Wadi Bani Khalid, rimontiamo sul nostro fuoristrada diretti verso Al Wasil perché ci attende una grande avventura: una giornata nel deserto in un campo beduino. Stay tuned!

Qui il video del quinto episodio del nostro viaggio in Oman direttamente dal nostro Canale YouTube – Enjoy!

:::Info pratiche:::

Dormire: abbiamo pernottato presso Ibra Motel, un hotel pulito e molto confortevole.
Mangiare: abbiamo pranzato in un coffee shop lungo la strada il sesto giorno (mangiando rice & chicken, che è tutto ciò che si riesce a comunicare con i locali che non parlano inglese). La sera a Ibra abbiamo mangiato al ristorante Rawazen, di fronte al nostro hotel, un locale pulito con buon cibo. Il pranzo a Wadi Bani Khalid lo abbiamo fatto al ristorante del wadi, dove abbiamo mangiato a buffet cibo purtroppo mediocre.
Vestirsi: nel wadi, si consiglia di indossare sempre una T-shirt sopra il costume (sia per le donne che per gli uomini) e alle donne consigliamo di indossare pantaloncini sopra il costume.
Guidare: abbiamo percorso 388 km per raggiungere Al Wasil, punto di incontro con la carovana per il deserto. Strada asfaltata.

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32 commenti su “Oman: dedicarsi alla storia

  1. Una destinazione decisamente ricca di fascino, e trovo particolarmente interessante la parte dedicata alla scoperta della storia (non senza qualche curiosità: cosa ci fanno le partorienti con il succo del dattero?!).
    Probabilmente, se progettassi un viaggio in Oman, dedicherei molto tempo a questo, e ai forti!

  2. Pensavamo di fare un viaggio in Oman a fine 2018 ma alla fine non ci siamo riusciti Chissà se nel 2019 ce la faremo il tuo post ci ha fatto di sicuro tornare la voglia di riprovare a programmarlo

  3. Una tappa decisamente diversa dai soliti percorsi in Oman, la vostra! La storia di questo meraviglioso paese, infatti, spesso viene dimenticata..
    Che belle le grotte, nonostante la crudeltà non necessaria nei confronti dei loro pesciolini.. :/

  4. Ma quanto mi state facendo appassionare di Oman! Ad ogni tappa sembra un paese diverso, tante sono le sorprese. Mi piacerebbe vedere le maschere dorate indossate nel mercato delle donne.

  5. Sono anni oramai che dico che voglio organizzare un viggio così. Da Lisbona non è ben collegato e solitamente i voli costano un patrimonio. Dovrò decidermi però prima che diventi “troppo” turistica come meta. Grazie dei consigli, ora scappo a vedere il vostro video. ?

  6. L’Oman è veramente l’emblema di storia e natura. Seguendovi in questo viaggio stupendo ne sto avendo la conferma ancora di più! Apprezzo anche molto che siate sempre onesti con i suggerimenti e i consigli sui ristoranti. Sapere il parere vero di chi ci è stato prima per me è molto importante. Grazie!

    1. Simona anche per noi un parere onesto da parte di chi c’è stato è un prezioso consiglio, per questo cerchiamo sempre di aggiungere la nostra opinione sulle cose viste/mangiate/bevute. E ci fa piacere sapere che tu (e speriamo altri) lo trovi utile!

  7. Diedi una parte di un monografico sulla storia della penisola arabica e quasi quasi ora rispolvero quel libro e lo rileggo. Si sa mai che torni utile se deciderò di andare in Oman.

  8. Avevo già seguito visto su Instagram vostre bellissime foto sull’Oman. Un viaggio che vi invidio molto… in questa parte del percorso mi sembra di capire che il castello di Jabreen e la cittadella fortificata di Bahla siano davvero stupende. Peccato per il mercato delle donne, a me di solito piacciono molti i mercati perchè si può intravedere spaccati di vita quotidiana!

  9. Mi fate sognare già con le vostre foto su Instagram. Ora questo post mi stuzzica ancora di più la fantasia! Hai descritto dei monumenti e dei luoghi stupendi. Peccato che il souq vi abbia deluso, peccato che stia perdendo di autenticità in nome del turismo.

    1. Avevamo grandi aspettative per questo mercato (tanto da farci modificare l’itinerario in modo tale da essere lì per il mercoledì mattina, il giorno del mercato delle donne), forse per questo ci ha un po’ deluso. La parte “agricola” resta invece molto tipica.

  10. L’Oman è un mio sogno già da un po’ e dopo questo post sono ancora più curiosa di visitarlo. Tra l’altro castelli e forti sono una mia passione quindi un motivo in più per visitare questa zona.

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