giro dei laghi vinadio

Giro dei Laghi di Vinadio

A volte per vivere emozioni intense tocca fare lunghi viaggi, altre volte le si incontra quasi per caso in una gita a due passi da casa. Già ci aveva deliziati l’incontro con gli stambecchi nella nostra gita alle sorgenti del Po e così, durante un afoso week-end di agosto, abbiamo deciso di sfuggire al caldo regalandoci una passeggiata in montagna. Abbiamo scelto il giro dei laghi di S. Anna di Vinadio poiché non è troppo impegnativo, è un anello e permette di varcare il confine francese e godere di paesaggi mozzafiato (così diceva la guida).

Nonostante il marasma di gente che abbiamo trovato al santuario causa festa locale (avevamo scelto proprio il giorno giusto…damn!), siamo riusciti a trovare un parcheggio grazie alla sottile arte del “parcheggio creativo” e ci siamo allontanati in fretta dalla bolgia per avventurarci sul sentiero.
Il percorso inizia nei pressi di una fontanella e di una statua posta su un grosso masso a ricordo dell’apparizione di Sant’Anna. Ci si incammina su di una vecchia rotabile sterrata ex militare in direzione del Passo di Sant’Anna. La sterrata si abbandona quasi subito per imboccare una mulattiera sulla destra che risale un costone prativo con qualche rado larice. Questa è l’unica parte un po’ noiosa: il percorso non offre nulla di particolare ed il santuario rimane in vista impedendo alla mente di staccarsi dal mondo ipercinetico ed ordocostruttivo odierno.

giro dei laghi vinadio

Dopo poco più di mezz’ora giungiamo ad un primo minuscolo laghetto sulla destra, l’atmosfera è particolarmente piacevole, ma viene presto guastata da una famigliola estremamente rumor osa, così continuiamo rapidi. In meno di 100 metri arriviamo al primo vero, il Lago di Sant’Anna (2166 m slm). Ci godiamo la pacata atmosfera creata dal vento che corre sull’acqua increspandola, ma ecco di nuovo la famigliola rumorosa che, dopo aver messo i piedi a mollo nel precedente laghetto, ci ha raggiunti.
Ricominciamo rapidi a salire lasciandoci a sinistra un secondo laghetto e proseguiamo svelti tra magri prati, qualche ginepro e qualche rododendro, seminando ogni rumore. C’è poca gente oggi, probabilmente gli amanti della montagna hanno evitato la zona a causa dei festeggiamenti al santuario.

giro dei laghi vinadio

Finalmente possiamo fermarci e goderci la pace del luogo e la prima bella visuale mozzafiato sulla valle.
Salendo di quota appaiono poco lontani altri due minuscoli laghetti verso valle e dopo una lunga serie di tornanti arriviamo al Passo di Tesina (2393 m slm). Qui troviamo qualche escursionista e ci godiamo una incredibile vista su di un vallone… e poi…. e poi scatta l’eccitazione: il sentiero prosegue a strapiombo su una conca immensa. Ci sentiamo avventurieri e ci godiamo gli incredibili scorci che il percorso ci regala.
Raggiungiamo la casermetta a difesa del colle, piena zeppa di cacche di capra, e raggiungiamo con una breve, ma intensa salita il Colle Saboulè (2460 m slm). Qui ci fermiamo, protetti da una piccola conca, a mangiare pranzo ed a prendere in giro i pochi escursionisti che si fanno i selfie con la pietra che indica il confine con la Francia.

Dopo un godutissimo pranzo, sconfiniamo in Francia dove un vento pazzesco ci sferza e ci costringe ad indossare le maglie anti-vento. Camminiamo seguendo la cima del crinale ammirando la verdissima valle sottostante piena di animali al pascolo. Dopo un po’ di passi e tanto vento, raggiungiamo un costone di roccia che si affaccia sul Lago Lausfer superiore; la vista si riempie di meraviglia e ci fermiamo lasciandoci colpire in pieno dal vento che ora sembra accarezzarci come se volesse invitarci a volare: questa è la sensazione che abbiamo provato. Una discesa abbastanza ripida con qualche tornante ci porta al Lago sopracitato (2357 m slm). Il lago è pieno zeppo di turisti che forse dal lato francese trovano una facile via. Costeggiamo il lago trovando i reti di piccoli bunker e casermette, un po’ saliamo ed un po’ scendiamo fino a raggiungere i Laghi Lausfer inferiori.

