Tanzania: Selous Game Reserve

Tempo di lettura 6 minuti

Eccoci con un nuovo racconto di viaggio per il ciclo “Travel Gudu Amarcord“, la sezione in cui vi raccontiamo dei viaggi fatti prima di diventare travel bloggers. Oggi vi raccontiamo della Tanzania del Sud; durante questo viaggio non eravamo soli, ma c’erano anche mio fratello, mia cognata e mia mamma. Proprio per questo motivo, abbiamo organizzato il viaggio con una guida che ci accompagnasse durante il viaggio.

Da sinistra: Bilali, Leo, Carlo, Federica

L’arrivo in Tanzania

È così che conosciamo Bilali, la nostra guida. Ma prima arriviamo all’aeroporto di Dar Es Salaam. Scendere dall’aereo in Africa è in sé e per sé un’emozione…

La prima volta in Africa si resta colpiti da come sia differente la densità dell’aria, dal suo odore, dai colori così diversi a quelli a cui siamo abituati in Occidente. Mettere piede in Africa regala un’emozione incredibile, almeno così è stato per noi: la sensazione di essere accolti nel ventre della Madre Terra, di essere a contatto con le proprie radici. Deve essere qualcosa di atavico, qualcosa di scritto nel DNA, qualcosa che ci lega indissolubilmente a questa culla dell’umanità e a quell’australopiteco che per primo decise di fare l’equilibrista e camminare eretto (n.d.a. sappiamo che in realtà Lucy conduceva una vita arboricola e un po’ scimmiesca pur essendo una creatura bipede).

Le volte successive, è un po’ come tornare a casa. La sensazione di essere accolti in una “culla” resta forte e chiara sulla pelle. L’Africa resta lì ad aspettarti, ti tortura da lontano con una voglia viscerale di savana. Ma poi, quando ci torni, al primo passo sulla terra rossa ti accoglie come se non te ne fossi mai andato. Sì, il Mal d’Africa esiste. Eccome se esiste.

Selous Game Reserve

La nostra prima destinazione, dopo un’anonima notte trascorsa in un hotel di Dar Es Salaam, è la Riserva del Selous. Si tratta di una delle più estese riserve africane: purtroppo la maggior parte della riserva è ancora adibita alla caccia. La zona nord, invece, è riservata ai safari fotografici, ed è dove ci siamo recati noi. All’interno del Selous la presenza umana è minima, sia per motivi legislativi sia per la presenza massiccia della mosca tse-tse. Non lasciatevi spaventare dalla presenza di questi insetti: in tutto il parco vi sono infatti delle “trappole” per catturarle.

La Riserva del Selous è attraversata dal fiume Rufiji che crea un meraviglioso ecosistema fluviale/paludoso. Noi eravamo accampati in una delle aree dove le anse del fiume si allargano a creare un lago, il Lake Manze. Questo ci ha permesso di esplorare non solo la savana e il bush, ma anche di fare escursioni e safari in barca. Inoltre, è una delle poche riserve tanzaniane dove è possibile fare safari a piedi.

In questo parco gli animali sono moltissimi: incontriamo giraffe, zebre, gazzelle, leoni, elefanti, ippopotami, coccodrilli, bufali, gechi, avvoltoi, kudu, decine di volatili, babbuini, aquile, aironi, scimmie, gnu, facoceri, raganelle… Siamo così fortunati da assistere addirittura all’accoppiamento dei leoni!

La giornata trascorre al ritmo della natura: la sveglia presto, il safari all’alba, il pranzo al campo, l’escursione in barca quando il pomeriggio inizia a rinfrescare. Al mattino facciamo colazione osservando la sfilata degli elefanti lungo il fiume; una mattina, uno di loro si avvicina, ci passa proprio accanto e… va a infilarsi in cucina! Di sera, poi, la savana intorno al campo brulica di vita. I guerrieri Masai, incaricati di proteggere gli ospiti, ci accompagnano nel buio fino alla nostra tenda. Lungo la strada, ci ritroviamo d’un tratto tra un ippopotamo e l’acqua, situazione potenzialmente pericolosa. Invece quella specie di grossa goffa mucca pelata ci guarda e decide di ignorarci e tornare a ruminare, non senza regalarci un brivido di emozione. Le tende sono illuminate solo con le lampade ad olio, l’atmosfera è meravigliosa. Di notte si sentono centinaia di rumori intorno a noi. Al mattino, è bellissimo svegliarsi con il fragore degli uccelli all’alba che salutano il sole.

La vigilia di Natale ci godiamo un suggestivo aperitivo sulle rive del fiume, bevendo vino mentre il sole si liquefa nell’acqua tinta di riflessi aranciati. Dopo, al campo, ci aspetta una cena sotto le stelle, che qui in Africa riempiono il cielo a centinaia. Il giorno successivo è Natale. Non si sente la mancanza di casa: facciamo colazione nel bush, Bilali imbandisce per noi una tavola colma delle delizie preparate dal lodge. Mangiamo seduti lì come se fossimo nella nostra cucina, come se fosse la cosa più ovvia che possiamo fare, serbando ognuno per sé il desiderio di intravedere un animale avvicinarsi incuriosito.

