Monviso, trekking verso il rifugio Giacoletti

Tempo di lettura 6 minuti

Il mese di giugno è perfetto per fare trekking. Un’escursione lungo le pendici del Monviso in direzione rifugio Giacoletti può regalare grandi panorami e incontri ravvicinati, come è successo a noi. Il mese di giugno, infatti, regala molto spesso belle giornate di sole e in genere i sentieri di montagna non sono troppo affollati (a differenza di luglio e agosto). Il retro della medaglia, però, è che in quota può capitare di trovare ancora neve, cosa che può limitare i percorsi percorribili senza equipaggiamento. Noi, infatti, avevamo deciso di raggiungere il rifugio Giacoletti, ma verso la fine del percorso abbiamo cambiato i nostri piani perché abbiamo trovato neve.

La partenza

L’escursione inizia da Pian del Re, località famosa perché qui si trovano le sorgenti del fiume Po. Questa località fa parte del comune di Crissolo ed è facilmente raggiungibile in automobile. Vi segnaliamo che nei mesi estivi spesso capita che il parcheggio di Pian del Re sia pieno già in tarda mattinata, nel qual caso dovrete lasciare l’auto più in basso (a Pian della Regina) e salire a piedi oppure usufruire del servizio navetta disponibile con partenza da Crissolo. Inoltre, nei periodi di “alta stagione” il parcheggio è a pagamento. Infine, sappiate che la strada è chiusa ai veicoli di classe inferiore ad Euro 4.

Pian del Re, punto di inizio della nostra escursione, si trova a quota 2020 m all’interno della Riserva della Biosfera transfrontaliera del Monviso. Arriviamo di mattina, poco dopo le otto. Nel parcheggio un paio di altre auto, due persone stanno passeggiando verso le sorgenti del Po e altri bevono un caffè al rifugio Pian del Re. Noi ci incamminiamo tra un cielo azzurro intenso e il verde allegro dell’erba in crescita. Qui dove il Po è solo un ruscello, l’acqua scorre giovane e fresca verso valle. Con un balzo superiamo il Po e iniziamo la nostra escursione.

Il sentiero

Partendo dalle sorgenti del Po, un piccolo sentiero si inerpica sulla montagna puntando direttamente verso il Monviso fino a raggiungere il lago Fiorenza, uno splendido bacino scavato in un costone di roccia.

Dopo aver circumnavigato il lago, ci si trova in una splendida valle che porta al colle delle Traversette. Un ripido sentiero si inerpica sul lato destro della vallata e porta rapidamente, regalando paesaggi mozzafiato, al piccolo lago Lausetto. Dopo una leggera digressione verso il Lago Lausetto, la salita riprende, sempre ripida, a tornanti, lungo un marcato costone che scende dalle Rocce Alte; lassù, proprio sul Colle Losas (pr. Colle Losàs), si trova il Rifugio Giacoletti.

A causa della neve ancora così abbondante da nascondere il percorso e farci finire con i piedi a mollo nel Lago Lausetto, siamo stati costretti a deviare verso il Lago Superiore che era tanto ghiacciato quanto spettacolare.

Monviso, trekking verso il rifugio Giacoletti

Dal lago Superiore, un ripido sentiero passa sotto ad una cascata e porta per una seconda via alle sorgenti del Po, ma la neve unita all’impetuosità della cascata ci ha costretti ancora una volta a cambiare i nostri programmi, facendoci ripercorrere i nostri passi per tornare al punto di partenza.

La montagna è difficile da descrivere, non ci sono attrazioni da vedere o continui cambiamenti nelle vedute, ma ogni secondo le nuvole sempre in movimento disegnano nel cielo dipinti degni dei migliori pittori della storia, il suono del vento fra le rocce suona melodie arcaiche e poi a volte ti accarezza o ti sferza a suo piacimento. Di fronte alla montagna l’uomo saggio rimane ammirato ed intimorito, la montagna insegna senza parlare.

