Giappone, Takayama: un pub giapponese a cui affezionarsi

La nostra prossima tappa è Takayama: un po’ isolata, situata nel panorama delle Alpi Giapponesi, si raggiunge con un treno dal cui finestrino si alternano gallerie e scorci montani un po’ nebbiosi. La città vanta un centro storico antico e ben conservato di edifici in legno risalenti al periodo Edo: pare che i carpentieri che costruirono Takayama fossero gli stessi che costruirono svariati templi a Kyoto e Nara, tanto per darvi un’idea. Gli edifici sono in parte occupati da negozi di varia natura e in parte occupati da piccoli musei ad argomento vario. La città conserva una atmosfera un po’ “vintage” per così dire; e anche se di giorno la zona Sanmachi suji è invasa da turisti che si stipano nei negozietti e nelle birrerie di sakè, la sera è il momento in cui è più facile apprezzare l’atmosfera di cittadina un po’ dimenticata. Le luci nelle vie turistiche si spengono presto, i negozi chiudono e il sole cala; i pochi turisti rimasti si ritrovano a mangiare carne di Hida nei ristoranti rimasti aperti o nel proprio ryokan. L’atmosfera è quieta e sonnolenta, un po’ dimessa, con quel fascino di Giappone rimasto fermo a quarant’anni fa. Se ne avete voglia, svegliatevi presto al mattino e andate al mercato lungo il fiume (Miya-gawa): noi non abbiamo avuto modo di farlo, ma pare sia piuttosto pittoresco.
Infine, ci è piaciuto il percorso Higashiyama, poco battuto, una passeggiata collinare tra templi, conifere e cimiteri.

Poco lontano da Takayama (raggiungibile con un comodo bus in partenza dalla stazione dei treni), merita una visita il villaggio di Hida, ricostruzione del villaggio contadino di Shirakawa-go, spostato a seguito della creazione di una diga e dichiarato nel 1995 Patrimonio dell’Umanità. E’ una sorta di museo del folklore a cielo aperto: all’interno dei casali in legno e paglia, il focolare è acceso e vengono esposti attrezzi ed organizzati laboratori che permettono di scoprire le tecniche di artigianato e la vita dei secoli passati. A noi è piaciuta particolarmente la casa dedicata ai bachi da seta.

Takayama (6)

 

A Takayama ed in generale nella regione di Hida, è famoso il manzo di Hida (appunto): nato e cresciuto nella regione, la sua carne marmorizzata (come piace ai giapponesi) la rende particolarmente umida e saporita ed adatta ad essere gustata in piatti tipici come lo Shabu-shabu e lo Yakiniku. Noi non ci siamo tirati indietro, ovviamente, e da Suzuya abbiamo assaggiato lo Yakiniku (una sorta di barbecue in versione giapponese: viene portata in tavola una piccola griglia sulla brace e lì si fanno cuocere carne e verdure) e lo Hoba Miso, una specialità di Hida in cui carne e verdure sono grigliate con miso su una foglia di magnolia. Ottimo cibo, da assaggiare se capitate in zona.
Lungo la via principale di Takayama, poi, abbiamo scovato un posto imperdibile, lo Yu Japanese Pub. Il locale è una meraviglia: piccolo, pieno di poltroncine e anfratti, abat-jour e tavolini di fortuna. Il proprietario, un uomo simpatico gentile e versatile, vi accoglie nella penombra offrendovi cocktail a base di sakè o altri alcolici giapponesi a volontà. Non potete mancare un drink in questo locale!

Infine, una menzione la merita anche il ryokan dove abbiamo alloggiato, il Kaminaka. Un posto d’altri tempi pure questo: ci siamo arrivati di sera, con la nebbiolina e il buio si intravedeva la lanterna fuori della porta, pareva di essere dei viandanti. La vecchia proprietaria (che però parla quelle quattro parole di inglese che vi faranno tirare un sospiro di sollievo in una nazione anglofoba) vi accompagnerà per lunghi corridoi scricchiolanti in legno e moquette fino alla vostra stanza di tatami e fouton floreali.

:::::::Info pratiche:::::::

Regione: Chūbu, prefettura di Gifu
Hotel: Ryokan Kaminaka
Attività:
Comprare un cappello modello manga in un negozietto di artigianato locale. Fatto.
Battere il record di Pocari Sweet bevuto in un giorno. Fatto. 1,5 litri.
Bere un drink che secondo i giapponesi è da donna fissando una suonatrice di ukulele mentre si ubriaca al bancone. Fatto. Molto pittoresco.
Fare assaggi di Sakè all’ora di merenda. Fatto.
Gironzolare in un cimitero nel bel mezzo di un fitto bosco. Fatto.
Perdere una parte di lingua esagerando con Wasabi. Fatto. Purtroppo fatto.

Indice di fastidio umanità: 3/10 JarJar.
Indice di bellezza: 7/10 sakura.
Indice di ordine/rigore/incasellamento mentale: 3/10 Sheldon Cooper.
Indice di dipendenza da Pocari: 10/10 Pocari.
Indice di afa: 90 mm di sudore.

Qui il video di Takayama dal nostro Canale Youtube – Enjoy!

2 Responses

  1. Bello scoprire che ci sono posti dove non sembra arrivata la modernità e la vita frenetica, mi immagino questo dal tuo racconto. La bevanda di cui parli è alcolica?

    1. Sì, la bevanda era alcolica, era un cocktail dal sapore un po’ dolce, simile al cosmopolitan. E sì, la sensazione è quella di cui parli, almeno la sera, quando se ne vanno i turisti

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