Come scalare il monte Fuji: la guida

“Chi scala il Monte Fuji una volta nella vita è un uomo saggio, chi lo scala due volte è un pazzo”

Noi possiamo annoverarci tra i saggi. Almeno per ora.

Il Monte Fuji, 富士山 o Fuji-san per gli amici, è un cono di roccia scura la cui cima, innevata per circa 10 mesi all’anno, si aggiudica il primato di vetta più alta del Giappone con i suoi 3776 m. Geologicamente, il monte Fuji è un vulcano ancora attivo, ma in fase di quiescenza dopo l’ultima eruzione registrata nel 1708. È costituito dalla stratificazione di lava solidificata e ceneri vulcaniche, da cui la definizione di stratovulcano, caratterizzato (come ci ricorda Wikipedia, casomai i nostri quadricipiti femorali se lo fossero dimenticato) da pendii piuttosto ripidi e anche da eruzioni esplosive.

Scalare il monte Fuji
Ancora un bel po’ di strada prima della vetta del monte Fuji

Ma il Monte Fuji è molto più di un mucchio di roccia basaltica con un cratere in punta. È una divinità a tutti gli effetti, che i Giapponesi venerano in virtù dei kami della montagna che lo abitano. Per chi non lo sapesse, i kami sono divinità animiste o spiriti la cui adorazione è alla base dello Shintoismo. Il culto del Monte Fuji si chiama Fujiko ed è nato qualcosa come 1300 anni fa. Dal periodo Edo in avanti, i pellegrinaggi alla cima del Fuji-san diventarono una tappa obbligata per gli adepti del culto, che ascendevano il monte per pregare al santuario posto sulla sua vetta.

Oggigiorno, scalare il Monte Fuji è senza dubbio più semplice rispetto a mille anni fa, ma non per questo si tratta di un’impresa meno iconica o meno faticosa. Noi abbiamo raggiunto la vetta del Monte Fuji il 19 agosto 2017, come testimoniato dal nostro Kongo-Zue e dal nostro certificato di raggiungimento della vetta! In questo articolo vi racconteremo come abbiamo organizzato la scalata al Monte Fuji; se invece siete curiosi di conoscerne gli aspetti più vissuti, cliccate qualche riga più su per raggiungere il post in cui vi raccontiamo della nostra esperienza.

In quale stagione scalare il Monte Fuji?

La stagione di apertura ufficiale inizia a luglio e si conclude a inizio/metà settembre: durante questo periodo, generalmente, non c’è neve in vetta, i rifugi sono operativi e il clima è più mite. Sul sito ufficiale Mt Fuji Climbing sono indicate le date precise di apertura annuale per i differenti sentieri. Durante la stagione di apertura può capitare che ci sia anche parecchio affollamento lungo i sentieri, in particolare durante il mese di agosto sopratutto nei fine settimana e nella settimana di Obon, cioè della festa delle lanterne.

Al di fuori di questi periodi, la scalata al Monte Fuji è ufficialmente proibita. Tuttavia, alcuni rifugi tengono aperto anche qualche giorno prima e dopo la stagione ufficiale. Da inizio ottobre a fine giugno il Monte Fuji diventa un luogo pericoloso, per via delle condizioni meteorologiche, dei forti venti in vetta, del ghiaccio e del pericolo di valanghe.

Quale sentiero scegliere?

La prima cosa da sapere, a dire il vero, è che i sentieri che portano in vetta sono suddivisi in dieci stazioni. Fortunatamente, si può raggiungere la quinta stazione di ogni percorso con i mezzi pubblici: lì inizia la vera scalata, lì finisce la strada asfaltata ed inizia la montagna.

I sentieri che conducono alla vetta del Monte Fuji sono 4, ognuno contrassegnato da un colore ed ognuno con una stazione di partenza differente. Nei prossimi paragrafi vi spieghiamo le caratteristiche di ogni sentiero, i vantaggi/svantaggi, come raggiungere la stazione di partenza ecc.

Sentieri per la scalata del monte Fuji
dal sito japan-guide.com

Yoshida Trail

Yoshida Trail, monte Fuji

Lo Yoshida Trail è il più gettonato, con il vantaggio che la strada in salita è diversa dal percorso che si fa per scendere. Lungo il sentiero ci sono molti rifugi e di conseguenza molti servizi, bagni pubblici e punti di primo soccorso.

