Amed: fare snorkeling (e non solo) a Bali

Esiste un lato non turistico di Bali? La risposta probabilmente è no, tuttavia ne esiste uno un po’ meno turistico ed è la costa di Amed, sul versante orientale dell’isola. Qui si viene per lo snorkeling, ma non solo. Pur non essendo selvaggio, è rimasto un luogo per lo più autentico: ci riferiamo alle spiagge, alla barriera corallina, ai villaggi di pescatori affacciati sul mare, alle risaie di montagna. Inoltre, nelle vicinanze di Amed, ci sono due punti estremamente famosi di Bali: il tempio con le porte del paradiso e il palazzo sull’acqua. Qui purtroppo si ricomincia ad incontrare quel turismo votato esclusivamente all'”instagrammabilità”… ma con qualche piccolo accorgimento non vi disturberanno!

Il mare di Amed

Si raggiunge la costa di Amed per un motivo: il mare. Qui la barriera corallina è molto vicina alla spiaggia, facilmente raggiungibile anche da nuotatori non provetti. Il mare è calmo e le correnti miti, a poca profondità si trova un microcosmo di pesci e coralli, un piccolo tempio sommerso e perfino il relitto di una nave giapponese! Per le sue caratteristiche, Amed è il paradiso dello snorkeling, ma anche i sub non saranno delusi.

Noi, non avendo il brevetto (né la preparazione) per fare immersioni ci siamo dedicati allo snorkeling. Abbiamo scelto la baia di Jemeluk, a brevissima distanza dal nostro hotel, e la spiaggia che si trova un po’ più ad ovest rispetto alla baia. Qui sotto vi mettiamo la mappa con le indicazioni geografiche. Il tratto di costa antistante il Kembali Beach Bungalows pare sia talora frequentato dalle tartarughe marine (noi purtroppo non abbiamo avuto la fortuna di vederle). A Jemeluk, invece, oltre a svariate specie di pesci e coralli, proprio al centro della baia (indicato con una boa) vi è un piccolo tempio sommerso, a circa 5 m di profondità.

snorkeling ad Amed

Oltre a questi due siti, che noi abbiamo visitato, ci sono molteplici altre zone dove dedicarsi a snorkeling ed immersioni. Noi abbiamo trovato molte informazioni utili sul sito snorkeling around the world.

Per noi, è stata il battesimo dello snorkeling: è bastato immergere la testa per scoprire un giardino vivo di pesci e coralli, colorato e mobile, una distesa di “fiori” sottomarini. I pesci, per nulla intimiditi dalle persone, si avvicinano curiosi e vi sciamano intorno come se niente fosse. Lasciarsi dondolare a pancia in giù con la faccia nell’acqua cullati dalle onde e osservare immobili lo svolgersi della vita subacquea è piacevole e sorprendente.

Vi consigliamo di indossare scarpe da scoglio e di fare grandissima attenzione quando entrate in acqua per non calpestare i coralli che sono molto molto vicini alla costa. Inoltre, vi ricordiamo che la crema solare è nociva per i coralli, quindi, se programmate di immergervi in acqua vi consigliamo piuttosto di indossare magliette da surf o una muta per proteggervi dal sole senza danneggiare l’ecosistema.

Sunset point lungo la costa di Amed

La costa di Amed è baciata dalla buona sorte e dai raggi del sole morente, che regalano meravigliosi spettacoli del vulcano Agung in controluce mentre il giorno si spegne lentamente. Fermatevi al tramonto in uno dei tanti punti panoramici situati sui promontori esposti a nord-est. Godetevi un cocktail o uno dei rinfrescanti succhi balinesi mentre la sagoma del vulcano continua a rigurgitare fumo fino a che il cielo si ricopre di stelle.

Tramonto con il vulcano Agung, Bali

Pura Lempuyang Luhur

Il Pura Lempuyang Luhur è forse uno dei più famosi e sicuramente uno dei più “instagrammabili” di Bali: è il famoso tempio le cui porte si affacciano sul vulcano Agung e dove si scattano le belle foto specchiate sull’acqua. La verità, però, è che si tratta di un’illusione ottica creata con un piccolo specchio: la porta infatti non è affatto sull’acqua, ma su un comunissimo pavimento in pietra. Quel che è vero, invece, è che si affaccia sul meraviglioso panorama del monte Agung. Se il vostro obiettivo è quello di portarvi a casa la famosa fotografia vi avvisiamo che dovrete affrontare una coda di oltre un’ora (ma anche 2-3 ore nei periodi di maggior afflusso). Se invece, come noi, preferite la versione non ritoccata, la folla non vi disturberà troppo: infatti all’interno del tempo la gente in attesa della foto instagram sosta sotto una tettoia dedicata e il resto del tempio è piuttosto vuoto.

