Alle Svalbard in inverno

La nostra avventura artica. Isole Svalbard. Neve. Ghiaccio. Renne. Motoslitta. Capottamenti e gimcane. Purtroppo niente orsi polari. Ma l’aurora boreale sì, quella l’abbiamo vista.

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La nostra Arctic Adventure è iniziata con un lungo viaggio per raggiungere queste sperdute isole nel Mar Glaciale Artico, le Isole Svalbard, 78° Nord, a circa 1000 km dal Polo Nord. Siamo partiti dall’aeroporto di Torino e dopo un breve scalo a Monaco, abbiamo trascorso la notte in un B&B vicino all’aeroporto di Oslo, da dove siamo ripartiti alla volta di Longyarbyen, il centro abitato più a nord dell’intero globo.
In avvicinamento all’isola di Spitsbergen (la più estesa dell’arcipelago), il cielo sereno ci ha permesso di innamorarci delle Svalbard al primo sguardo all’oblò dell’aereo: una distesa di ghiaccio e neve incontaminati, puri, immacolati, a perdita d’occhio, fino a perdersi nel mare, due soli colori a riempire gli occhi. Blu e bianco. Cielo e mare, ghiaccio e neve. Con una spolverata di deboli raggi solari qui e là.

L’aeroporto di Longyarbyen è una piccola pista semighiacciata, la discesa dell’aereo ricorda incredibilmente i primi passi giù dalla scaletta a Windhoek. Se non fosse per i colori – così diversi -, per la densità dell’aria – così diversa  – e sì, anche per la temperatura… Imbacuccati in cappuccio e guanti entriamo nel piccolo aeroporto, recuperiamo i nostri bagagli e aspettiamo il bus che traghetta i viaggiatori in corrispondenza di ogni atterraggio ed ogni partenza. Giungiamo al nostro hotel, il Coal Miner’s Cabins; impariamo subito a toglierci gli scarponi prima di entrare nei locali e scalzi ci abbarbichiamo sugli sgabelli per un pranzo a base di hamburger, pulled pork e patata al forno. Una volta rifocillati, siamo pronti ad avventurarci in città.

Alle isole Svalbard c’è una “zona di sicurezza” che corrisponde grossomodo ai confini della città di Longyarbyen oltre la quale non ci si può avventurare da soli per il rischio di imbattersi negli orsi polari. Oltre questo confine, ci si muove minuti di fucile e – per noi stranieri – di guide armate. Non sapremmo dire quanto reale sia il pericolo orsi, ma deve essere piuttosto tangibile visto che durante la nostra escursione le guide non permettevano che ci allontanassimo più di una manciata di metri da loro.
Abbiamo gironzolato nella cittadina, percorrendo a piedi i 2 km circa che separano il nostro hotel dal centro; abbiamo curiosato nei negozietti, comprato un bel maglione a prova di gelo norvegese e passeggiato su e giù. La sera, ceniamo da Huset Bistrò, un buon pasto a base di salmone, merluzzo e vino; ritorniamo alla base nel buio dell’artico, scrutando speranzosi un cielo che non ci regala luci se non quelle delle mille stelle che sbirciano in giù.

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La mattina successiva conosciamo Løvert (perdonaci se non è così che si scrive), una delle due guide che ci condurranno lungo fiordi e ghiacciai per due giorni. Ci porta nel quartier generale della Basecamp Explorer dove conosciamo le altre persone che faranno parte della nostra spedizione: due inglesi – fratello e sorella, giunti alle Svalbard per il big birthday di lei (70 anni! che coraggio!), una coppia di spagnoli e la seconda guida, Matt, un ragazzo di Longyarbyen. Dopo un breve briefing, durante il quale veniamo a scoprire che molto probabilmente non sarà possibile raggiungere quella che avrebbe dovuto essere la nostra meta (Isfjord Radio a Cap Linné) per via delle condizioni meteo e durante il quale stabiliamo un piano alternativo, finalmente ci portano alle motoslitte. Qualche minuto per spiegarci il funzionamento e via!
Ci lasciamo Longyarbyen alle spalle, presto intorno a noi si vede solo il bianco della neve e delle renne. Inizialmente timidi, presto prendiamo confidenza con le nostre vetture. Indossiamo delle supertute che ci tengono belli caldi, i guanti sono spessi e per di più il manubrio della motoslitta è un po’ riscaldato, quindi il freddo non ci tocca.

