Costa Rica, Tortuguero: di carapaci e sabbia

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Da qualche parte bisogna pur iniziare. E dopo aver a lungo elucubrato, abbiamo deciso per il Costa Rica. Parliamo di appena un anno fa. Parliamo di un viaggio avventuroso, vario, dinamico, intenso, umido, gastronomicamente monotono, kilometrico. Partiamo subito specificando una cosa: agosto NON è il mese giusto per andarci. Pioverà a dirotto almeno (NB almeno) una volta al giorno. Il clima rende meno probabili gli avvistamenti di animali. Ma: è la stagione della nidificazione delle tartarughe verdi sulla costa orientale. Anche solo per quello, a nostro avviso, ne vale la pena.

Il nostro viaggio è iniziato con un assurdamente lungo e frammentario volo aereo, che, tramite Francoforte e Panama, dopo circa 15 ore spese in aria e circa 6 spese in aeroporto, ci ha portati ad atterrare San Josè. Il viaggio è stato organizzato tramite l’agenzia di colei che oramai è un’amica, Zalun Viaggi, e tramite il tour operator Etnia Viaggi.
Dopo un primo pernottamento a San Josè, la mattina successiva ci hanno caricati su un pullman per portarci a Tortuguero.
Un pullman.
Pieno. Zeppo. Di. Turisti.
Bastasse quello. No, invece. Un cordiale spumeggiante amigo con un microfono che, al ritmo di “So my friends…” ha scandito ogni minuto dell’interminabile trasferimento fino alla spiaggia, dove finalmente ci siamo imbarcati per raggiungere il lodge nel cuore dei canali del Parque Nacional Tortuguero.

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L’Evergreen Lodge sta proprio sulle rive dei canali di Tortuguero, con tanti piccoli bungalow in mezzo alla foresta, con percorsi sospesi su passerelle di legno. Anche qui, un sacco di turisti, purtroppo. Le attività nel lodge erano sostanzialmente organizzate a gruppi: escursioni a piedi, escursioni in barca, visita al villaggio di Tortuguero; e poi attività facoltative, tipo il canopy tour (ovvero percorsi sugli alberi, con liane e piattaforme, sospesi a parecchi a metri di altezza – insomma, ad altezza bradipo), il noleggio di canoe, e ultimo ma non ultimo: l’escursione notturna per assistere alla deposizione delle uova delle tartarughe.

Partiamo che è già buio, con la barca raggiungiamo il villaggio di Tortuguero e da lì, a piedi, al buio, la strada illuminata dalle torce elettriche, ci avviciniamo alla spiaggia.
I rangers vanno in avanscoperta e ci fanno accedere alla spiaggia solo quando la tartaruga ha ormai raggiunto la posizione prescelta (assolutamente non bisogna trovarsi tra mare+tartaruga e futuro nido per non scoraggiare la testuggine). Ci avviciniamo piano, in silenzio, camminando nella luce rossa della torcia del ranger. Ad un certo punto, è lì, a pochi centimetri da noi: un grosso guscio nella sabbia scura, con le pinne scava e scava, fino a che è soddisfatta. E allora depone le uova, decine e decine. E noi lì, così vicini da poterla toccare. E mentre siamo incantati ad osservare la meraviglia della natura, ecco che un’altra tartaruga di cui non ci eravamo accorti sbuca fuori da un anfratto. E’ incredibile. Ci accovacciamo lì accanto. Indescrivibile. Poi il lento e stanco ritorno al mare, le tracce pesanti sulla sabbia, le onde che lambiscono il carapace fino a trascinarlo con sé.

Se un’esperienza vale un viaggio, questa sicuramente lo è valso.