Ricominciamo a salire di brutto fino a raggiungere un nuovo valico che ci riporta in patria. Riappare in basso il Lago di Sant’Anna, incontrato all’inizio del percorso, ma è molto lontano. Proseguiamo su mulattiera che ci riporterà al punto di partenza ed ecco la sorpresa del giorno: una famiglia di camosci risale il costone, ci attraversa la strada e sparisce fra le rocce. Un incontro durato non più di tre minuti che ci ha regalato grande emozione, anche perché gli animali ci sono passati vicinissimi e noi non li avevamo mai visti neppure da lontano.

Stambecchi sulle Alpi

Proseguiamo col sorriso stampato in faccia anche se un nuovo gruppo di camminatori rumorosi ci tallona. Con un percorso abbastanza pianeggiante raggiungiamo due tratti attrezzati, il primo con una fune metallica, il secondo con una catena ed una passerella in legno, causa sentiero franato, ma nessuno dei due presenta difficoltà, almeno con fondo asciutto. La mulattiera taglia scoscesi pendii rocciosi, lambisce il Passo di Colla Auta, attraversa un caratteristico intaglio nella roccia e raggiunge la sterrata che sale dal santuario. Il percorso si fa di nuovo un po’ noioso. Si scendono alcuni tornanti fino ad un ripiano erboso, si passa una costruzione privata ristrutturata e dopo alcuni altri tornanti, torniamo al  Colle di Sant’Anna dove un prete od un animatore da oratorio canta folli canzoni (non religiose) ad un microfono che amplifica a dismisura la portata della sua follia.

È stata una bella gita; compresa la pausa pranzo e con un paio di pause per godersi la montagna, ci si impiegano 5 ore circa. Il percorso è semplice ed è molto vario regalandoci ad ogni curva immagini da ricordare (o fotografare).
La montagna è sempre bella e regala forti emozioni, ovunque si sente una forte energia che permea ogni cosa. Camminare in montagna, anche senza raggiungere altitudini proibitive, è uno dei modi migliori per ritrovare l’equilibrio con la vita e con se stessi.

Il video del giro dei laghi di Vinadio dal canale YouTube

Per informazioni pratiche, visita il sito Alpi Cuneesi.


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Giro dei laghi di Sant'Anna di Vinadio

15 commenti su “Giro dei Laghi di Vinadio

  1. Ciao Virginia e Leonardo. Mi piace l’idea del travel “sotto casa”. Sviluppatela perché spesso il tempo, il denaro e altri variabili ridimensionano le aspettative turistiche. Ben venga gli spunti ravvicinati nelle nostre montagne. Ciao ragazzi. A presto

  2. Ho fatto anche io questo giro e lo ricordo ancora bene perché avevo dimenticato la crema solare e per via del vento e dell’altitudine mi sono ustionata testa, collo e spalle… Bruciature a parte, è un posto davvero stupendo.
    Ma il prete con il megafono lo ricordo anche io, sarà sempre lì? Vicino al bar-ristorante c’è una struttura che se non sbaglio è una colonia estiva per ragazzi: mi sono chiesta se il tizio potesse essere una sorta di catechista/animatore un po’ pazzo…

  3. Questi sono luoghi incredibili che ti rimettono in pace con il mondo, se poi c’è anche qualche incontro ravvicinato suppur veloce, ancora meglio!! Anche io mi emoziono sempre tanto quando incontro qualche animale che non si vede facilmente ❤️

    1. Per me Sant’Anna di Vinadio era solo il posto delle terme, non pensavo ci fossero pure questi percorsi escursionistici. Il prete folle è un’attrazione turistica? Mi ha fatto venire in mente come ci guardava la gente comune durante i campi scout 😉

  4. Quante cose belle in questo articolo. E’ proprio vero che a volte non c’è bisogno di andare troppo lontano. Regola che purtroppo non ho seguito quando ero in Italia, mi mangio le mani un sacco adesso, da qui, leggendo i travel blog che mostrano luoghi e itinerari a cui non avevo mai pensato. Mannaggia!

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