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Guidiamo per alcune ore, finché ci fermiamo accanto ad un capanno (la cui funzione è quella di rifugio “di sopravvivenza”) per pranzare. Dalla cassa caricata sulla slitta tirano fuori dei sacchettini arancioni di “curry cod”: riempiamo i nostri sacchettini liofilizzati di acqua calda e nel giro di pochi minuti ci pappiamo un pasto da esploratori nel mezzo del nulla dell’artico. Incredibile ma è buono, caldo, poi mangiamo della cioccolata e ci beviamo una bevanda calda e dolcissima a base di frutti rossi. In breve siamo rifocillati e pronti a ripartire. Le guide ci confermano che non potremo arrivare a Isfjord Radio per via delle condizioni del ghiaccio, per cui deviamo verso Barentsburg, dove arriviamo che ormai inizia a farsi buio. Non prima , però, che io mi capotti con la motoslitta! Non per imperizia alla guida (sia chiaro, eh!), ma a causa di un grosso lastrone di ghiaccio su cui il cingolo della mia motoslitta ha deciso di slittare irrimediabilmente fino a reincontrare, in maniera piuttosto traumatica, la neve gelata. Nessun danno comunque, solo una piccola ferita nell’orgoglio…

Barentsburg è un posto a dir poco deprimente. Affacciato su un meraviglioso fiordo ghiacciato, è un insediamento di minatori russi ed ucraini, dove abbiamo pernottato un un hotel incredibilmente accogliente e cenato socializzando con una tavolata di russi che ha condiviso con noi biscotti, cioccolatini e vodka. Dopo un bel sonno ristoratore, al mattino ci infiliamo di nuovo i nostri tutoni anti-freddo, casco, stivali e guantoni e ripartiamo. Sulla riva del fiordo ghiacciato, il sole fa capolino all’orizzonte, inondando il paesaggio artico con i suoi deboli raggi e colorando di sfumature pastello il paesaggio. Ci addentriamo nei fordi, attraversiamo specchi di mare ghiacciato, scodando con le nostre motoslitte ingovernabili sulla superficie scivolosa; anche le altre due donne del gruppo cadono – questo conferma il detto “donna al volante pericolo costante?”. Chi lo sa. Però ci divertiamo, tanto, tantissimo. Abbiamo qualche problema meccanico con una motoslitta, la abbandoniamo per un tratto e poi torniamo a prenderla e miracolosamente dopo questa pausa che le abbiamo concesso riparte come se niente fosse. Noi Gudu ormai dominiamo le nostre motoslitte; sfioriamo i 6o km orari nelle pianure deserte, ci infiliamo nei canaloni ghiacciati, ci arrampichiamo a tutta birra su ripidi pendii. Uno spasso. Al tramonto, ci troviamo sulla collina dietro a Longyarbyen, la luce si fa più tenue, rosa arancione e viola e regala uno sguardo bellissimo davanti a noi. L’ultimo tratto lo percorriamo che è buio. Arriviamo a destinazione, abbandoniamo le nostre tute e torniamo al Coal Miner’s per aspettare la navetta che ci riporterà in aeroporto (ahimè, troppo troppo breve il nostro viaggio artico). Ceniamo mangiando con le mani ottime costine con salsa BBQ. Ciondoliamo sulle poltroncine bevendo tè e riguardando video e foto. D’un tratto, compare Løvert: “have you seen the northern lights?”. In un attimo ci infiliamo gli scarponi e ci scaraventiamo fuori dal locale; corriamo per allontanarci dalle luci e alziamo gli occhi. E lì, in cielo, la vediamo: l’aurora boreale. Difficile descriverla. Una luce verde, a tratti tenue e a tratti intensissima, che danza nel cielo. Restiamo a testa in su, emozionati, con il fiato sospeso, finché il cielo torna buio. Ormai è ora di andare in aeroporto, ma colmi delle mille emozioni che l’Artico ci ha voluto regalare. Ultima ma non ultima, l’aurora boreale.

:::::::Info pratiche:::::::
Coordinate: 78°13′00″N 15°33′00″E

Dormire:
Coal Miner’s Cabins. Stanzette piccole ma comodissime, bagni in comune ma in buon numero e puliti. Una sistemazione poco costosa tra quelle in città, ma di ottima qualità.

