Singapore by night

I quartieri di Singapore

Se c’è una città di cui possiamo parlarvi con l’anima in mano è Singapore.
Singapore si può visitare in tre giorni, ma se avete più tempo a disposizione ancora meglio! In questo articolo vi raccontiamo dei quartieri di Singapore e di cosa vedere a Singapore. Soprattutto vorremmo farvene percepire l’unicità: Singapore è una città ordinata e vivace insieme, un luogo in cui si compenetrano diverse culture e diversi popoli, con il risultato che si può assaggiare cucina di tutto il mondo, incontrare quartieri e colori sempre diversi. È una città di cui ci siamo innamorati, semplicemente.

I quartieri peranakan

Iniziamo con una vera chicca, forse la prima a cui pensiamo quando ricordiamo Singapore. Nel distretto Katong, lungo Koon Seng Road, ci sono queste case a schiera, tutte coloratissime, a due piani, con decori assolutamente unici: sono le case peranakan. Il popolo Peranakan discende dai mercanti cinesi del 1500 che si stabilirono nella penisola malese sposando donne autoctone. Con il trascorrere degli anni, le tradizioni cinesi si sono compenetrate con quelle malesi creando una cultura a sé, quella peranakan appunto. Oltre a Koon Seng Road, alcune case peranakan si possono trovare anche in Emerald Hill Road, una traversa di Orchard Road.

Queste case sono una delle cose che più ci ha colpito e più ci è piaciuta di Singapore: ordinate e silenziose, ma insieme estrose e ammiccanti, colorate con una palette di colori che solo il Padre Eterno avrebbe potuto immaginare. La caratteristica di queste case sono le porte intarsiate, le persiane al primo piano, le ceramiche colorate e le decorazioni in stucco. Davanti, hanno spesso un piccolissimo giardino dove a volte il proprietario lascia che la natura regni sovrana con alberi e fiori. Abbiamo passeggiato e fantasticato su quale casetta avremmo scelto per viverci (quella verdolina con il grande albero è la nostra preferita).

Dire Peranakan non è solo dire architettura: vestiti, gioielli, scarpe e cucina sono alcuni dei punti di forza di questa cultura. Se volete scoprire di più, il Museo Peranakan è il posto giusto per voi (anche se attualmente è chiuso per lavori dal 1 aprile 2019 fino a data da destinarsi).

La Chinatown di Singapore

Caotica, colorata e festosa del Capodanno Cinese, Chinatown ci ha accolto mescolando odori e suoni. Bancarelle ad ogni passo, lanterne rosse, cibo ad ogni ora: lasciamo che la folla ci guidi nell’esplorazione del quartiere. Il Tempio della Reliquia del Dente di Buddha è uno dei più famosi della città: quando entriamo ci accorgiamo che è in corso una cerimonia e monaci e fedeli cantano insieme. Le offerte floreali e alimentari sono ovunque. Trascinati dalla processione di fedeli, raggiungiamo il tetto dove c’è un bel giardino. In giro per Chinatown e non solo si incontrano tantissimi templi, grandi e piccoli, dove brucia l’incenso e dove i fedeli portano offerte per celebrare il nuovo anno del gallo.

Kampong Glam, il quartiere musulmano di Singapore

Questo quartiere, agglomerato intorno ad Arab Street, è popolato da arabi e da malesi. L’influenza della religione islamica si fa sentire molto forte lungo le strade e nei negozi, che ricordano il suq di qualche paese arabo. In questa zona della città, c’è la grande Moschea del Sultano che svetta con la sua cupola rotonda e dorata sopra i tetti delle case. All’interno, la volta bianca riflette la luce ed un enorme tappeto verde e rosso ricopre il pavimento. Per entrare è necessario indossare abiti adeguati (all’ingresso vi verranno forniti qualora indossaste pantaloni corti o gonna) e può capitare di vedere qualche fedele in preghiera.

i quartieri di Singapore

La Little India di Singapore

I templi ricolmi di statue terrificanti (e un po’ plasticose) vi annunciano che avete messo piede nella Little India. Il cuore del quartiere si trova intorno a Serangoon Road, nella zona nord-orientale di Singapore, ed è un tripudio di bancarelle di frutta, verdura e fiori. Il tempio hindu più importante è il Sri Veeramakaliamman, impronunciabile e incredibilmente pacchiano, dedicato alla dea Kali.