Noi siamo arrivati nel pomeriggio, quando è meno probabile che la cima del vulcano Agung sia velata dalle nuvole. Entrando nel (primo) tempio, dopo aver indossato il sarong, si riceve una benedizione. Il tempio è molto bello, con tre scalinate parallele in pietra che salgono fino all’ingresso del tempio affiancate da mancorrenti a forma di dragone. Salendo sulle scalinate si raggiunge l’interno del tempio, riservato ai fedeli. Ma voltandosi verso il basso, lo sguardo si apre verso le porte triangolari e verso il vulcano, in uno sguardo che raccoglie tutto. Le statue immobili sono in parte ricoperte di licheni, accentuandone la teatralità.

Oltre questo tempio, con un percorso in salita è possibile raggiungerne altri tre sparsi sulla montagna. Per visitare l’intero complesso è necessario arrivare al tempio di mattina o nel primissimo pomeriggio, perché più tardi l’accesso è limitato ai primi due altari. Il secondo piccolo tempio è in genere pressoché vuoto e, pur essendo meno ricco e meno bello, ha un’atmosfera più spirituale con gli ombrelli a quadri bianchi e neri e le offerte floreali.

Pura Lempuyang, Bali

Taman Tirta Gangga

Un’altra destinazione facilmente raggiungibile da Amed è il Taman Tirta Gangga, il famoso palazzo sull’acqua. Il consiglio è quello di recarvi a visitare il palazzo all’orario di apertura per trovare il minor numero di persone possibile. In alternativa, abbiamo scoperto che proprio all’interno del sito vi è un hotel i cui ospiti (probabilmente, verificate) godono di un accesso “esclusivo” al tempio anche fuori orario.

Il Taman Tirta Gangga è un luogo incredibilmente suggestivo: un palazzo open air con grandi vasche d’acqua, alcune balneabili, altre navigabili con piccole barchette e altre ancora popolate di carpe koi e fiori di loto. Il “pezzo forte” è una vasca d’acqua dalla cui superficie emergono delle piastrelle in pietra, che paiono sospese sul pelo dell’acqua. Sbizzarritevi con le fotografie, ma non dimenticatevi di addentrarvi nel resto del palazzo: sul fondo, verso la collina, ci sono statue un po’ spaventose disposte a semicerchio e delle vasche dove, se volete, potete fare il bagno.

Risaie di Sidemen

Spostandosi da Amed verso Ubud vi consigliamo di attraversare questa zona un po’ montagnosa, dove i villaggi sono ancora immersi nella tradizione. Si incontrano botteghe di falegnami e scalpellini, risaie a perdita d’occhio e coltivazioni di peperoncino. Se ne avete la possibilità, in questa zona pare ci siano diverse piacevoli passeggiate lungo risaie e torrenti.

Coltivazioni di caffè

Nostro malgrado (o, più precisamente, a causa del fatto che non siamo stati abbastanza decisi nel rifiutare), il nostro autista, lungo il percorso tra Amed e Ubud, ci ha “obbligato” ad una sosta presso una coltivazione di caffè. Ora, non abbiamo niente contro il caffè di per sé (anzi, io ne sono assidua consumatrice). Tuttavia, siamo fortemente contrari ad una barbara pratica divenuta famosa e remunerativa a Bali, ovvero la produzione del caffè luwak. Si tratta del rinomato “caffè di cacca”. In soldoni, dei poveri zibetti vengono allevati in cattività e costretti ad alimentarsi unicamente di fave di caffè, che transitando nel loro apparato gastroenterico pare si arricchiscano di non so cosa, con il risultato che vengono raccolte dalle feci degli animali, ripulite e vendute a peso d’oro. Non abbiamo la minima idea di che gusto abbia questo caffè perché ci siamo categoricamente rifiutati di assaggiarlo. Quello che sappiamo con certezza è che questi animali vengono portati via dal loro habitat, costretti ad una vita in gabbia, a bioritmi sballati e a una dieta che li porta precocemente a morte. EVITATE DI BERE/ACQUISTARE IL KOPI LUWAK, ovvero questa varietà di caffè prodotta sulla pelle degli zibetti.