Monviso, trekking verso il rifugio Giacoletti

La fauna

La nostra passeggiata è stata ricca di incontri, come già accennato. Prime tra tutte, le marmotte che correvano su e giù per la montagna.

Il secondo incontro è stato con un animale molto raro da avvistare, la salamandra di Lanza o salamandra del Monviso (perché qui è endemica). Si tratta di una lucertola lunga circa una spanna e completamente nera. Questo anfibio ha un tasso di riproduzione molto basso ed è particolarmente sensibile alle condizioni ambientali: è una specie classificata come vulnerabile nella lista rossa IUCN. Siamo stati davvero fortunati ad avvistarla ed è stata una bella emozione!

Fotografia di Franco Andreone da Wikipedia

Dopo di che ci siamo imbattuti in un branco di stambecchi, che si sono avvicinati moltissimo a noi: pur essendo entrambi cresciuti all’aria aperta e avendo fatto molte escursioni in montagna, questa è stata la prima volta in cui abbiamo incontrato degli stambecchi… un’altra grande emozione! Ci ha colpito la dimensione delle loro corna, davvero imponente, e la loro pazzesca agilità, che ci ha ricordato le caprette dell’Oman.

La nostra esperienza

La nostra escursione lungo le pendici del Monviso, da Pian del Re verso il rifugio Giacoletti, è stata emozionante anche se un po’ faticosa. Siamo partiti di prima mattina, quando il tempo in montagna è in genere più sereno e stabile. Siamo partiti con scarponi da montagna impermeabili in una bella mattinata di sole. Giunti quasi a destinazione, abbiamo trovato ancora parecchia neve (era inizio giugno) e, non avendo con noi l’attrezzatura adeguata, abbiamo deciso di non rischiare e tornare indietro. La decisione si è rivelata saggia anche perché, poco dopo, alcune nuvole minacciose hanno iniziato ad accumularsi, minacciando temporale. Siamo tornati a valle prima che iniziasse a piovere, soddisfatti per il bel percorso fatto e per le emozioni vissute.

Video del trekking sul Monviso

Per vedere altri video vai sul nostro canale YouTube.

Dati tecnici del Sentiero da Pian del Re al Lago Superiore

Il sentiero è completamente segnalato. A inizio stagione sono indispensabili piccozza e ramponi per superare tratti di sentiero (soprattutto in quota) ancora coperti di neve.

Segnavia: V13 fino al lago Fiorenza, poi V14 verso il lago Lausetto, infine V17 verso il lago Superiore.
Altitudine: partenza (Pian del Re) 2020 m; arrivo (Lago Superiore) 2313 m; massima 2389 m.
Dislivello: 369 m
Tempo: circa 2 ore e mezza
Discesa: per la via di salita, 1 ora
Difficoltà: Escursionisti Esperti, passi di II°

Responsabilità ambientale e sicurezza in montagna

Non portare via altro che i tuoi ricordi, non lasciare altro che le tue impronte.

Ci sta particolarmente a cuore ricordare a chiunque desideri fare un’escursione in montagna (ma anche solo un picnic o fermarsi a prendere il sole), che la montagna è di tutti ed è un habitat per una grande varietà di fauna e flora. Il rispetto dell’ambiente è ciò che permette a noi e ad altri di godere della natura. Inoltre, non dimenticate mai che la montagna può sempre e comunque trasformarsi in un luogo pericoloso se non ci si comporta con buonsenso e cautela. Ecco quindi alcune regole da tenere sempre a mente:

