Cosa vedere a Istanbul

Stopover a Istanbul: cosa vedere in mezza giornata.

Quattro anni fa, proprio la notte di Capodanno, eravamo in viaggio con destinazione Bhutan. La sorte, però, ha voluto che il nostro volo Milano-Istanbul fosse in ritardo a causa del maltempo e, di conseguenza, che noi perdessimo la coincidenza per Kathmandu. A parte aver “festeggiato” il nuovo anno in coda in attesa di una stanza in un hotel aeroportuale, questa sosta obbligata ci ha permesso di dedicare qualche ora all’esplorazione di Istanbul. Sia che si tratti di uno stopover programmato (leggete l’offerta di Turkish Airlines), sia che le micidiali raffiche di vento turco interferiscano con il vostro volo, ecco cosa vedere a Istanbul in mezza giornata.

Come ci siamo organizzati noi

La nostra tappa forzata ad Istanbul è durata in realtà circa 24 ore. Siamo rimasti appiedati intorno alle 21. Da lì in poi, seguendo la via crucis burocratica, la Turkish Airlines ha infine portato noi ed altri sventurati in un hotel aeroportuale. Abbiamo festeggiato l’avvento del 2015 in coda in attesa delle chiavi della nostra stanza e consumato il cenone al bar dell’hotel, con tanto di camerieri indispettiti per l’orario tardo. Dopo qualche ora di riposo, al mattino siamo usciti in esplorazione.

La nostra disavventura ci ha fatto fare amicizia con altre due coppie di italiani diretti in Nepal e insieme abbiamo raggiunto il centro di Istanbul. Ovviamente, non avendo programmato questa tappa, non era stato possibile acquistare online i biglietti per la Basilica di Santa Sofia. Giunti in piazza Sultanahmet, ci siamo guardati attorno e la coda di turisti all’entrata della Basilica e della Moschea Blu era lunghissima. Abbiamo quindi desistito e ci siamo diretti verso la Cisterna Basilica, meravigliosa. Conclusa la visita, ci siamo incamminati verso il Grand Bazaar e infine siamo rientrati in hotel per prendere i bagagli, dirigerci in aeroporto e finalmente partire alla volta del Bhutan.

Cisterna Basilica (Yerebatan Sarnici)

Questo posto, di cui, lo ammettiamo, ignoravamo completamente l’esistenza, ci ha colpito tantissimo. Situato sotto la Stoà Basilica, fu costruito nel 532 d.C. ed utilizzato per immagazzinare l’acqua destinata al Palazzo e convogliata qui dal Mar Nero. Con la caduta dell’impero bizantino, la Cisterna cadde in disuso e fu riscoperta solo nel XVI secolo, quando un tal Petrus Gyllius, studioso bizantino, scoprì che in alcune case calando dei secchi dalla cantina ci si poteva rifornire di acqua e talvolta pure di pesce. Dopo una triste fase in cui ebbe la funzione di discarica e cimitero, la Cisterna Balisica fu recuperata ed aperta al pubblico con il nome turco di Yerebatan Sarnici, ovvero “Palazzo sommerso”.

All’interno della Cisterna Basilica l’atmosfera è surreale: le luci basse saturano l’ambiente di colori tenui, le colonne danzano come sospese sull’acqua. Sembra di trovarsi all’interno di una chiesa sotterranea appena riemersa dalle acque. Istintivamente, tutti i presenti parlano sottovoce e riducono al minimo i rumori. Si sente il gocciolio dell’acqua rimbombare nella caverna. Ogni tanto si vede una carpa che nuota svogliata. Camminiamo sulle passerelle in legno lasciandoci pervadere dal misticismo di questo luogo.