Scalare il monte Fuji
Kombini sul monte Fuji

La stazione di partenza si chiama Fuji-Subaru Line 5th Station ed è facilmente raggiungibile in autobus dalla stazione Fujisan/Kawaguchiko e anche da Shinjuku (Tokyo). La quinta stazione si trova a 2300 m; vi si trovano svariati locali e negozi ed anche l’altare Komitake, dove l’abitudine vuole che i pellegrini si fermino a pregare per propiziarsi i kami ed essere protetti durante la salita. Dalla quinta stazione il percorso inizia a salire gentile a zigzag fino alla settima stazione circa, dopo di che si fa più impervio. Il tempo necessario per l’ascesa è di circa 6 ore, per la discesa di 4 ore; questo, almeno, secondo il sito ufficiale (noi abbiamo impiegato un po’ di più).
A questo link trovate una breve mappa dello Yoshida Trail.

Subashiri Trail

Subashiri Trail, monte Fuji

Il Subashiri Trail parte dalla Subashiri Trail 5th Station, a 2000 m, e risale le pendici del Monte Fuji sul versante est. Rispetto allo Yoshida e agli altri sentieri, la foresta si estende fino ad altitudini maggiori. Anche questo percorso prevede una via di ascesa e una via di discesa diverse; nei pressi dell’ottava stazione, il Subashiri Trail si unisce allo Yoshida Trail (e quindi si evita la folla solo per la prima parte del percorso). Lungo questo percorso non ci sono centri di primo soccorso. Il tempo necessario per la salita è di 6 ore, per la discesa di 3 ore.

Gotemba Trail

Gotemba Trail, monte Fuji

Il Gotemba Trail è quello che parte da un’altitudine minore: la Gotemba Trail New 5th Station è situata infatti a 1450 m. Il percorso si snoda lungo il versante sud-est del Monte Fuji; la salita e la discesa si differenziano solo per metà percorso. I rifugi e i bagni pubblici sono meno frequenti lungo il percorso e non ci sono centri di primo soccorso. Il vantaggio di questo sentiero è che è decisamente meno affollato rispetto agli altri e la pendenza più gentile, seppure con un dislivello maggiore. La salita richiede circa 7 ore e la discesa circa 3 ore.

Fujinomiya Trail

Fujinomya Trail, monte Fuji

Percorso con la partenza a più alta quota (2400 m per la Fujinomiya Trail 5th Station), questo sentiero è identico in salita e in discesa e percorre il lato sud del vulcano. Si tratta di un percorso ripido, ma si tratta anche del percorso più breve per raggiungere la vetta, motivo per cui è piuttosto gettonato. Ad ogni stazione si trovano rifugi e presso l’ottava stazione c’è un centro di primo soccorso. Il tempo richiesto è di 5 ore in salita e 3 in discesa.
A questo link troverete una breve mappa del Fujinomiya Trail.

Il giro del cratere

Una volta in vetta, è possibile camminare intorno al cratere vulcanico: il percorso richiede circa un’ora.

Come raggiungere le stazioni di partenza?

Come raggiungere il monte Fuji
dal sito japan-guide-com

Raggiungere la Yoshida 5th Station

Ci sono due possibilità, ovvero scegliere di percorrere parte del tragitto in treno oppure fare tutto il percorso da Toyo in autobus (per orari e tariffe degli autobus, trovate il link a fondo pagina).

  • Treno + bus: dalla stazione di Tokyo Shinjuku, prendete la linea JR Chuo fino ad Otsuki (1 ora e 10 minuti per il limited express, 1 ora e 40 minuti per i treni locali; compreso nel JR pass). Da Otsuki fino a Kawaguchiko si prende il Fujikyu Railway Line (poco meno di un’ora, non compreso nel JR pass) e infine da Kawaguchiko alla quinta stazione si prende il bus (50 minuti). In alternativa, dall’aeroporto di Haneda è stata recentemente istituita una linea di autobus che in circa 3 ore permette di arrivare a Kawaguchiko.
  • Solo bus: nella stagione di apertura del Fuji, ci sono due autobus all’ora con partenza da Shinjuku e altrettanti ne partono dalla Tokyo Station (Yaesu South Exit). Il costo del bus si aggira intorno ai 2000 yen e il viaggio dura circa 2 ore. Esiste un ulteriore autobus a cadenza bioraria dalla stazione di Shibuya che impiega 2-2,5 ore. Gli autobus arrivano a Kawaguchiko da dove è necessario prendere un ulteriore autobus fino alla quinta stazione.