Mangiare:
Coal Miner’s Cabins Bar & Grill: hamburgeria, piatti semplici ma gustosi; da non perdere la patata al forno e la birra made in Svalbard.
Huset Bistrò: piacevole l’atmosfera, buono e un po’ ricercato il cibo, altrettanto il vino, servizio cortese e attento.
Red Bear Pub & Brewer: pareti stracolme di ogni assurdità (compresi parabrezza di motoslitte e telefono vecchio stile che suona ogni tot), un grosso orso rosso in un angolo a salutarvi; questo pub nel bel mezzo del niente rappresenta ottimamente l’atmosfera assurda di questo avamposto minerario che è Barentsburg.

Escursioni:
Basecamp Explorer Spitsbergen: ottime guide, perfettamente in grado di adattare l’escursione ad ogni necessità, preparate e simpatiche; buona organizzazione, forniscono tutta l’attrezzatura di cui si può aver bisogno. Costoso, ma sono stati soldi ben spesi. Tra l’altro, una parte della quota è destinata all’abbattimento delle emissioni di CO2, e vengono reinvestiti in un progetto di riforestazione in Kenya. Perché viaggiare ecosostenibile è ancora più bello.

Pensieri sparsi:
   Essere nel borgo abitato più a Nord del mondo. Camminare, guardare, annusare e respirare il sole all’orizzonte.
   Guardare fuori dalla finestra bevendo birra artigianale e vedere una renna che bruca.
   Togliersi le scarpe all’ingresso prima di entrare in ogni locale e sentirsi parte di una bizzarra comunità, quasi elitaria, di avventurieri, viaggiatori, sommelier di attimi di vita.
   Sentirsi vecchi e giovani allo stesso tempo.
   Abitudini diverse che ti fanno sentire però più a casa di molte di quelle che conosci da sempre.
   Sostare per la notte in avamposti sconosciuti alla maggior parte del mondo eppure tappe obbligate e di culto per gli avventurieri.
   Pisciare su di un ghiacciaio.
   Guardare di notte il cielo che si colora e danza e canta come seguendo un indecifrabile e segretissimo scopo.
   Le manopole riscaldate della motoslitta.
   Il piacevole vizio dei popoli del nordici di riempire i bicchieri da vino fino all’orlo.
Passeggiare nel mezzo della notte artica.
   La guida che ti fa cenno che è il tuo turno di superare un passo difficile, l’adrenalina, la mano che trema un po’ sul manubrio ed il sorriso sulle labbra.

Qui il video della nostra Arctic Adventure direttamente dal canale You Tube – enjoy!


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82 commenti su “Alle Svalbard in inverno

  1. le Svalbard sono sempre state nella mia top list di viaggi da fare, e invece… ancora nulla! non solo non ci sono mai stata, ma per il momento non sono neanche lontanamente in programma! per questo leggo post come questo, almeno le visito con la mente!

    1. Stefania DEVI andare! Le Svalbard sono tra i posti che ci sono rimasti maggiormente nel cuore, il viaggio è stato epico anche se breve, abbiamo visto paesaggi incredibili e vissuto emozioni grandissime. Se c’è un posto nel mondo imperdibile, sono le Svalbard d’inverno.

  2. Cavoli, che posti! Appena ho aperto la pagina con le vostre destinazioni, i miei occhi sono caduti sull’articolo sulle Svalbard, meta che oramai da un po’ mi frulla nel cervello! Avete fatto un bellissimo viaggio, bravi!

    1. Elena le Svalbard sono state uno dei nostri viaggi più belli! Ogni volta che sappiamo di qualcuno che vorrebbe partire cerchiamo sempre di dargli una spinta perché è stato meraviglioso e indimenticabile

  3. Bel video, bravi! Le Svalbard sono state una delle nostre mete preferite, vorrei tanto tornare a Marzo/Aprile o comunque quando c’è ancora neve per fare dog sledding… Prima o poi….

  4. Dev’essere stata un’esperienza meravigliosa! Come ci sente al pensiero di essere in giro e poter incontrare un orso?
    Forse non ci si pensa fino in fondo, ricordo di aver fatto un safari in Africa a piedi nella savana con un ranger ma solo in questo momento a distanza di un sacco di anni mi domando “e se avessimo incontrato dei felini?” . Sarei curiosa di sapere com’è stato il vostro approccio, il mio allora totalmente inconsapevole!
    Tornando alle Svalbard ci andrei decisamente!