Le oltre 300 colonne all’interno della Cisterna Basilica furono recuperate da templi in rovina: alcune sono lisce con solo i capitelli scolpiti, altre sono più particolari. Una, la cosiddetta colonna piangente, recuperata dall’Arco di Trionfo di Teodosio del IV secolo, è decorata con cerchi allungati che assomigliano, in effetti, a delle lacrime. Il pezzo forte, però, sono due sculture che rappresentano la testa di Medusa: l’immagine di Medusa nell’antichità aveva lo scopo di proteggere gli edifici, motivo per cui la scultura fu posta all’interno della cisterna. La gorgone è rappresentata a testa in giù per impedire al suo sguardo di pietrificare i visitatori.

Gran Bazar (Grand Bazaar)

Questo mercato coperto è uno dei più grandi ed antichi del mondo. In un labirinto di vicoli e bancarelle, semplicemente ci si perde tra spezie, lampadari colorati, stoffe e ogni altra mercanzia possa venirvi in mente.

Camminando nei vicoli del bazar, si incontrano sacchi ricolmi di spezie colorate e profumate. Di tanto in tanto sbuca all’improvviso qualcuno che regge un grosso vassoio metallico rotondo; sopra trasporta tazzine in ceramica e metallo, delicate e preziose, e un piccolo bricco pieno di caffè. In qualche angolo, uomini anziani siedono attorno a piccoli tavolini, guardano il via vai e chiacchierano, forse dei tempi andati, forse di quanto costava un caffè quando erano giovani loro. Nelle vie principali la volta del mercato è dipinta e le bandiere turche penzolano silenziose. Qualche metro più in basso, le voci dei mercanti si sovrappongono mentre cercano di attirare l’attenzione di possibili acquirenti. Di idiomi se ne sentono molti, i turchi hanno imparato presto che l’arabo non è la lingua del turismo. Tajine in terracotta, lampadari a grappolo, stoffe e babbucce, ma anche ukulele, monili, dolci, borse, cappelli, la lampada di Aladino… qualcosa da mettere in valigia lo troverete di certo!

L’arte della contrattazione vi servirà per pagare il giusto prezzo qui nel Grand Bazaar, come fondamentale è anche un occhio attento a discriminare gli oggetti di vero artigianato dalla paccottiglia. Nel Grand Bazaar bisogna entrare senza bussola e senza orologio, lasciarsi trascinare dalla curiosità, addentrandosi nelle vie laterali e nelle botteghe, ed assaporare la tradizione e la cultura dei mercanti turchi, che coniugano il piacere di una trattativa economica con l’ospitalità di un the fumante.

Info pratiche

Clima

A gennaio il clima a Istanbul è semplicemente inclemente: freddo, umidità e vento tutti assieme creano una situazione piuttosto inospitale. Noi, fortunatamente, eravamo partiti dall’inverno italiano ed eravamo diretti verso un regno buddhista sull’Himalaya (il Bhutan), pertanto eravamo piuttosto attrezzati. Ciononostante, le tappe al calduccio e il the bollente sono stati davvero piacevoli.

Trasporti pubblici

Istanbul ha una rete metropolitana con la possibilità di acquistare la Istanbul card, una carta prepagata ricaricabile per pagare gli spostamenti con i mezzi pubblici. Il trasporto pubblico sembra piuttosto capillare, soprattutto per quanto riguarda i punti di interesse turistico. Noi però, avendo poche ore a disposizione e trovandoci in zona aeroporto, abbiamo preferito spostarci in taxi. Il costo dei taxi è assolutamente variabile e dipende sostanzialmente dalla vostra capacità di contrattazione. Stabilite un prezzo prima di partire in modo da non avere sorprese. Nella nostra esperienza, un po’ ci provano a fregare i turisti chiedendo cifre esagerate, ma con determinazione ed educazione si può concordare un prezzo ragionevole.

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Stopover a Istanbul

Foto di copertina: Adli Wahid on Unsplash

30 commenti su “Stopover a Istanbul: cosa vedere in mezza giornata.

  1. Certo non è stato esattamente come avevate programmato però alla fine direi che la visita di Istanbul ha migliorato decisamente la situazione. Una città che vorrei visitare presto anche io!