Assaggio di caffè a Bali

Comunque sia, abbiamo fatto buon viso al “cattivo” gioco del nostro autista che ci ha costretto a questa tappa forzata e assaggiato the e caffè aromatizzati con spezie. Dopo di che siamo ripartiti alla volta di Ubud.

Info pratiche

Dove dormire

Noi abbiamo alloggiato al Camessa Hotel: la posizione è super, proprio sulla spiaggia, a brevissima distanza dalla barriera corallina e con un bel panorama del vulcano Agung. Le stanze sono ampie, pulite e arredate con semplicità, con un bell’affaccio verso il mare. Il bagno è anch’esso molto spazioso e pulito. L’hotel dispone di un piccola piscina e di un ristorante di media qualità. Offre inoltre la possibilità di noleggiare scooter e, se ne avete bisogno, vi può trovare un autista per gli spostamenti sull’isola.

Dove mangiare

Noi abbiamo cenato al Warung Enak, a breve distanza dal nostro hotel (percorribile a piedi). Questo warung offre cucina balinese semplice e saporita e buoni succhi di frutta mista; se siete coraggiosi, propongono anche la pizza…

Per l’aperitivo con vista, invece, abbiamo scelto il Waeni Sunset View Bar & Restaurant. La posizione è splendida, i cocktail invece un po’ annacquati… ma lo spettacolo del tramonto sul vulcano ve lo farà presto dimenticare.

Come spostarsi

Noi abbiamo scelto di noleggiare uno scooter per i brevi spostamenti in Amed e dintorni: guidare a Bali è una storia a sé e presto ve ne parleremo! Per quanto riguarda gli spostamenti più lunghi (e con bagagli al seguito), abbiamo chiesto all’hotel di procurarci un autista: il prezzo che ci ha proposto era nella media e ci ha anche proposto di fare una strada più lunga e panoramica per un modesto sovrapprezzo. Quel che non abbiamo gradito, invece, è stata la tappa alla coltivazione di caffè a cui avevamo detto di non essere interessati…

Quanto fermarsi ad Amed?

La risposta è: dipende. Vi limiterete allo snorkeling oppure prevedete di fare delle immersioni? Amate oziare sulla spiaggia o preferite essere sempre in movimento? Noi, che purtroppo per il nostro viaggio a Bali avevamo pochi giorni a disposizione, siamo rimasti ad Amed due giorni ed una notte e ci sono bastati per fare due sessioni di snorkeling e vedere sia il Taman Tirta Gangga sia il Pura Lempuyang.

Amed: il video

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Amed, Bali

22 Responses

  1. Quando si parla di zone meno turistiche o comunque un po’ più lontane dal turismo di massa mi si accendono gli occhi, le orecchie e chi più ne ha più ne metta. Bellissimo anche il video complimenti!

  2. Complimenti per l’articolo come sempre! Bali è una meta che sogno e gli angoli poco turistici (in un’isola che è oramai super turistica) sono come una boccata d’aria fresca! Comunque grazie anche per le informazioni sul caffè. Se mi capita mi rifiuto anch’io di berlo.

  3. Mi ha fatto piacere leggere questo post! Da dove scrivo io, Bali è famosa soprattutto per ospitare orde di giovani (e meno giovani) australiani in vacanza in cerca di birra a poco prezzo e casino. E a me spiace perché mi verrebbe comodo andarci. Quasi quasi vado qui! 🙂

    1. Anche qui in Italia Bali è famosa per gente che va a spiaggia e nel club a fare vita notturna oppure per “andare in ritiro” a fare yoga… Se vuoi evitare la “vita mondana”, come abbiamo voluto fare noi, evita il sud e dedicati invece alla parte est o nord dell’isola

  4. Grazie di aver segnalato la pratica barbara di allevare gli zibetti costringendoli ad ingurgitare in modo innaturale così tante pacche di caffè per produrre quella “specialità”. Molti non lo sanno o lo dimenticano.

    1. A Bali, purtroppo, bisogna fare moltissima attenzione perché la maggior parte delle “attrazioni” che coinvolgono gli animali nascondono violenze e sfruttamento (es, oltre agli zibetti per il caffè, tutti i vari bagno/passeggiata ecc con l’elefante, molte attrazioni con delfini non in libertà ecc e pure lo zoo di Bali!)

  5. Ragazzi innanzitutto complimenti per il video e le foto! Bali è sicuramente una meta gettonatissima dai più e prima o poi vorrei riuscire ad andarci. Amed sembra molto interessante come zona per fare snorkeling, io adoro i fondali che si vedono a vista, ancora meglio se popolati come questi!

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