    1. Eravamo (io in particolare, Virginia) elettrizzati all’idea di poter incontrare un orso bianco. Era uno dei motivo del viaggio. Non ci sentivamo impauriti perchè le guide sapevano il fatto loro. Se poi lo avessimo incontrato davvero, chissà come avremmo reagito…

  5. Quanto mi piacerebbe fare un’avventura del genere! Sono stata in Norvegia, arrivando a Tromso, ma non mi sono spinta oltre…deve essere bellissimo e anche super divertente, come hai confermato tu!

  6. Che esperienza avete vissuto! Noi saremo un po’ meno estremi, il punto più a Nord sarà Tromso, anche per via dei bimbi. Ci aspetta comunque un’escursione in slitta che non vediamo l’ora di fare!!;)

  7. Chissà che emozione!! Queste esperienze così sono quelle che ci intrigano di più, e allo stesso tempo quelle che lasciano ricordi indelebili. Chissà se anche noi riusciremo ad andarci prima o poi, speriamo ?

    1. Noi orsi non ne abbiamo visti (purtroppo). Non so dirti quale sia il costo per avere “semplicemente” una guida armata con sè; noi, per l’escursione in motoslitta di due giorni (tutto incluso, comprese 2 guide armate) abbiamo pagato circa 1000 euro a testa

  8. Un’esperienza bellissima che vorrei fare anch’io, prima che i ghiacci si sciolgano ulteriormente! ?
    Scherzi a parte, il dettaglio che mi ha affascinato di più sono i minatori slavi. Mi piace sempre tanto lo spirito rude di chi lavora in condizioni così dire. Mi piacerebbe tanto scambiare qualche parola con loro o magari farci una bevuta insieme! ?

    1. Lucy i cambiamenti climatici sono un problema enorme purtroppo, e quello che tu dici non è troppo lontano dall’essere vero purtroppo… I russi del villaggio di Barentsburg ti darebbero soddisfazione: a noi hanno offerto biscotti e vodka, anche se si comunicava a gesti più che altro!

  9. Andare alla ricerca di orsi bianchi…maaaa….non c’era proprio nient’altro da fare? fifa per me! Alla fine tutto bene spero! Comunque l’idea dei minatori ucraini che condividono la vodke mi è piaciuta troppo!

    1. Vedere gli orsi bianchi sarebbe stato un sogno… pazienza, il viaggio è stato indimenticabile comunque. Alla fine con due guide esperte ed armate non ci siamo sentiti in pericolo mai, devo dire la verità.

  10. Che spettacolo le Svalbard in inverno: una distesa di bianco e ghiaccio ? Bella anche l’iniziativa del centro escursioni che reinveste parte della quota per la riforestazione in Kenya ?

  11. Esperienza stupenda! Uno di quei viaggi da fare assolutamente.Tra l’altro mi ha incuriosito moltissimo Barentsburg, mi attirano molto queste realtà disperse nel nulla.

  12. Ho letto con piacere il tuo post perché qualche giorno fa, facendo una ricerca su Capo Nord per un viaggio mi sono imbattuta sulle isole Svalbard e mi stavo chiedendo come sarebbe possibile organizzare una visita. Ho trovato molte info utili nel tuo post. Grazie!

  13. Virginia hai descritto meravigliosamente questa avventura specie nel punto dove parli di incontri tra viaggiatori , avventurieri ed avventori di élite; tutti insieme alla fine del mondo.
    Credo che in questi posti ti senti piccolo piccolo.Bello

    1. Non sappiamo a che età i bambini possono salire in motoslitta… ma crediamo che tu possa contattare l’ufficio del turismo per avere qualche info in più senza impegno. Il freddo c’è ma forniscono delle super tute con cui non si sente affatto!

  14. Ho letto l’articolo tutto d’un fiato e sembrava di stare lì con voi, anche quando la motoslitta ha fatto la cattiva per la lastra di ghiaccio. Io ho un po’ paura ad affrontare il freddo quindi non è tra le mie mete, ma prima o poi magari…

  15. Che meraviglia questo viaggio! Come si suol dire, breve ma intenso! E’ uno dei miei sogni, andare alle Svalbard in inverno. Ma visti i prezzi, credo che resterà un sogno ancora per qualche anno! Intanto vi ringrazio per avermi fatto viaggiare un po’ con la fantasia. L’escursione in motoslitta deve essere fantastica! Per non parlare dell’aurora boreale… Aaah, beati voi! ?

