Castello di Aglié

Il Castello ducale di Aglié

Il nome non vi dirà nulla, eppure molti di voi questo castello nei dintorni di Torino lo hanno già visto, magari inconsapevolmente, magari contro voglia a casa di una zia… eh sì, perché si tratta del castello di Elisa di Rivombrosa! Lo scenario della vicenda è proprio qui, nel Castello ducale di Aglié, che forse ha vissuto momenti migliori (soprattutto il parco), ma che conserva un fascino d’altri tempi.

Castello di Aglié

Quando ci siamo stati, in occasione di un evento di promozione turistica del territorio, era una tiepida giornata invernale, con un bel sole a far pregustare la primavera. Arrivati al castello, un cantastorie raccontava favole ai bambini e la sua asina, Geraldina, rubava selfie e sorrisi. All’interno del castello, poi, diversi personaggi in costume d’epoca accompagnavano i visitatori nelle stanze, creando la sensazione di vivere il castello, più che di visitarlo.

castello di Aglié

Gli interni del castello di Aglié

Le origini del castello risalgono addirittura al XII secolo, ma è nel XVIII che questo luogo diventò residenza sabauda e fu completamente rinnovato. Il castello attraversò poi alti e bassi: prima divenne ospizio per i poveri nell’epoca napoleonica per poi tornare in possesso di Carlo Felice che lo fece rinnovare nuovamente e riarredare. Infine, nel 1939, i Savoia vendettero il castello di Aglié allo stato italiano per la cifra di 8 milioni di lire (per i millenials: 4000 euro circa).

Il castello è molto grande: 300 stanze sparse su 8 piani (4 veri e 4 ammezzati) per una superficie di circa 20000 mq (400 lire al metro quadro, i millenials leggano 20 eurocents al mq). Il vanto del castello è la presenza degli arredi originali, sedie che hanno ospitato il deretano di nobili dame, tavoli su cui magari il duca di Genova scriveva missive importanti, letti, salottini. Per non parlare delle tappezzerie e degli affreschi, ricchi e colorati. Tra le cose che più ci sono piaciute vogliamo citare le stufe in maiolica, in stile Castellamonte, davvero belle.

Vedere i castello rivivere grazie alle comparsa in costume d’epoca è stato emozionante: hanno inscenato partite di biliardo, pettegolezzi tra dame ed anche un ballo particolamente scenografico. Se potete, visitate il castello durante uno degli eventi dell’associazione storico-culturale Historia Subalpina, non ve ne pentirete.

Il parco del castello di Aglié

Il parco del castello è suddiviso in due zone: una più piccola, nelle immediate vicinanze del castello, ed una molto più ampia, dall’altro lato della strada. In inverno il parco è chiuso, perciò siamo tornati in estate.

Il giardino attorno al castello è semplice, un grande prato con un laghetto artificiale e una zona di fiori e piante. Visto da questa angolazione, il castello offre una delle sue facciate più belle; veniteci nel primo pomeriggio e con un po’ di fortuna sarete completamente soli, proprio come è successo a noi, e potrete concedervi una passeggiata svagata proprio come le nobildonne di un secolo fa.

Il parco vero e proprio si estende al di là della strada carrabile che raggiunge il castello; vi si accede dal giardino tramite una breve galleria. Questa zona del parco oggigiorno è abbandonata: la grande fontana dei quattro fiumi è spenta e l’acqua stagnante nella vasca è diventata la dimora di alghe e anfibi. Il parco attorno è molto grande, con percorsi ombrosi e una grande area pratale dove i nobili si divertivano a cacciare. Purtroppo anche qui ci sono segni di carenza di manutenzione, tanto che alcune zone del parco non sono accessibili per ragioni di sicurezza. L’imbarchino sul lago è una baracca di legno marcio invaso dalla vegetazione e dalle zanzare. È un vero peccato che un luogo con così grande potenziale sia abbandonato.

Però questo senso di abbandono, questa natura che si è riconquistata lo spazio, questo senso di dimenticato e sospeso hanno un certo fascino. Osservare le statue ricoperte dalle macchie di muschio, con le canne che sporgono dall’acqua e gli insetti che sfidano la sorte per abbeverarsi, beh, ha un che di poetico. Se eviscerato dal contesto, dimenticando lo “spreco” che è lasciar andare in malora un luogo del genere, guardando solo quello in quel momento preciso c’è un’atmosfera Ghibli* incredibile.

Il video del Castello ducale di Aglié


*Per chi non lo sapesse: lo studio Ghibli è uno studio di animazione giapponese. Nella maggior parte dei suoi film, c’è un’atmosfera assolutamente particolare, in cui la natura ha il sopravvento, in cui il presente resta sospeso come in una bolla, in cui accadono cose magiche ma assolutamente quotidiane. Per capire di cosa stiamo parlando, guardate il film “Il mio vicino Totoro” oppure “La città incantata”.


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Castello di Aglié

6 commenti su “Il Castello ducale di Aglié

  1. Da piccola mi ero innamorata della serie Elisa di Rivombrosa (ero proprio fissata con tutti gli attori e sapevo a memoria moltissime scene e battute), ma non ho mai avuto occasione di visitare la villa in cui si sono svolte le vicende di Elisa e Fabrizio e i tanti intrighi 🙂 Questo tuo post mi ha ricordato che vorrei proprio visitare il castello ducale di Aglié 🙂 casomai la prossima primavera

  2. Che ricordi! Ho visitato questo castello in gita scolastica nelle superiori. Mi dispiace per le condizioni in cui versa il parco, ma, come dici tu, conserva comunque il suo fascino!

  3. Il castello di Agliè l’ho sempre visto solo dall’esterno ma prima o poi un giretto all’interno lo devo fare! A questo punto perché non approfittare della visita in costume della Historia Subalpina?

  4. Pensavo che certi balli si vedessero solo nei film (o in piazza a Trieste, quando ci siamo trovati nel bel mezzo di una rievocazione storica 😉 ), invece dev’essere bellissimo visitare questo posto avendo la possibilità di vederlo “vivo”!

  5. Ci sono tanti momenti dell’anno in cui vorrei vivere più vicina al Piemonte e questo è uno di quei momenti. Mi piacciono davvero tanto le residenze nobiliari di quella regione e vorrei davvero vederle tutte.

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