Giappone, Tokyo: is now

Tokyo è un mondo a parte. E’ Giappone, certo, ma insieme non lo è. Perché è Giappone all’ennesima potenza, storpiato, esasperato, spersonalizzato. E’ luci e musica a più non posso e angoletti dove sorbire rumorosamente una ciotola di ramen. Centinaia di persone in camiciotto bianco, ombrello trasparente al braccio e smartphone alla mano, che si riversano in strada o in treno o nei centri commerciali o ovunque, dando una sensazione di essere totalmente uniformati, e poi ragazzette inguainate in tutine multicolore con acconciature bizzarre (cosplayer) oppure occhialuti adolescenti allineati in code kilometriche davanti alle fumetterie di Akihabara (i famosi otaku). Tokyo è tutto questo ed anche molte altre cose. Come Ueno, il quartierino anni ’70 che è stato la nostra dimora. Dove, proprio a pochi passi dal nostro ryokan e dalla stazione JR, se ne sta un po’ nascosto un tempietto shinto che è diventato un po’ come il “nostro” altare sotto casa, dove infilarsi la sera nella penombra per salutare il gatto che resta a pisolare sulle colonne.

Cosa non perdervi assolutamente a Tokyo? Beh, difficile da dirsi ma proviamo a dirvi cosa a noi pare imperdibile dopo esserci stati due volte:

  1. il Museo d’Arte Ghibli: se amate lo Studio Ghibli, non c’è neanche da spiegarvi perché; altrimenti, guardate La Città Incantata, Il mio vicino Totoro o Porco Rosso e lo capirete di certo. Entrerete nella “mente” di Miyazaki & co, riceverete come biglietto di ingresso un fotogramma di un film Ghibli (piccolo tesoro) e potrete assistere alla proiezione di un cortometraggio inedito. Andateci a piedi così vi godrete la quiete del quartiere Mitaka (ma occhio alle zanzare). Preparatevi alla delusione del gift shop: dei millemila gadget Ghibli che ci sarebbe frullato in testa di comprare, non ce n’era neppure un quarto…
  2. farsi trascinare dalla folla nella stazione dei treni nell’ora di punta
  3. andare (magari di sera nel fine settimana) al tempio Senso-ji, nel quartiere di Asakusa: sì è iper “commerciale”, sì troverete un botto di gente, sì è pieno di turisti, ma quella strada (Nakamise-doori) strapiena di negozietti un po’ kitsch e di gente in yukata e zoccoli ripaga lo sguardo, con il tempio sullo sfondo con la luce un po’ aranciata del tramonto.
  4. Shinjuku: l’avrete visto in mille fotografie e video. Un’ondata di luci al neon e lo scosciare della gente, investita da centinaia di decibel che arrivano da ogni lato creando una cacofonia assordante. Il leggendario incrocio pedonale più trafficato al mondo, dove la strada si attraversa anche in diagonale e naturalmente se non urti almeno una spalla nel farlo non puoi fingerti un giapponese vero. Dovete andarci e farvi travolgere dalla vita notturna e mondana, non potete mancarlo. Del resto, è come stare dentro un’istantanea di Tokyo.
  5. Tokyo sky tree… sì è un centro commerciale, perché andarci in fin dei conti? Beh, perché è un centro commerciale dove ci sono negozi giapponesi. Nel senso: a Ginza, per esempio, ci sono enormi strade stracolme di boutique, esattamente le stesse che si possono trovare a Milano o New York; poco Giappone, insomma. Non perdetevelo se siete appassionati dello shopping di lusso, ma se siete alla ricerca di marchi giapponesi in questo centro commerciale li troverete. Oltre a trovare uno dei negozi Donguri di merchandising Studio Ghibli. Senza troppe aspettative: anche qui i gusti nipponici un po’ deludono…
  6. Akihabara, per l’assurdità e la follia del quartiere. Ci troverete un palazzo pieno zeppo solo di modellini di robot e personaggi di anime, in un altro albi a fumetti dalla terra al cielo, in un altro ancora solo sale dove giocare a videogames vintage. Andateci per una “toccata e fuga” prima di essere storditi da musica e nerdaggine.

 

 

Noi da Tokyo abbiamo anche fatto una gita a Kamakura, famosa per la grande statua di Buddha all’interno del tempio Kōtoku-in. La località si trova a una cinquantina di km da Tokyo e si raggiunge comodamente in treno. A noi è piaciuto non tanto per l’enorme statua (pure bella), ma in particolare per le viuzze, per il tempio di Hasadera e per il mitico nippo-omino che a bordo strada vende ananas semi-gelato su stecco, una delizia con il caldo estivo.

 

 

Tokyo è senza dubbio una parte imperdibile di ogni viaggio in Giappone; ma non fatevi ingannare, il Giappone è molto di più.

:::::::Info pratiche:::::::

Regione: Kanto
Ryokan: Edo Sakura
Attività:
Rimanere a bocca aperta di fronte al lago del parco di Ueno ricoperto di ninfee. Fatto. Voto 9/10
Visitare tutti i negozietti del tempio di Senso-ji. Fatto. Voto 7/10.
Accarezzare il pupazzo di Totoro a grandezza naturale allo Studio Ghibli. Fatto. Voto 8/10
Passeggiare in una fumetteria di 10 piani in mezzo a nippo-infoiati spesso travestiti da personaggi dei fumetti. Fatto. Voto 7/10
Mangiare Ramen nel bugigattolo dove vanno solo gli autoctoni ordinando a caso. Fatto. Voto 8/10.
Guardare turbati i robot giganti all’ingresso di un robot-bar. Fatto. Voto: 6/10.
Parlare dei massimi sistemi col gatto del tempio shintoista. Fatto. Voto 10/10. Il gatto ci ha in effetti insegnato molto.
Prendere per il culo gli otaku in fila davanti al negozio di robot e dopo 10 minuti mettersi in fila dietro a loro. Fatto. Voto 3/10.
Andare al Karaoke: Non Fatto.
Farsi battere di misura da un giapponese in un “All you can drink”. Fatto. Voto 5/10.
Guardare con invidia il giapponese in giacca e cravatta che non suda a 35°C mentre tu sei in canotta e grondi. Fatto. Voto 1/10.
Fermarsi, come i giapponesi, ogni ora ad una macchinetta automatica delle bibite (e finire per avere una dipendenza da “Pocari sweat”). Fatto. Voto 10/10.

Indice di fastidio umanità: 3 JarJar. Sono tanti in poco spazio, ma sono così educati da non essere praticamente mai fastidiosi.
Indice di follia: 9 Jocker. … ma quel folle bello…
Indice di ordine/rigore/incasellamento mentale: 10/10 Sheldon Cooper.
Indice di dipendenza da Pocari: 8/10… l’unità di misura è appunto il Pocari.

Qui i video di Tokyo e di Kamakura – Enjoy!

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