Come preparare i bagagli

E’ capitato negli ultimi tempi che più di un visitatore del nostro blog ci facesse domande su come organizziamo i bagagli, la nostra attrezzatura et similia. Ogni viaggiatore lo sa: il bagaglio è un alleato indispensabile e insieme una croce. Il bagaglio sbagliato può infliggere penitenze ad ogni tappa. Per questo ogni viaggiatore ha imparato un suo metodo per preparare il bagaglio adatto al proprio modo di viaggiare. Noi siamo prossimi alla partenza per l’Australia (seguiteci sui social: percorreremo la famigerata Explorer Way in camper! guardate il nostro itinerario di viaggio qui) e abbiamo deciso di inaugurare una nuova sezione “How To” per tutti i consigli pratici. Eccoci allora a raccontarvi come noi di Travel Gudu abbiamo affinato la tecnica della preparazione bagaglio negli anni.

Parola d’ordine: Viaggiare leggeri, viaggiare comodi e viaggiare organizzati.

Regola n. 1: Bagaglio morbido
Belle, bellissime e fashion le valigie rigide, alcune deliziosamente vintage, ma incredibilmente facili da spaccare e refrattarie a farsi impilare su fuoristrada o altri mezzi di fortuna, tanto più se lungo strade dissestate o percorsi sconnessi. Noi preferiamo borsoni morbidi: la versione avventura (es safari in Africa, spazi angusti in cui stipare le valigie, ecc) prevede borsoni morbidi Napapijri con tracolla lunga e maniglie, mentre per la versione smart (lunghi percorsi in città a piedi o metropolitana) partiamo con due trolley morbidi North Face, con rotelle ampie e resistenti.

Regola n. 2: Tre giorni di indipendenza
Dalla Namibia al Giappone, dal Costa Rica al Bhutan, abbiamo sempre avuto modo di lavare i nostri vestiti in un modo o nell’altro. Spesso gli alberghi forniscono questo servizio e dove non è presente ci sono lavanderie a gettoni; alla peggio, una saponetta e il lavello del bagno sono una valida alternativa. Noi viaggiamo con il necessario per circa tre giorni in ogni valigia e laviamo i panni ogni qual volta possiamo. Maglie e giacche si sporcano di meno quindi vanno portate in numero inferiore, mentre qualche t-shirt in più può sempre essere d’aiuto durante un trekking o una camminata al caldo. Inutile stipare in valigia mezzo guardaroba “perché non si sa mai” e riportare a casa gonnelle di pizzo mai indossate.

Regola n. 3: Comunione del vestiario
Mai mettere tutti i vestiti di una persona in una sola valigia. I bagagli si perdono spesso e non sempre si ha il tempo di attendere il loro arrivo. Ci siamo trovati nel 2104 a dover girare tutto il Bhutan con una valigia sola, ma ce la siamo cavata perché avevamo messo in ciascuna valigia indumenti di entrambi. Se seguite la regola n. 2, potrete far stare un set di tre giorni per ogni persona in ciascuna valigia: la probabilità di rimanere con solo ciò che indossavate in aeroporto si ridurrà notevolmente.

Regola n. 4: Organizzazione della valigia
Parrebbe una banalità, ma spesso non è così. Gli abiti che prevediamo di usare di meno vanno in fondo alla valigia, mentre le cose più usate devono essere a portata di mano. Svariate volte ci siamo trovati nel mezzo di un aeroporto o di una pista nel nulla a dover eseguire un cambio al volo e siamo stati sempre grati che quel che ci serviva fosse facilmente raggiungibile. Inoltre, soprattutto in viaggi molto itineranti (quelli che piacciono a noi) o in alcuni luoghi particolari (ad esempio in Namibia dove nelle borse aperte entrano gli insetti), è poco conveniente disfare la valigia e quindi l’organizzazione aiuta la serenità. Ricordatevi di sfruttare tutti gli spazi della valigia, compresi quei piccoli vuoti che spesso restano sui fianchi, ideali per calzini & affini.

Regola n. 5: Bagaglio a mano
Noi portiamo sempre con noi (e non ce ne separiamo mai) uno zaino come bagaglio a mano nel quale posizioniamo: documenti di viaggio, apparecchi elettronici, medicine, occhiali/lenti a contatto ed un cambio di emergenza. In particolare, il cambio di emergenza torna utile perché può capitare di ritrovarsi bloccati in un luogo senza valigie per uno o due giorni. Noi ad esempio rimanemmo bloccati ad Istanbul a capodanno a causa di una tempesta di neve; la compagnia aerea ci ospitò a sue spese in un hotel di lusso, ma le nostre valigie rimasero in aeroporto.

Regola n. 6: Rendetelo unito
Aggiungete al vostro bagaglio da stiva un segnale di riconoscimento: un’etichetta bagaglio un po’ eccentrica, anche solo un cordino colorato. Quando la vostra valigia emergerà dalla bocca del rullo bagagli, la riconoscerete immediatamente e tirerete il ben noto respiro di sollievo per non aver smarrito le vostre valigie.

Regola n. 7: Ho già detto leggeri?
Si parla di viaggiare, non di crociere o villaggi turistici… al bando asciuga-capelli, arriccia-capelli, intere valigie di scarpe, cofanetti di trucchi, set di cravatte e completi.

Regola n. 8: Lasciate un po’ di spazio
Perché, si sa, spesso in viaggio ci si innamora di un oggetto che a tutti i costi vogliamo riportarci a casa. Per non parlare dei vari souvenir che inevitabilmente troveremo per genitori, fratelli, amici, animali domestici. Quindi, dal momento che senza dubbio avrete già fatto esperienza in passato della vostra compulsività d’acquisto (spesso all’estero molto più sregolata che in patria), pensateci e non stipate quel borsone fino all’esplosione. A richiuderlo con la forza di quattro braccia, tentando disperatamente di creare un’atmosfera sottovuoto pur di farci entrare tutto, ci penserete al ritorno.

Pronti a partire?

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