  2. Sono stata a Istanbul nell’agosto del 2010 (la città è stata la tappa di una crociera nel Mediterraneo) e ti dico che non vedo l’ora di tornarci, anche se sinceramente ora come ora non mi sentirei tanto tranquilla a trascorrere qualche giorno in Turchia (forse sbaglio ad essere così prevenuta anche perché conosco alcune persone che sono state in Turchia ultimamente e mi hanno rassicurato riguardo la situazione). Comunque il ritardo di un volo ti ha permesso di scoprire una città meravigliosa e magica. Non credevo che in inverno facesse così freddo e ci fosse così tanta umidità… pensa che io di Istanbul ricordo principalmente il caldo ahahah ad agosto, ovviamente, si muore!!! pensa che ci sono stati 40 gradi fissi tutto il giorno… alla fine del tour non vedevo l’ora di tornare in nave per una bella doccia e un po’ di fresco 🙂

    1. Sembra che il clima sia inclemente anche ad agosto! In effetti ora come ora può fare un po’ paura andare in Turchia per la situazione politica; la Farnesina segnala come aree ad elevato rischio le regioni sudorientali del Paese. E naturalmente segnala il rischio attentati ad Istanbul, come in molte altre città del mondo. Senza dubbio, prima di partire per una destinazione turca è fondamentale informarsi sul sito della Farnesina e seguire le loro indicazioni per la sicurezza.

    1. Carmen, non siamo stati in Cappadocia in inverno e quindi non sappiamo darti una risposta. Quel che è certo, è che a Istanbul il clima è umido e c’è parecchio vento… La Cappadocia, però, è situata all’interno, forse le condizioni climatiche potrebbero essere differenti.

  3. Vedi, come da una situazione avversa si può trarre un enorme beneficio. Se avessi programmato la sosta a Istanbul magari non avresti nemmeno preso in considerazione al visita alla Cisterna che invece mi sembra davvero bellissima con tutte quelle colonne che sembrano galleggiare.

  4. Era il viaggio che mi ero promessa di regalarmi per i miei 40 anni, ma per vari motivi, anche piuttosto gravi, ho dovuto chiudere di nuovo il mio sogno nel cassetto. Tra l’altro sarebbe stato anche il mio primo viaggio in solitaria. Spero di riuscire ad andare prima o poi. Spero prestissimo.

  5. Mai lasciarsi abbattere dagli eventi, avete fatto bene a sfruttare le ore di ritardo del volo ed approfittarne per vedere un pò di Istanbul. Io non ci sono mai stata ma credo che abbia tanto da offrire, spero di visitarla un giorno

  6. Quando si dice Capodanno alternativo 😀
    Istanbul ci manca tra le mete, anche se la “corteggiamo” da sempre. Anche in poche ore direi che avete avuto un assaggio delle atmosfere della città. Un tuffo in un bazar è un’esperienza da provare nella vita e la Cisterna Basilica è favolosa! Deve avere delle luci e dei suoni onirici da mettere i brividi…

    Ottimo stop-over! 😉

  7. Istanbul è uno di quei luoghi per i quali provo attrazione e repulsione allo stesso tempo. Mi affascina da matti e vorrei davvero poterla vivere alla grande. Dall’altro lato, ciò che mi fa rifiutare la Turchia (per il momento) è la presenza di Erdogan. Prima o poi ci andrò, lo so. Forse solo questo non è il momento giusto.

  8. A volte gli imprevisti regalano delle perle come questa tappa non programmata ad Istanbul, anche se non mi immaginavo avessero un inverno inclemente! Mi piacerebbe andarci, magari evitando il mese di gennaio!

  9. Istanbul mi ispira tanto, ogni volta che mi decido a prenotare però succede qualcosa che mi fa desistere, come adesso. Ma prima o poi ci andrò. Anche se non in inverno, ho sentito dire fa un freddo becco e voi l’avete appena confermato nel post!

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