Oman: affacciarsi sul Grand Canyon d’Arabia

Tempo di lettura 5 minuti

Un bel percorso offroad ci ha condotti su per il Jebel Shams, la montagna più alta dell’Oman, che oggi esploriamo.

Giorno 5

Ci svegliamo presto per goderci lo spettacolo dell’alba. Fuori è freddo, indossiamo abiti caldi e ci prepariamo ad immortalare il semplice incredibile miracolo dei primi raggi di Sole che scaldano la Terra. Poi, una bella colazione con tè caldo e toast con marmellata e siamo pronti a ripartire: un percorso di poco più di 20 km di strada sterrata conduce ad Al Khitaym dove inizia il trekking.

Balcony Walk sul Grand Canyon d’Arabia.

Uno dei trekking più belli di sempre. Il percorso si snoda lungo l’orlo del Grand Canyon d’Arabia, fino a raggiungere il villaggio abbandonato di As Sab. Due sono i Wadi occupati dal canyon: Wadi Ghul, nella parte iniziale del canyon, e Wadi Nakhr. Il percorso richiede circa 3 ore (senza contare eventuali soste) e, percorrendolo fino al fondo, si raggiunge un villaggio di case in pietra abbarbicate sull’orlo del burrone. Noi purtroppo non abbiamo avuto il tempo di percorrerlo per intero, ma ugualmente è stata un’esperienza indimenticabile! All’inizio del percorso incontriamo qualche capretta pelosa e impavida, che corre giù per le rocce e si arrampica sui fragili rami delle piante; si avvicinano ad annusarci per verificare se abbiamo cibo e poi ci snobbano quando scoprono che nello zaino abbiamo solo la fotocamera. Già dai primi passi, la vista sul canyon è un capogiro verticale, che corre a precipizio per circa un chilometro nel vuoto. Le due opposte pareti rocciose si affrontano, ugualmente scoscese e ugualmente impietose. Sul nostro versante, il sentiero taglia orizzontalmente la parete di roccia; camminiamo, alla nostra destra meno di due metri (spesso molto meno) ci separano dall’abisso, camminiamo come in equilibrio su una balconata affacciata sulla gola. In cielo due aquile bianche osservano noi, o le capre, o entrambi, forse nella speranza di un passo falso. È un percorso mozzafiato, incredibilmente panoramico, adrenalinico, unico.

Al Hamra

Scendiamo dalle montagne e raggiungiamo Al Hamra. Facciamo tappa in un ristorantino turco dove pranziamo e poi ci dirigiamo verso la parte vecchia della città. Il villaggio di Al Hamra è uno dei siti più antichi dell’Oman. Vi si trovano belle case in mattoni crudi in stile yemenita, a due, tre e occasionalmente anche quattro piani, molte delle quali purtroppo abbandonate e crollate. Per raggiungere l’antico abitato, abbiamo fatto una breve passeggiata attraverso una piantagione di datteri. Tra i datteri una famiglia ha sistemato un tappeto e due divani e si gode l’ombra del palmeto bevendo caffè. Nell’antico villaggio alcune case sono rimaste in piedi e pochissime sono state ristrutturate; la maggior parte degli edifici sono crollati in parte o del tutto. A peggiorare le cose, i resti di questo antico villaggio sono una sorta di discarica a cielo aperto. Bottiglie, immondizia, lattine, plastica: gironzolando abbiamo trovato di tutto, perfino il cadavere di un gatto e la zampa di una capra! Nonostante questo abbandono e questo degrado, è interessante aggirarsi per le strette vie immaginando come dovesse essere questo villaggio di montagna centinaia di anni fa. Per aiutare ad immaginare con più vividezza, è possibile visitare Bait Al Safah, una casa aperta dove le donne offrono dimostrazioni delle antiche usanze omanite. Dopo esservi aggirati tra le rovine, risalite la collina davanti al villaggio e fermatevi in prossimità del parco giochi: da lì si gode di una bella vista sull’antica Al Hamra.

Misfat Al Abriyeen

A breve distanza dalla maltenuta Al Hamra si trova un vero gioiello: il villaggio di Misfat Al Abriyeen. È uno dei primissimi villaggi ad aver aperto le proprie porte al turismo; tuttavia, non ha perso il suo sapore autentico. Le belle case chiare appoggiate sul pendio della montagna si perdono a valle nelle rigogliose piantagioni di datteri. Seguendo gli aflaj, canali di irrigazione (che sono, tra l’altro, patrimonio UNESCO), con una breve e semplice passeggiata di mezz’ora si attraversano i terrazzamenti e si raggiunge una sorgente. Ci andiamo prima del tramonto, dopo aver lasciato i bagagli alla nostra guesthouse. Osservare gli aflaj è davvero interessante: sono un piccolo prodigio di ingegneria. Sono canali in pietra, leggermente in discesa per permettere all’acqua di scorrere senza mai stagnare; i canali laterali più piccoli sono chiusi all’imbocco con pietre e stracci che si possono togliere al bisogno per irrigare i campi. Gli aflaj si snodano per tutto il villaggio e per tutta la piantagione, instancabili, raggiungendo orti e lavatoi.

Misfah Old House

La guesthouse in cui alloggiamo è una delle prime ad aver aperto i battenti a Misfah Al Abriyeen. Si trova in due vecchi edifici: nell’edificio principale si trovano le cucine, la sala colazione, la terrazza dove si cena e gli ambienti comuni; in un altro edificio poco distante si trovano le stanze. La nostra stanza è al primo piano e vi si accede tramite una porta in legno lavorato. All’interno è arredata secondo lo stile omanita, con un letto a terra, un angolo con due poltrone basse e un piccolo bagno. Salendo al secondo piano si accede ad una piccola terrazza da cui si possono osservare la valle e il cielo. Al nostro arrivo ci hanno accolto, come da tradizione omanita, offrendoci caffè e datteri. Nella guesthouse abbiamo trascorso la vigilia di Natale, mangiando una cena buffet di cucina tradizionale omanita che, però, ha lasciato un po’ a desiderare quanto a qualità in confronto alle nostre precedenti esperienze gastronomiche nel Paese. Dopo un tè speziato, ci soffermiamo ad osservare le stelle dalla terrazza, lanciando segnali di fumo a Babbo Natale per farci trovare anche in questo angolo remoto di Mondo.

Qui trovate il video del nostro quinto giorno in Oman direttamente dal nostro canale YouTubeEnjoy!

:::Info pratiche:::

Dormire: abbiamo alloggiato presso la Misfah OldHouse di cui vi abbiamo parlato sopra; non hanno un sito internet ma se desiderate contattarli scriveteci per avere il loro indirizzo email.
Mangiare: abbiamo pranzato presso Al Hud Hud Turkish Restaurant and Coffeeshop, che offre molti diversi piatti di carne e soprattutto uno squisito “lemon mint”, ovvero una limonata alla menta molto dissetante!
Vestirsi e comportarsi: nel villaggio di Misfah Al Abriyeen viene richiesto di coprire sempre ginocchia e spalle (vale sia per gli uomini che per le donne) e di non fotografare gli uomini senza prima chiedere il permesso né le donne. Queste “istruzioni” per la buona convivenza ed il rispetto della loro cultura le trovate affisse in cartelli molto chiari e visibili all’ingresso della città.
Guidare: percorsi circa 75 km di cui circa 20 km di sterrato in montagna. Se raggiungete Al Khitaym non dalla montagna ma da valle, non è indispensabile un mezzo 4WD: il tratto sterrato che conduce all’inizio del percorso Balcony Walk si può percorrere con cautela anche con una macchina 2WD non troppo bassa.

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22 Responses

  1. Grazie ai tuoi post mi sto pian piano facendo una cultura sull’Oman, grazie! Sembra davvero un posto bellissimo per questo tipo di viaggio. Però la discarica a cielo aperto è una cosa che non posso sopportare, prima o poi ne scappa sempre fuori una da qualche parte, e la cosa mi amareggia un sacco. Anyway, grazie del bel racconto 🙂

    1. Ti diciamo solo che in molti posti ce ne andavamo con le mani piene di plasticaccia e altra spazzatura buttata in giro. Ad esempio sulla spiaggia della riserva naturale delle tartarughe, uno spettacolo svilente. L’umanità, quella maleducata e ignorante almeno, è davvero una piaga per questo Pianeta.

  2. Che meraviglia di posti che avete visto. Come ti ho già scritto qualche giorno fa, una mia amica sta per andare in Oman e le ho passato il link ai tuoi post. E’ felicissima. E anche io, perchè leggendoti sto imparando un sacco di cose.

  3. Siete stati davvero avventurosi e il vostro racconto si beve tutto d’un fiato. Non credevo che l’Oman avesse tanto da offrire in termini di natura e di villaggi tradizionali.peccato per I segni deturpanti della”civiltà”

  4. Che belle avventure! Mi state facendo scoprire una terra a me totalmente sconosciuta 🙂 Ma che, grazie a voi, sta risvegliando prepotentemente la mia curiosità e la voglia di partire!

  5. Ciao! Siamo Noemi e Lorenzo di Due Zaini in Viaggio.
    Il vostro blog è molto interessante vi abbiamo nominato al Sunshine Blogger Awards.
    Tutte le istruzioni sul nostro Blog.

    1. Ciao Noemi e Leonardo e grazie per l’invito e per averci messo tra i blog che vi piacciono di più (lacrimuccia di commozione!), però abbiamo già partecipato ai Sunshine Blogger Awards un mesetto fa. Ci ha fatto comunque tantissimissimo piacere essere nominati da voi. A presto!

  6. Orami vi sto seguendo in questo viaggio, sembra di farlo con voi! l’Oman è un paese spettacolare, diverso un po’ dal solito e per questo anche straordinariamente affascinante. Sarà che io amo i deserti! Ma il gatto, poverino, mi ha instristita

  7. Questo viaggio in Oman mi sembra di viverlo con voi ad ogni puntata. Siete incredibili ragazzi! Io soffro un po’ d vertigini e non so se riuscirei a fare il percorso però poi vedo i panorami, i paesi che visitate e me ne viene una gran voglia! Peccato solo la discarica…mannaggia!

  8. Che bei ricordi… quando ho rivisto le capre nel video mi sono ricordata di quanto sono pazze, sul canyon abbarbicate senza accusare alcuna vertigine, io non so come facciano!

    1. Anche se non riuscirete a percorrerlo interamente merita assolutamente! Secondo noi è una delle tappe imperdibili dell’Oman! Se ti servissero consigli in previsione del vostro viaggio, noi siamo a disposizione!

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