Raggiungere la Subashiri 5th Station

Da Tokyo Shinjuku per raggiungere la stazione Gotemba è possibile prendere i treni della linea Odakyu fino a Matsuda e da lì proseguire con la JR Gotemba Line. Per calcolare il tragitto dalla stazione di Tokyo a voi più vicina fino a Gotemba, vi consigliamo di usare Hyperdia (link a fondo pagina). Dalla stazione di Gotemba, i bus effettuano 10 corse al giorno ed impiegano circa un’ora a raggiungere la quita stazione del sentiero Subashiri. Per orari e tariffe degli autobus, trovate il link a fondo pagina.

Raggiungere la Gotemba 5th Station

Da Gotemba (leggete sopra come arrivarci) ci sono 6 autobus al giorno che in 40 minuti portano alla quinta stazione del sentiero Gotemba. Per orari e tariffe degli autobus, trovate il link a fondo pagina.

Raggiungere la Fujinomya 5th Station

La stazione Shin-Fuji è raggiungibile con lo shinkansen in partenza da Shinagawa. Dalla stazione di Shin-Fuji è disponibile un bus con cadenza oraria che in due ore e mezza circa permette di raggiungere la Fujinomya 5th Station. Per orari e tariffe degli autobus, trovate il link a fondo pagina.

Come programmare la scalata?

In genere, l’ascesa si programma in modo tale da assistere all’alba dalla vetta del monte Fuji; tra l’altro di prima mattina ci sono più probabilità di non trovare nuvole in alta quota.

Scalare il monte Fuji

Per lo più la scalata del monte Fuji richiede due giorni: durante il primo giorno, si raggiungono la settima o l’ottava stazione, dove ci si ferma a dormire per alcune ore, per poi raggiungere la vetta il secondo giorno, giusto in tempo per l’alba (in genere verso le 4:30 – 5). Per pernottare, ci sono svariati rifugi dove fermarsi, scorrete un po’ più giù per leggere maggiori dettagli.

Un’altra possibilità, è quella di iniziare la scalata alla sera e di camminare per tutta la notte fino a raggiungere la vetta per l’alba. Ovviamente, questa modalità è più stancante ed è scoraggiata perché aumenta il rischio del mal di montagna.

Infine, è possibile salire e scendere dal monte Fuji nelle ore diurne di una singola giornata: anche questo è faticoso e può favorire il mal di montagna; inoltre, durante le ore pomeridiane è più probabile trovare nuvole.

I rifugi di montagna sul Monte Fuji

I rifugi di montagna, o mountain huts, si trovano a varie altitudini in corrispondenza della stazioni di ogni percorso. Sono luoghi estremamente spartani dove ci si può fermare per mangiare e pernottare.

Le camerate sono costituite da due piani di “cuccette” disposte su due file affacciate su un lungo corridoio. In pratica si tratta di un pavimento in legno su cui sono poggiati materassini, sacchi a pelo e coperte senza soluzione di continuità. Si dorme quindi spalla a spalla con i vicini. Inoltre, le scalette per raggiungere il piano superiore sono poche e può capitare di dover scavalcare o essere scavalcati nel cuore della notte. Gli scalatori arrivano e partono ad ogni ora, quindi il riposo è piuttosto superficiale, almeno nella nostra esperienza. In genere, il personale del rifugio prevede una sveglia per coloro che desiderano partire per terminare la scalata e vedere l’alba dalla vetta ed una seconda sveglia per chi invece preferisce evitare la calca e godersi l’alba a quota più bassa (come abbiamo fatto noi).

Camerata del rifugio sul monte Fuji

Nei rifugi è possibile anche mangiare: in genere la cena è a base di curry rice, ovvero riso con curry, hamburger e un salsicciotto. Un pasto frugale che diventa quasi un “comfort food” se raggiungete il rifugio dopo il tramonto un po’ infreddoliti come è successo a noi. La colazione, infine, è “al sacco”: alla partenza, viene consegnato un sacchetto all’interno del quale c’è una bustina di carne in gelatina che assomiglia moltissimo al cibo per gatti. In ogni caso, è possibile acquistare snack e bevande varie nei rifugi.

Cena in rifugio sul monte Fuji

Prenotare la cuccetta nel rifugio è possibile telefonicamente se parlate giapponese oppure online tramite il servizio di Fuji Mountain Guides (con un sovrapprezzo di 1000 yen a testa). Inoltre è possibile semplicemente presentarsi al rifugio di sera (tenete conto però che nei periodi di maggior afflusso potrebbero non esserci più posti disponibili).

Quale attrezzatura portare?

Sono indispensabili:

  • scarponcini da montagna, alti, che proteggano le caviglie, poiché il terreno è molto sconnesso;
  • abbigliamento adeguato, a strati, che protegga dal vento e dalle basse temperature (in vetta le temperature possono scendere sotto lo zero); è consigliabile portare con sé anche dei guanti;
  • abbigliamento anti-pioggia, compreso un telo di copertura per lo zaino;
  • torcia frontale, perché quasi sicuramente vi troverete a scalare almeno in parte al buio;
  • acqua e cibo, soprattutto lungo i sentieri dove i rifugi sono di meno; inoltre, ricordatevi che i costi aumentano a mano a mano che si sale di altitudine;
  • un contenitore per portare a valle i rifiuti (non ci sono cassonetti sul monte Fuji);
  • contanti e spiccioli per usare i bagni;
  • racchette da montagna; in alternativa è possibile acquistare un bastone in legno alla quinta stazione (il costo si aggira intorno ai 2000 yen) e farlo aerografare ad ogni successiva stazione fino alla vetta: sarà così un bel ricordo da riportare a casa.

Per chi, come noi, ama viaggiare leggero o, semplicemente, preferisce non riempire la valigia di attrezzatura da hiking a scapito dei restanti giorni di viaggio, esiste la possibilità di noleggiare l’attrezzatura direttamente in Giappone. Noi ci siamo affidati a Kobe Outdoor (link a fondo pagina) che ha fatto pervenire l’attrezzatura da noi ordinata presso il nostro hotel a Tokyo. L’attrezzatura era pulita e in perfetto stato e il servizio è stato molto preciso. La restituzione dell’attrezzatura (che non è necessario pulire e va semplicemente posizionata nel borsone in cui vi è stata mandata ed applicando il voucher che viene fornito dalla ditta) avviene poi tramite la Yamato Transport presso un kombini convenzionato o presso la reception dell’hotel. Semplicissimo, no?

Quanto costa scalare il Monte Fuji?

All’inizio di ogni sentiero, agli scalatori è richiesto un contributo di 1000 yen a testa: tale ricavato è destinato a misure per la salvaguardia dell’ambiente e della sicurezza degli escursionisti.

Gli altri costi comprendono le spese per i trasporti (poco più di 3500 yen considerando di dover raggiungere la quinta stazione dello Yoshida Trail partendo da Tokyo e di avere il JR pass attivo), per eventuale pernottamento e cena (5000 yen a testa senza pasti, 7000 yen con i pasti). Inoltre, dovete considerare il costo dell’eventuale noleggio dell’attrezzatura, che per noi è stato di 11300 yen a testa (circa 90 euro) per scarponi, racchette, zaino da montagna, abbigliamento anti-pioggia e torcia frontale.

Il totale può variare dai 4500 yen (poco meno di 40 euro) se non prevedete la sosta in rifugio ai 24000 yen (circa 200 euro) per il “pacchetto completo” (attrezzatura + pernottamento + pasti). A questo vanno aggiunti 100-200 yen per ogni utilizzo del bagno (munitevi di spiccioli). Ovviamente è possibile pagare esclusivamente in contanti.

Come allenarsi per scalare il Monte Fuji?

Non è necessario un vero e proprio allenamento, ma vi consigliamo, se non siete abituati, di andare a fare delle camminate in montagna prima di scalare il monte Fuji. Il consiglio è quello di percorrere tratti con dislivelli progressivamente crescenti fino a coprire circa il dislivello che prevedete di percorrere in un giorno sul Monte Fuji.

Come testimoniare l’impresa?

Come accennato, una possibilità è acquistare un kongo-zue, ovvero un bastone in legno da utilizzare durante la scalata e da far aerografare alle varie stazioni e poi in cima al monte Fuji. È inoltre possibile acquistare il kongo-zue (in versione più o meno lunga) in cima al Fuji.

Un’altra possibilità, è quella di richiedere online il certificato di raggiungimento della vetta. Per ottenerlo, è necessario allegare la fotografia che avrete scattato in cima al Monte Fuji, che verrà poi stampata sul vostro certificato. Il costo del certificato è di circa 1000 yen e viene spedito anche in Italia. Trovate a fondo pagina nella sezione link utili l’indirizzo a cui richiedere il certificato.

Il mal di montagna

Il mal di montagna è dovuto al mancato adattamento dell’organismo all’altitudine, dovuta alla ridotta presenza di ossigeno in quota. Si manifesta in genere oltre i 2500 m. I sintomi sono variabili a seconda della suscettibilità del soggetto e comprendono cefalea (in genere è il primo sintomo), affaticabilità e stanchezza, nausea, vomito e inappetenza, vertigini, stordimento, insonnia ed irritabilità. Nei casi più gravi, il mal di montagna provoca edema cerebrale e polmonare e può causare la morte.

