Weekend lento a Govone nel Roero

Ci sono momenti in cui tutto ciò di cui si ha bisogno è di rallentare. Govone, nel Roero, è il posto ideale per un weekend slow all’insegna del relax, dei sapori e del bello. Il Roero è una fetta di Piemonte adagiata accanto al fiume Tanaro, proprio di fianco alle Langhe, insieme alle quali è stato dichiarato patrimonio UNESCO nel 2014. Il paesaggio del Roero è un ondulante alternarsi di vitigni e noccioleti, con qualche bosco rimasto selvaggio qua e là. Durante il weekend trascorso qui, siamo stati ospiti di Cristina a Casa Angiolina, abbiamo assaggiato i vini della cantina Ponchione in un ciabot in mezzo alle vigne, abbiamo cenato in un ristorante gourmet e infine abbiamo visitato il Castello Reale di Govone, che è parte del circuito delle residenze sabaude. Venite con noi?

Weekend nel Roero

Casa Angiolina

Avete presente quando, da bambini, si andava “in feste” in campagna dalla nonna, in estate? A Casa Angiolina si respira esattamente questa atmosfera: il caldo estivo con le cicale che friniscono e qualche tortora che tuba, la brezza che attraversa le stanze facendo svolazzare le tende, il giardino fiorito ed ombreggiato dove oziare, il profumo dei mazzetti di lavanda sparsi per casa…

Cristina ha ristrutturato la casa di famiglia e ne ha fatto una casa vacanza ampia e accogliente. Le quattro stanze al primo piano ospitano fino ad otto persone, con in aggiunta un divano letto al piano terra accessibile anche ai disabili. I mobili all’interno della casa sono quelli della nonna, in legno e con tante storie da raccontare, alcuni addirittura arrivano dal vicino castello (la casa fu costruita nel XVIII secolo per il sarto di corte). Nel giardino, le rose e le agavi sono quelle cresciute e amate da nonna Angiolina e ancora rigogliose e altrettanto amate da Cristina. In più, c’è un frutteto dai cui frutti Cristina prepara le ottime marmellate della casa. Casa Angiolina è anche bike-friendly: c’è una piccola officina attrezzata per piccole riparazioni e per ospitare le biciclette di sera, e una doccia all’aperto per rinfrescarsi dopo la pedalata.

Appena arrivati, Cristina ci conduce per le stanze: apriamo gli infissi e le finestre, il sole inonda gli ambienti e il vento ci accarezza il viso. Dai balconi ci affacciamo sul digradare della collina o sul castello. Poi, Cristina ci offre caffè e torte fatte in casa, squisite! Chiacchieriamo per un po’, ci racconta del suo desiderio di vedere nuovamente viva e vissuta la casa di famiglia. Ci accompagna nel giardino e nel frutteto, quasi ogni pianta ed ogni fiore hanno una storia da raccontare. Scopriamo che i capperi fioriscono di fiori meravigliosi e inaspettati. Mentre camminiamo, Cristina raccoglie per noi alcune prugne gialle, dolcissime e succose. La sera, poi, di ritorno dopo cena, casa Angiolina ci accoglie silenziosa. Ci corichiamo tra le lenzuola profumate e rapido arriva il sonno. Il risveglio è con i raggi del sole e il cinguettare degli uccellini; nel frigorifero troviamo dolcetti e marmellate fatte in casa, una colazione saporita e genuina. Siamo rigenerati dal tempo trascorso qui, lento e dolce.

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La degustazione tra le vigne

Cristina ci presenta Maurizio Ponchione, il quale, raccogliendo l’eredità di una passione di famiglia, gestisce l’omonima azienda vinicola. Con Maurizio e alcuni turisti svizzeri, ci dirigiamo appena fuori Govone: la destinazione è un ciabot, ovvero una piccola casetta tra le vigne che un tempo serviva da riparo per i contadini e che oggi Maurizio ha adibito a ambiente per le degustazioni. Il verde delle viti è intenso, quello dei grappoli ancora acerbo. Saliamo sulla collina e raggiungiamo il ciabot. Da quassù lo sguardo abbraccia a 360° il Roero ed è uno spettacolo.

La degustazione inizia con un Roero Arneis DOCG, un vino bianco tipico di questa zona, profumato ed armonioso. Si prosegue con una Barbera d’Alba “Donia” DOC del 2012: ottima, incredibilmente equilibrata e avvolgente. A seguire un’altra Barbera d’Alba DOC, la “Monfrini”, il cui sapore è differente dalla precedente, più tradizionale e pieno. E ancora, il Nebbiolo d’Alba DOC, intenso e fruttato, e il Roero DOCG, un vino prodotto da uve nebbiolo tannico e seducente. Ad accompagnare i vini, focaccia fatta in casa, formaggi e salumi e le frittate della mamma di Maurizio. Attorno al tavolo, Maurizio ci racconta i suoi vini e presto si stringono amicizie. Al termine della degustazione, Maurizio ci conduce presso la sua azienda e ci fa assaggiare una creazione recente, il passito “Gundin”: ancora un po’ acerbo al momento dell’assaggio, ha le potenzialità per un buon invecchiamento in bottiglia arricchendosi di rotondità e profumo.

In queste vigne, a settembre, Cristina e Maurizio organizzeranno una cena all’aperto. L’evento si chiama “La luna ed il ciabot“: una serata sotto le stelle e la luna, con musica, buon vino e il cibo della tradizione piemontese.

La cena alle scuderie del Castello

Conclusa la degustazione, con quel tocco di allegrezza che il buon vino regala allo spirito, passeggiamo fino al castello: ceneremo al ristorante Le scuderie del Castello di Govone, che Cristina ci ha consigliato. L’ambiente è elegante e curato, un lungo scalone ci conduce alla sala da pranzo. Il menù esplora la tradizione piemontese con un tocco di attenzione alla creatività. Lo chef propone con l’aperitivo una sfilata di finger food. Noi ordiniamo: “il tonno ed il vitello”, rivisitazione del tradizionale vitello tonnato piemontese, e l’insalata di porcini crudi e tartufo nero, prelibata; “semplicemente plin”, ovvero i tradizionali ravioli langaroli ripieni di carne, e i fusilli fatti in casa con asparagi, porcini e crudo croccante; l'”orto in movimento”, composizione di verdure in varie cotture; infine, “carota e limone”, un dolce estroso bello alla vista e buono al palato, preceduto da una sfilata di finger food dolci. Usciamo con il palato soddisfatto e ritorniamo a casa Angiolina.

Il castello di Govone

La mattina dopo alle dieci Selena ci aspetta di fronte al castello. Non c’è quasi nessuno in giro, il castello osserva maestoso la collina e noi tre che osserviamo lui.

Castello di Govone

Selena è la social media manager del castello di Govone e ci racconta il gran lavoro che stanno facendo per far conoscere questa residenza: qui i reali di casa Savoia amavano trascorrere il periodo estivo. Il castello, dopo la caduta dei Savoia, ha subito alcune vicissitudini che hanno portato alla vendita di quasi tutti i mobili e all’utilizzo come scuola e uffici comunali. Attualmente, parte del castello continua ad essere sede degli uffici comunali, mentre il primo piano è stato recuperato e aperto ai visitatori. Due sono le chicche del castello: le stanze cinesi, dove sono conservate in ottimo stato tapezzerie a tema cinese che rappresentano le fasi di lavorazione e coltivazione della seta o del riso, e la sala dei ricevimenti, dove c’è un meraviglioso decoro trompe l’oeil. L’atmosfera all’interno del castello è minimalista, semplice, e nonostante questo si immagina con facilità la regina Maria Cristina affacciata alla finestra… Il castello ospita inoltre mostre di arte moderna, spettacoli musicali e, in inverno, i mercatini di Natale. Al termine della visita, ci soffermiamo ancora davanti al castello per fare qualche fotografia e per ammirare le colline del Roero. Poi, scendiamo passeggiando nei giardini del castello.

Abbiamo trascorso un weekend lento, assaporando la semplicità del profumo della lavanda e di un dondolo in giardino, gustando le sfumature profumate dei vini del Roero, ritrovando i sapori di questa terra e scoprendo un tassello di storia piemontese. Sì, è stato un weekend slow, ne avevamo bisogno (eccome se ne avevamo bisogno, soprattutto dopo la settimana super intensa a Bali e il viaggio intercontinentale!) e ci ha fatto ricarica le batterie.

Il video del nostro weekend lento


Post scritto in collaborazione con Casa Angiolina.
Un ringraziamento speciale a Cantina Ponchione e Castello Reale di Govone.


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Weekend nel Roero

22 commenti su “Weekend lento a Govone nel Roero

  1. Sono stata proprio recentemente nel territorio delle Langhe, Roero e Monferrato. Era la mia seconda volta e ogni volta ne resto affascinata. Amo molto questo territorio, la sua gente e il suo vino. Complimenti per il tuo articolo!

  2. Appena ho letto il titolo “weekend lento… ” già stavo bene! Conosco abbastanza questa zona perche’ frequentiamo le Langhe e il Roero almeno una volta l’anno… tanta pace e buon cibo!

  3. Adoro i viaggi lenti! Se poi ci aggiungiamo una cultura enogastronomica autoctona per me è l’idillio!! Stupendo il castello, merita di essere visitato in maniera assolutamente slow. Stupenda anche la maison, ristrutturata in maniera superba. Complimenti per l’articolo, e per la scelta della location.

  4. Il castello è davvero stupendo! Questi viaggi sono tra i miei preferiti, lenti, al gusto di vino e con il sottofondo dalla campagna che riporta alla mente ricordi d’infanzia!

  5. Nei prossimi giorni, visto che sono ancora in ferie, ho in mente di dedicare del tempo al Roero, visto che ci abito. Come succede sempre, purtroppo non prendo mai in considerazione le zone più vicine a casa perché “tanto posso andarci quando voglio” e poi non ci vado mai. Il Castello di Govone mi sembra un ottimo punto di partenza! Ora vedo se è sempre aperto al pubblico o se serve prenotare.

    1. Anche a noi spesso capita di pensare “è a due passi, ci possiamo andare in ogni momento” e poi di rimandare e rimandare. Siamo fortunati perché il Piemonte ha un sacco di luoghi bellissimi

  6. Che dolce questo week end ad andamento lento, per recuperare il piacere delle lenzuola profumante e di un buon calice di vino assaggiato in compagnia delle persone che amano il loro lavoro e ti contagiano con la loro passione

  7. Per noi di Torino..praticamente casa! Tra l’altro, ma il Castello di Govone non era anche finito in una puntata di Masterchef?? Le foto meravigliose, sento il profumo delle vigne da qui!

  8. I paesaggi del roero sono incantevoli e sono l’ideale per fare una vacanza all’insegna del relax e delle degustazioni di buon vino. Al castello di Govone ancora non sono stata, da quelle parti ho visitato solo quello di Barolo.

  9. La casa Angioina mi ricorda la casa dei miei nonni. Mi sentirei davvero “in famiglia” in un ambiente così. Il castello di Govone è un peccato non sia conosciuto. Ha degli scorci davvero meravigliosi!

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