L’Africa ha una cosa straordinaria: permette di essere spettatori. L’Africa è tutto un osservare senza interferire lo svolgersi di centinaia di vite, colte in attimi banali (il ruminare interminabile degli erbivori), intimi (il riposino pomeridiano dei leoni), dinamici (la caccia o la fuga). La curiosità, il timore, l’abitudine, la familiarità sono solo alcune delle emozioni che si leggono nei movimenti delle orecchie o delle code, nel dilatarsi delle narici, nello sguardo interrogativo. In Africa, ti puoi trovare ad un passo dallo straordinario oscillare del Cerchio della Vita senza farne parte, per una volta.

Qui il video della prima parte del nostro viaggio in Tanzania del Sud direttamente dal nostro canale YouTube – Enjoy!

:::Info pratiche:::

In Tanzania le strade sono per lo più sterrate e in condizioni spesso non ottimali: per muoversi, non solo all’interno delle Riserve, è importante avere un mezzo 4×4. Può essere davvero vantaggioso avere una guida che conosca bene i luoghi, le strade, le abitudini degli animali, le usanze delle persone.

Noi abbiamo alloggiato al Lake Manze Tented Camp, un bellissimo campo tendato a basso impatto ambientale immerso nel bush, dove gli elefanti e gli ippopotami passeggiano indisturbati accanto alle tende. Un piccolo eden.

Raccomandiamo, prima di partire, di consultare il servizio di malattie infettive della vostra ASL di residenza per eseguire le vaccinazioni e le profilassi necessarie per proteggervi da malattie endemiche in Africa, quali la malaria o la febbre gialla. Non dimenticate di indossare sempre indumenti a manica lunga dopo il calare del sole, di colori neutri e di utilizzare i repellenti per insetti quando siete all’aperto e le zanzariere all’interno della vostra camera o tenda.

30 Responses

  1. L’Africa ti lascia sempre dentro qualcosa che è difficile spiegare con le parole. Sono stata già tre volte, in posti diversi tra loro ma, niente, quella terra rossa ti rimane nel cuore.

  2. La Tanzania è uno dei miei grandi sogni di viaggio, ma purtroppo non avendo molta libertà di scelta sul periodo di ferie, fino ad ora non sono ancora riuscita ad andarci.
    Sono stata in Africa una volta sola, molti anni fa, e mi è rimasta davvero nel cuore. Spero di riuscire a tornarci molto presto e di farmi avvolgere dalla terra rossa e dagli odori della savana.

    1. Anche noi siamo limitati dal punto di vista ferie e in genere riusciamo a partire solo in pieno agosto o nelle vacanze di Natale. Questo viaggio in Tanzania lo abbiamo fatto a dicembre, proprio nel periodo natalizio… purtroppo i costi aumentano, ma il clima non è stato sfavorevole.

  3. Che viaggio ragazzi! Anche io sono stata in Africa, per ora una sola volta, e ricordo benissimo quell’aria più densa che descrivete anche voi. Impossibile non capire fin dal primo momento si è catapultati in una dimensione diversa. Io mio viaggio è stato molto meno esplorativo e avventuroso del vostro eppure il mal d’Africa è venuto anche a me!

  4. Uno di quei luoghi che amo vedere prima o poi, credo ti lasci qualcosa dentro di unico rispetto ad ogni altro luogo! E’ decisamente un ricongiungimento con la madre Terra .

  5. L’Africa che accoglie il viaggiatore con l’abbraccio avvolgente di una mamma, l’Africa che regala profumi e colori mai visti, l’Africa che consente di essere spettatori del tempo e della vita che scorre lenta..
    Che terra meravigliosa! ❤

  6. Solo a leggere mi sono emozionata! Non ho mai messo piede in Africa ma ti credo quando parli di densità dell’aria diversa e di sensazione di ricongiungersi con una parte ancestrale dell’umanità. Amerei fare un safari fotografico e ammirare tutte quelle bestie. E poi ovviamente andrei sulle tracce di Lucy ahah! 😉

    1. Forse non bizzarri come in Australia, ma ci sono animali particolari anche in Africa! Ed è molto bello imparare a conoscerne le abitudini grazie a una guida esperta che racconta e spiega

  7. Che meraviglia! Quest’anno saremo in Argentina, ma per agosto 2020 siamo proprio intenzionati ad andare in Tanzania, le tue foto sono spettacolari e il tuo articolo molto utile, me lo salvo e da settembre sotto con il programma 😁

  8. L’Africa permette di essere spettatori. Bellissima frase che racchiude il senso di un safari. Sono stata in Tanzania tanti anni fa e anche a me la terra rossa è rimasta sulla pelle, se tornassi il Campo tendato di cui parli mi piacerebbe moltissimo anche se sono sicura che sarei morta di paura con l’ippopotamo nei dintorni!

  9. Che emozione deve rappresentare un viaggio del genere! Dicono che l’Africa ti resti dentro e non ho dubbi che un viaggio così vi sia rimasto nel cuore!

  10. Che dire, io l’Africa la adoro. E’ un anno che non ci torno e mi mancano i suoi colori, l’aria frizzante della mattina e i rumori continui che sono come musica. Grazie ragazzi per il giro virtuale

  11. Bellissime foto e sicuramente viaggio indimenticabile 😀
    Giusto negli scorsi giorni ho visto il bellissimo documentario di Netflix appena uscito e tra i vari ambienti mostrati ce n’erano diversi africani: una vera meraviglia. Che natura e che varietà incredibile di fauna!

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