  16. Ragazzi che esperienza, peccato solo sia durata pochi giorni, io ho un amore per il freddo e spero di coronare il sogno della Lapponia proprio quest’anno. A tiro, comunque, ho anche le Svalbard eh? Devo solo vincere alla lotteria ?

  17. Che esperienza splendida! Io sono un’amante del caldo ma ammetto che il grande nord inizia ad incuriosirmi parecchio.
    Avere poi la possibilità di viverlo in questo modo deve essere il massimo!

  18. Non sono un’amante del freddo, ma per un luogo così farei volentieri un’eccezione, soprattutto per la possibilità di vedere l’aurora boreale! Peccato per gli orsi, ma dev’essere stata un’esperienza indimenticabile!

    1. In linea di massima è semplice e sì, anche la signora anziana riusciva… almeno nei punti più semplici. Su salite impegnative e nei punti dove c’era più ghiaccio era un po’ più impegnativo ma comunque fattibile. E super divertente!

  19. Andro’ in Islanda in estate ma mi sono guardata tutto il video per vedere come eravate vestiti! ? Che e’ ancora la cosa di cui non riesco a farmi un’idea! ?

    1. Noi, in inverno alle isole Svalbard, avevamo biancheria tecnica, maglioni di lana e le tute termiche da motoslitta che ci ha fornito l’agenzia.
      In Islanda in estate sono stata anni fa: nei giorni di sole si sta anche in maniche corte, soprattutto durante i trekking, ma bisogna sempre avere con sé un maglioncino o una felpa ed una giacca a vento. Ti consiglio anche scarponi comodi e impermeabili

  20. Sogno le Svalbard già da qualche anno ormai, prima o poi speri davvero di riuscire ad andarci e il tuo articolo mi ha fatto tornare la voglia di un viaggio in terre fredde, remote e piene di neve… tutte cose che amo profondamente!

  21. Avevo visto un servizio in TV tempo fa su questo posto ed era entrato all’istante nella mia bucket list. La cosa che mi aveva impressionato di piu’ era la storia dei fucili per orsi polari. Vedo dal racconto che era proprio vera!!

  22. Le Svalbard sono nella mia top list! Anno scorso mi sono spinta fino a Capo Nord ed è stato emozionante, non oso immaginare come deve essere stare alle Svalbard, tra aurore boreali e pericolo orsi!

    1. Claudia, prendi il coraggio a due mani e vedrai che non te ne pentirai! Quello alle Svalbard è stato uno dei viaggi più belli che abbiamo mai fatto… e con l’attrezzatura che ti verrà fornita in loco vedrai che non ti accorgerai dei freddo!

  23. Oddio che bel viaggio! E anche il video… Quei colori, la renna che sbuca all’improvviso, sorvolare il giacchio: una meraviglia che vorrei provare anche io. Capisco bene le vostre sensazioni “elitarie” e me le avete fatte provare. Finalmente un posto non così battuto dal turismo (e ci credo!). Ma perché dici “sentirsi giovani e vecchi allo stesso tempo”? Mi incuriosisce.

  24. Non avrei mai il coraggio di fare un viaggio del genere (anche perché odio il freddo), ma allo stesso tempo ti invidio tantissimo! Hai ragione quando affermi di far parte di una élite di viaggiatori! ??

  25. Mamma mia che posti *_*
    Quanto è emozionante vedere l’aurora boreale? Chiunque l’abbia vista, come voi, non sa descriverla, sa soltanto la forte emozione che si prova al suo cospetto. Sogno di vederla da tempo, spero di farcela nei prossimi anni perché sarebbe un piccolo sogno avverato ❤️

  26. Questi paesaggi candidi, il tuo racconto, la voglia di scoprire sempre nuove destinazioni nella parte nord del mondo… comprerei un biglietto aereo per le Svalbard oggi stesso! 😀

  27. CHE BELLO!!!! L’ho visto solo oggi questo articolo e mi sono innamorata delle escursioni che hai fatto!!! Io adoro il freddo e alle SVALBARD ci andrei proprio d’inverno. Grazie x le dritte!!!

  28. Sono passata di qua per entrare un po’ nel mood ‘nordico’ visto che tra un settimana partiamo per l’Islanda. Certo essere cosi vicino al Circolo Polare Artico deve essere un’emozione pazzesca! Per ora vediamo come va il nostro primo viaggio al nord… noi in genere siamo più per posti tropicali e caldi… decisamente più caldi! 😀

  29. