Pinguini Argentina

Voce del verbo pinguinare

Lui sta lì, un po’ ingobbito, mentre intorno sono tutti più o meno indaffarati. Ha la forma di un birillo bicolore, le spalle un po’ incassate nel torace. Le zampe sono arancioni e rugose, come se si fosse messo un guanto troppo largo. Nel becco gli è rimasta pizzicata una piuma che ora vibra con il vento. Ah già, lui è un pinguino. E sta pinguinando.

Pinguini Ushuaia

I pinguini di Ushuaia, Terra del Fuoco

It’s the end of the world as we know it ma non siamo qui solo per questo. A poche miglia da Ushuaia c’è Isla Martillo, un fazzoletto di terra quasi interamente ricoperto di pinguini! Attualmente, c’è un’unica compagnia di escursioni (Piratour) che permette ad un numero limitato di persone di scendere a terra e di passeggiare per un’ora in mezzo ai pinguini. Sì avete letto bene: si cammina letteralmente tra di loro ed è incredibile. Vale il viaggio.

Pinguini Argentina

Al mattino ci troviamo sul molo turistico di Ushuaia e ci imbarchiamo su un piccolo yacht. Navighiamo lungo il canale di Beagle, diretti ad ovest, incontriamo alcune colonie di uccelli acquatici e di leoni marini, raggiungiamo e superiamo il faro Les Eclaireurs. Infine sbarchiamo all’Estancia Haberton, la più antica estancia della Terra del Fuoco (volete sapere cosa è una estancia?). Da qui, in piccoli gruppi di una decina di persone, si parte con uno Zodiac in direzione Isla Martillo.

faro Ushuaia

Il gommone si avvicina alla spiaggia e noi balziamo giù. Appena toccata la sabbia, ci rendiamo conto che per davvero ci sono pinguini dappertutto, assolutamente indisturbati dalla nostra presenza. Veniamo dettagliatamente istruiti sul comportamento da tenere: non uscire mai dal percorso (l’isola è costellata da nidi di pinguini e i ricercatori e le guide ogni giorno modificano il percorso di visita controllando accuratamente la posizione dei nidi), non fare rumore, stare sempre in gruppo, non avvicinarsi a meno di tre metri dai pinguini. Osservare così da vicino questi animali è un’emozione grandissima. I pinguini stanno dormendo, mangiando, covando, nuotando, si stanno pulendo o alcuni semplicemente ci osservano.

Un pinguino, in particolare, si avvicina a noi mentre la guida sta spiegando i comportamenti migratori. È un barattolino di 45 cm che mi guarda curioso. Continua ad osservarmi e ad avvicinarsi fregandosene del distanziamento sociale; io non muovo un passo, lentamente mi accovaccio per non spaventarlo. Mi guarda ancora un po’, ormai è a meno di mezzo metro da me e poi, per me e solo per me, inizia a sbattere i moncherini delle ali, a curvare il collo e ad aprire il becco come in un inchino (guardate il video e meravigliatevi!). Senza dubbio è stato uno dei momenti più emozionanti di sempre.

pinguini Terra del Fuoco

Su Isla Martillo, con un po’ di fortuna (come è successo a noi), è possibile incontrare tutti e tre le specie di pinguino della Terra del Fuoco. Il pinguino reale è il più maestoso, con il suo piumaggio cangiante e la pennellata arancione sul collo e sul viso; sull’isola quel giorno ne abbiamo avvistato uno solo ma guardate un po’ cosa tiene tra le zampe… Il pinguino papua è il più ridicolo, con le zampone gialle e la macchia bianca sopra gli occhi. Infine, il pinguino Magellano è il più piccolo ed anche il più diffuso, con due strisce di bianco e nero sul ventre e sulla testa.

Al termine della visita ad Isla Martillo, abbiamo pranzato all’Estancia e visitato il museo Acatushún, dove sono raccolti e catalogati gli scheletri di molti uccelli e mammiferi marini. Infine, sulla via del ritorno, ci siamo fermati ad osservare gli “alberi bandiera”, alberi che a furia di essere sferzati dal vento sono cresciuti piegati da un lato. Pazzesca la forza degli elementi.

Ushuaia Fin del Mundo

It’s the end of the world as we know it. In questo lembo di Sud America finisce il mondo come lo conosciamo. Più in là, ci sono solo mare e ghiaccio… sarebbe poesia, ma noi oggi ci fermiamo qui, in questa città di frontiera che ne sta perdendo il sapore: Ushuaia. Saresti una donna in là con gli anni, una diva del palcoscenico ormai un po’ âgée che continua a pittarsi le labbra di rosa intenso mentre guarda i ritagli di giornale della sua carriera passata. Ecco come ci sembri, Ushuaia: vuoi apparire come vent’anni fa, ma ormai il tempo è passato e le tue vie sono piene di turisti. C’è addirittura un Hard Rock Cafè, quello più a Sud del Mondo. Perché il tuo primato, cara Ushuaia, è di essere “più a sud”.

It’s the end of the world as we know it. E così Ushuaia assume un contorno, un’identità: la Fin del Mundo. Il merchandising si spreca, così come i turisti e i souvenir. Non possiamo dire che sia una delusione, perché è pur sempre un luogo iconico dell’immaginario di ogni viaggiatore. All’ufficio del turismo facciamo timbrare i nostri passaporti. Assaggiamo la birra artigianale più australe del mondo, la Beagle. E naturalmente facciamo visita al locale più eccentrico della città, l’Almacén Ramos Generales: dal 1906 questi “magazzini”  sono un’istituzione in città. Il locale è affollato e strapieno di cianfrusaglie (un po’ ricorda il mitico Daly Water Pub incontrato in Australia), ma è piuttosto pittoresco e merita una fermata.

Altre cose da fare ad Ushuaia

Da Ushuaia è possibile in giornata recarsi al Parque Nacional Tierra del Fuego e fare qualche escursione a piedi. L’intricata vegetazione di queste foreste non ci ha dato grandi emozioni, ma se avete un po’ di tempo libero una passeggiata in questi boschi può essere piacevole e non particolarmente impegnativa. Al parco è possibile arrivare anche tramite un trenino a vapore, super turistico probabilmente. Ad Ushuaia, infine, è possibile visitare il Museo de la Fin del Mundo e il carcere e, soprattutto, è possibile imbarcarsi per una crociera verso l’Antartide.

La fine del viaggio

Mentre osserviamo dall’oblò dell’aereo Ushuaia là in basso, è impossibile per noi non pensare ad un’altra città, esattamente dall’altra parte del globo, la città più boreale del Mondo: Longyearbyen. Con una nostalgia poco differente, salutiamo ora la Terra del Fuoco e la Patagonia. Salutiamo le vette delle Ande e i ghiacci del Perito Moreno, salutiamo i guanachi e i condor, salutiamo i pinguini che senza dubbio stanno ancor pinguinando là sotto e ci rendiamo conto, ancora una volta, che viaggiando abbiamo cucito dei nodi nuovi sul mappamondo dei nostri cuori.

Il video dei pinguini!


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Ushuaia

24 commenti su “Voce del verbo pinguinare

  1. Allora, io penso sinceramente che il pinguino sia il mio animale guida, abbiamo la goffaggine dalla nostra, e penso che questo posto per me sarebbe il paradiso in terra!!! l’Argentina e la Patagonia sono nei miei sogni da che ho memoria, quindi per me sarebbe davvero un privilegio trovarmi un bel giorno a pinguinare anch’io. Un’ultima cosa e poi ti lascio. Adoro il logo che hai scelto per il tuo blog ❤️

  2. Bellissimo viaggio. Questa è una delle esperienze che mi piacerebbe proprio davvero tanto fare. I pinguini sono gli animali che mi hanno sempre ispirato molta simpatia. Non è un caso che il gruppo musicale che preferisco si chiama Pinguini Tattici Nucleari. 😉

  3. Penso che questa sia una delle più belle esperienze che si possano fare in un viaggio con in più il fascino di una terra quasi al limite. Le vostre foto poi sono meravigliose e per un istante mi è sembrato proprio di trovarmi a contatto diretto con i pinguini.

      1. Adoro i pinguini sono così belli e teneri, mi viene voglia di abbracciarli! Vorrei tanto riuscire a vederli dal vivo un giorno… il pinguino reale è spettacolare, che colori!

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