  1. Valutare le proprie condizioni personali e quelle di chi vi accompagna (soprattutto se ci sono dei bambini); organizzate l’escursione di conseguenza, scegliendo il sentiero più idoneo alle vostre condizioni fisiche e/o al vostro grado di allentamento.
  2. Controllare il meteo e partire solo se è previsto bel tempo. In montagna il tempo può cambiare anche molto repentinamente. Se si avvicina un temporale tornate indietro. Se un temporale dovesse cogliervi alla sprovvista, non sostate sotto alberi isolati o sulle cime, ma cercate avvallamenti dove ripararvi.
  3. Preparare la corretta attrezzatura: indossate scarponcini da montagna comodi e portate sempre con voi nello zaino abbigliamento caldo e biancheria di ricambio; partite con una buona scorta di acqua, cibo energetico, crema solare, occhiali da sole ed un berretto.
  4. Seguire sempre il sentiero e informare qualcuno dell’itinerario che intendete percorrere. Ricordate inoltre che durante l’escursione è ottimale mantenere un passo non troppo veloce ma costante, fermarsi spesso per riposare e bere e non sottovalutare mai la stanchezza.
  5. Portare a valle i rifiuti: non lasciate mai nulla dietro di voi e, se volete e potete, portate un sacchetto in cui raccogliere i rifiuti lasciati da altri (come abbiamo fatto noi). Ovviamente, a valle, gettate i rifiuti raccolti seguendo le indicazioni per la differenziazione.
  6. Rispettare fauna e flora: la natura delle Alpi è meravigliosa, ricordate di rispettarla! Non camminate al di fuori dei sentieri, non cogliete fiori o altre piante, non avvicinatevi e non spaventate agli animali con rumori forti o movimenti bruschi.
  7. In caso di incidente: mantenete la calma e prestate soccorso; chiedete aiuto senza lasciare sola la vittima chiamando i soccorsi con il cellulare o a voce.

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Monviso, trekking verso il rifugio Giacoletti

23 Responses

  1. Sono stata alcune volte al Pian del Re ma non ho mai effettuato il percorso che avete descritto.
    Sembra interessante e, anche se non avete potuto concluderlo, ne è valsa comunque la pena, visti gli incontri, direi “memorabili”, che avete fatto con la salamandra e gli stambecchi…

  2. La montagna è difficile da raccontare, concordo. Forse fa parte di quei luoghi che si lasciano solo respirare e assorbire, nei quali tutto diventa sensazione e pace interiore.

  3. Ci siamo andate solo d’inverno, adesso stiamo pensando a vedere il Re Monviso d’estate 🙂 Secondo voi si puo fare ad agosto a farà troppo caldo? Abbiamo amici che vengono e sarebbe bello fare questo trekking. La montagna d’estate è davvero stupenda.

    1. Secondo noi ad agosto è fattibile perché in ogni caso si sale subito di quota. Attenzione solo che nel weekend può esserci molta gente e il parcheggio si riempie già di prima mattina.

  4. Peccato solo per la conclusione, ma che paesaggi però! Credo che siano luoghi in cui la natura è magia pura e sicuramente questo trekking fa parte di quei luoghi!

  5. Che belli i consigli! 🙂 Peccato che ci sia ancora chi ha bisogno di sentirseli ripetere ma hai fatto benissimo a scrivere come approcciarsi alla montagna e come comportarsi! Tra poco sarò sul Monte Camicia per un’escursione che sogno dallo scorso anno! Non vedo l’ora. Ps: complimenti per l’articolo e le bellissime foto!

  6. Camminare in mezzo alla natura è qualcosa che rigenera il corpo e, ancora di più, la mente. A volte la mia pigrizia mi limita un pò nelle esplorazioni in montagna, ma se c’è una cosa che mi emoziona è vedere gli animali liberi nel loro habitat. La salamandra nera è davvero particolare, siete stati proprio fortunati!

  7. La montagna è il mio luogo del cuore. Non conosco questa zona, quindi non ho mai fatto neanche questo percorso, ma sembra davvero bella ed interessante. Da aggiungere alla mia lunga lista di posti da visitare 🙂

  8. In effetti conosco poco certe zone di montagna ed è veramente un peccato! Stare a contatto con la natura incontaminata è qualcosa che mi da la carica e anche se raggiungere alcuni punti è faticoso, si viene sempre ripagati dalla bellezza che ci troviamo davanti!

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