La “Penisola birmana” di Singapore

Si tratta in realtà di un centro commerciale, il Peninsula Plaza, in cui la maggior parte delle attività, se non tutte, è gestita da birmani. Questo centro commerciale è un vero e proprio aggregatore sociale per la vasta comunità birmana che vive a Singapore: circa 100000 persone che qui si incontrano per scambiarsi notizie sulla loro terra e per ritrovare un’identità culturale.

I Colonial District di Singapore

Uno degli edifici più di rilievo è sicuramente il Raffles Hotel, che sembra uscito direttamene dai tempi in cui Singapore era una colonia britannica. Poco distante, si incontrano altri edifici coloniali, come ila City Hall e la Corte Suprema. A concludere il tuffo nella colonia britannica, capita che nel weekend si possa assistere a partite di cricket nel campo del Padang Questa zona è tra quelle che a noi è piaciuta di meno, perché non ha un’atmosfera peculiare.

La Singapore moderna

Marina Bay

Questa zona di Singapore è probabilmente la più famosa e la più fotografata. È dominata dal Marina Bay Sands, un gigantesco complesso costituito da tre torri a forma di carta da gioco sopra le quali è adagiata una piattaforma sospesa a forma di nave. Sulla cima di questo eccentrico edificio il panorama è mozzafiato e, esclusivamente per gli ospiti dell’hotel, c’è l’infinity pool più famosa del mondo. La sera il Marina Bay Sands diventa lo sfondo di uno spettacolo di luci e suoni.

Di fronte al Marina Bay Sands si erge, astruso e inventato, il Merlion, una statua di cemento che rappresenta l’icona della città, un essere mezzo leone mezzo pesce (o sirena?). Di per sé è piuttosto bruttina e anonima questa statua, tuttavia il panorama che le si snoda accanto, dietro e davanti è molto suggestivo, soprattutto di notte.

Gardens by the Bay

Sono il pezzo forte di Singapore. I meravigliosi giardini botanici di Singapore sono una foresta di “superalberi” in acciaio su cui si arrampicano centinaia di migliaia di piante, enormi serre in vetro dalle forme sinuose e passerelle a mezz’aria. I supertree sono in realtà delle torri che servono per il raffreddamento delle biomasse utilizzate per raffreddare le serre; si stagliano all’orizzonte come enormi baobab di metallo e rami, creando un paesaggio futuristico. Le serre sono meravigliose: il Flower Dome ospita un microclima simile a quello mediterraneo, con tanto di ulivi secolari, mentre il Cloud Forest Dome riproduce una foresta tropicale con una montagna ed una cascata. La sera, se non avete troppo sonno, i supertree vengono illuminati per uno spettacolo di luci e suoni – vi consigliamo di non andarci con il jet lag per evitare di addormentarvi a metà del (lungo) spettacolo, come è successo a noi!

I giardini botanici di Singapore

Perché andare ai giardini botanici se siamo già stati ai Gardens by the Bay? Beh, perché c’è una collezione incredibile di orchidee di ogni dimensione, forma e colore. Molte di queste piante sono state create appositamente per un evento o un personaggio pubblico. All’interno dei giardini c’è un’area adibita a concerti all’aperto e c’è anche il Ginger Garden, in cui sono esposte piante di zenzero e affini. Una chicca: nel souvenir shop è possibile acquistare delle piccole piantine di orchidea in atmosfera sottovuoto e portarle a casa per piantarle.

Sentosa Island

Quest’isola è una sorta di enorme parco divertimenti: ci sono decine di attività divertenti da fare e c’è anche un acquario molto grande. È l’isola dove si viene per divertirsi e per le spiagge. Non abbiamo molto da dirvi perché, beh, non ci ha entusiasmato a dire il vero!

Informazioni pratiche

Dove dormire a Singapore

Noi abbiamo alloggiato all’hotel Swissôtel Merchant Court perché abbiamo vinto un soggiorno di tre notti con un concorso indetto da Destinasian Magazine. L’hotel è in un’ottima posizione, le camere sono lussuose e spaziose. Noi abbiamo beneficiato di una Executive Room con vista e con accesso alla Executive Lounge che offre bevande per tutto il giorno e l’happy hour in omaggio. Ci siamo trovati molto bene.

Dove mangiare a Singapore

Level 33: si pubblicizza come il birrificio artigianale urbano più alto del mondo. Merita andarci anche solo per la splendida vista di cui si gode sulla terrazza, affacciata su Marina Bay. Le birre sono di qualità e la cucina straordinariamente curata; per i curiosi, è possibile scegliere un piccolo vassoio con la degustazione di 5 birre (tranquilli, la somma dei bicchieri è di “solo” mezzo litro di birra!)

Andhra Curry: ristorante indiano (consigliato da Lonely Planet come un “posto pulito”) che offre piatti abbondanti e saporiti, piccanti il giusto e qualcosa di più. Si trova in un edificio coloratissimo di Little India non lontano dal tempio Sri Veeramakaliamman, praticamente impossibile non notarlo!

Inle Myanmar: ristorante birmano. Noi abbiamo mangiato curry di pollo e il mohinga, una zuppa di noodles con brodo di pesce, uova sode, frittelle di ceci, crocchette di pesce e coriandolo a profusione.

Blue Ginger: ristorante peranakan. Noi non ci siamo stati, ma pare che sia uno dei pochi locali di Singapore a proporre l’autentica cucina peranakan, curry di teste di pesce compreso. I sapori sono quelli dello scalogno, del peperoncino, del latte di cocco.

Street Food: lo street food regna sovrano in Oriente e Singapore non è da meno. Noi abbiamo provato le bancarelle di Gluttons Bay: avrete letteralmente l’imbarazzo della scelta! Noi abbiamo assaggiato satay di pollo, il mee goreng (un piatto tipico fatto con noodles fritti con verdure) e pollo fritto in pastella di gamberi, tipico della cucina di Hong Kong.

Come muoversi a Singapore

A Singapore esiste una rete ferroviaria chiamata MRT, capillare ed efficiente; in alternativa ci si può spostare con gli autobus o in taxi. Per i mezzi pubblici è disponibile il Singapore Tourist Pass, della durata di 1, 2 o 3 giorni; in alternativa è possibile pagare i mezzi pubblici con carta di credito Master Card o Visa con funzione contact-less (vengono applicate commissioni.

Il nostro video di Singapore

(questo video risale ad alcuni anni fa e ci scusiamo per la qualità di riprese e montaggio, decisamente non ottimali…)

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30 commenti su “I quartieri di Singapore

  1. Confesso che Singapore non mi ha mai ispirato molto, perché tutta quell’ipermodernità mi spaventa un po’. Ma la prospettiva con cui l’avete raccontata qui mi non solo mi incuriosisce ma proprio mi attrae. E poi poter comprare un’orchidea sottovuoto e portarla a casa è una cosa adorabile *_*

  2. Credo che questo mix di culture sia proprio il bello di questa città. Le culture asiatiche le trovo davvero affascinanti per questo mi piacerebbe visitare Singapore 🙂

    1. Se questo è il tuo sogno, potrebbe piacerti anche il Fullerton Hotel, sito all’interno di un ex ufficio postale degli anni 20: è anche questo uno dei luoghi iconici della Singapore coloniale

  3. Non avevo mai preso in considerazione Singapore come meta perché – chissà per quale motivo – immaginavo solo la sua parte moderna che non mi ispirava molto. Però scoprire dell’esistenza di tutti questi quartieri, in particolare quelli peranakan, cambia le cose!

  4. Non avevo mai troppo considerato Singapore tra le mie mete preferite perchè mi dava l’idea di essere moderna e anonima. Invece grazie a voi ho scoperto una meraviglia di culture che convivono e rendono la città davvero unica. Ho adorato le casette colorate dei Peranakan!

  5. questa è una meta che mi manca e nonostante io non ami l’oriente, questo posto deve essere di una bellezza assurda, molto diverso dall’oriente che non mi piace.

  6. Pur non essendo una grande appassionata del Sud est asiatico, sono molto incuriosita dalla citta’ di Singapore. Questa mescolanza di popolazioni e tradizioni, di antico e moderno mi sembra davvero unica e affascinante.

  7. Non ho mai visto Singapore, da come la descrivi sembra davvero affascinante. Mi hai convinta, la inserisco nella mia lunga lista di luoghi speciali da visitare. Mi piacerebbe cominciare a visitare i paesi asiatici.

  8. Wow! Quanti quartieri diversissimi tra di loro nella stessa città, sembra incredibile! Forse (incrociamo le dita) ci andrò l’anno prossimo e non vedo l’ora di vedere tutto con i miei occhi!

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