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La natura a Tortuguero è rigogliosa e prepotente. La mattina le scimmie ci svegliano lanciando qualcosa (frutti? escrementi? in fondo non vogliamo saperlo) sul tetto della nostra capanna. Granchi incredibilmente blu e arancioni brulicano nella palude. Per non parlare degli anfibi e degli uccelli. Noi partecipiamo alle attività organizzate, che per la verità ci piacciono e non ci piacciono (siamo orsi, in fondo), e poi decidiamo di inoltrarci nella foresta per conto nostro. Proprio al fondo della passerella che porta al nostro bungalow, inizia un percorso a piedi e noi, muniti di stivali partiamo. Ovviamente piove. Un cane un po’ vecchiotto, custode del lodge e degli ospiti, ci accompagna. Pare di essere in una scena di Jurassic Park, ve lo ricordate? Pioggia e vegetazione e fango ovunque; due figure con stivali e mantelline che goffamente si fanno strada nell’ignoto. Spavaldi, coraggiosi.
Anche se, a dire il vero, il nostro “coraggio” è stato presto mutilato e, col fango ed il pantano che tentavano di risucchiare i nostri stivali, in mezzo a ponticelli di legno marci, siamo stati costretti a ritornare alla base.

A Tortuguero ci siamo fermati per tre notti, al termine delle quali siamo (purtroppo) risaliti sul popolosissimo pullman cullati da “So my friends”, diretti a Guapiles dove – finalmente – è iniziata la nostra avventura in solitaria.

:::::::Info pratiche:::::::

Zona: Costa Orientale
Lodge: Evergreen
Attività:
Safari fotografico a piedi. Fatto. Voto:5/10
Safari in barca all’alba. Fatto. Voto: 6/10
Canopy tour. Fatto. Voto: 6,5/10
Visita del villaggio di Tortuguero. Fatto. Voto: 4/10
(breve) Safari in solitaria sotto la pioggia stile Jurassic Park. Fatto. Voto: 7/10
Noleggio canoa. Non fatto.
Turtle nesting. Fatto. Voto: 10/10.
Indice di fastidio umanità: 7 JarJar.
Indice di fastidio fauna: 3 JarJar (ste scimmie mattiniere un po’ rompevano).
Indice di piovosità: 5 Giuliacci.

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18 Responses

  1. La scheda finale che descrive il vostro viaggio mi ha fatto ridere da matti! Quando si e’ abituati a viaggiare in autonomia, si diventa reticenti ai viaggi di gruppo, eppure per fare certe esperienze a volte bisogna adattarsi. La Costa Rica deve essere un Paese davvero molto affascinante.

  2. I post più sinceri sono sempre i migliori! Complimenti per la sopportazione della pioggia (la odio, la odio) e della gente (😅), comunque le cose che avete fatto mi sembrano belle belle. Le tartarughe poi… Quanto sogno di vederle! Peccato per l’omino del pullman, io adoro quando durante i tragitti c’è il commento audio ma effettivamente bisogna saper essere coinvolgenti 😁

    1. In Costa Rica la pioggia ci ha messo a dura prova! Pioveva praticamente ogni giorno, le mantelline erano diventate una seconda pelle! La gente in genere ci mette più in crisi 🙄

  3. Non sono stata in Costarica, ma in Messico. Mi sembra di sentire il “rumore” degli uccelli al mattino, l’umidità e i profumi del Centro America. che nostalgia!

  4. Nonostante la pioggia, vedo che avete fatto cose bellissime! Mi avete trasportato in atmosfere che, finora, ho letto solo nei libri, e che sogno di vedere dal vivo prima o poi! 🙂

  5. Ahah! La scena degli stivali impantanati nel fango con le mantelline mi ha fatto tanto ridere! Ma dopotutto sono gli imprevisti del viaggio, prendere o lasciare! E sono anche i ricordi che restano impressi! 😀

  6. Simpaticissima la “pagellina” finale che fa capire bene che tipo di viaggiatori voi siate! So, my fiends,…. vedere le tartarughe deporre le uova vi ha ripagato di tutto quindi ne è valsa la pena!

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