Per prevenire il mal di montagna é fondamentale un buon acclimatamento, cioè è importante abituare il proprio organismo a pressioni parziali di ossigeno più basse. Oltre i 3000 m la cosiddetta regola d’oro degli scalatori è “cammina in alto/dormi in basso”. Scalando il monte Fuji sarete per la maggior parte del tempo oltre quota 2500 m, quindi il consiglio è di fare molta attenzione ad eventuali sintomi d’allarme e a non sottovalutarli. Sappiate che l’edema polmonare e l’edema cerebrale da alta quota si verificano, rispettivamente, nel 2% delle persone che si adattano ad altitudini oltre i 3000 m e nel 2% di quelle che superano quota 2700 m. Il Fuji non sarà l’Everest, ma non va sottovalutato. Esistono alcuni farmaci che possono rivelarsi utili, ma la terapia è unicamente scendere di quota.

Le regole da non dimenticare

Il Monte Fuji fa parte del Parco Nazionale Fuji-Hakone-Izu. Come in qualunque altro luogo naturale vi ricordiamo alcune regole fondamentali:

  • non buttare rifiuti a terra: i rifiuti si possono lasciare nei rifugi oppure portare con sé a valle (opzione migliore)
  • non scrivere graffiti sulle rocce, non toccare o danneggiare piante o animali, non danneggiare il patrimonio geologico
  • non piantare tende, accendere fuochi o buttare semi a terra
  • non allontanarsi dai sentieri indicati (per la vostra sicurezza e per preservare l’ambiente circostante)

Link utili

Sito ufficiale Mt Fuji Climbing
Link per prenotare online i rifugi tramite Fuji Mountain Guides
Previsioni del tempo sulla vetta del Monte Fuji
Orari e prezzi degli autobus
Orari e prezzi degli autobus da Haneda
Hyperdia per calcolare il percorso in treno
Kobe Outdoor per il noleggio dell’attrezzatura
Certificato di raggiungimento della vetta del Monte Fuji

Video-guida

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Guida alla scalata del monte Fuji

Foto di copertina: Manuel Cosentino on Unsplash

32 commenti su “Come scalare il monte Fuji: la guida

  1. Non sapevo ci fossero così tanti percorsi diversi. Diversi sia per l’altitudine che per modalità di salita e discesa. Trovo che siano organizzati molto bene in generale e capisco perfettamente come mai decidano di lasciare la scalata aperta solo per pochi mesi. Ottima guida ragazzi, davvero complimenti!

  2. Complimenti ragazzi, sia per l’impresa che per l’articolo dettagliato. È stato come salire insieme a voi! Chissà che emozione vedere l’alba dalla vetta di quella che è una delle icone della mia infanzia: faceva sempre da sfondo ai cartoni che guardavo da piccola ?

  3. Che meraviglia ragazzi! Noi il monte Fuji l’abbiamo visto solo passando in treno perchè poi ci siamo spinti verso le Alpi Giapponesi… anche se non abbiamo scalato nemmeno loro! ? In ogni caso complimenti per l’articolo super dettagliato!

  4. Il Giappone pian piano mi sta incuriosendo! Ho sempre pensato di visitare il Giappone a marzo, per poter ammirare la fioritura dei ciliegi, ma ho letto ora dal tuo articolo che non combacia con il periodo ideale per scalare il Monte Fuji… chissà, ci andrò in due occasioni diverse 😉 Magari! Grazie intanto per queste info preziose 🙂

    1. In solitaria no, almeno durante la stagione ufficiale di apertura. Però i giapponesi sono un popolo discreto, pur non essendo soli la loro presenza non è fastidiosa lungo i sentieri, ognuno sale alla sua velocità e ci si saluta con un “konichiwa” tutt’al più.

  5. Il monte Fuji è decisamente nella mia bucket list! Ho scalato altri 2 vulcani e vedo che le regole e i consigli sono più o meno sempre gli stessi! Mi piace un sacco l’idea del bastone come souvenir! 😀 Ma poi come lo riposti a casa? Ci sta in valigia? 😅

    1. Noi abbiamo preso la versione città del bastone per non aver problemi nel riportarlo a casa. Non credo che in valigia quelli grande ci starebbe (beh ovviamente dipende dalla valigia 😅), probabilmente andrebbe spedito a parte

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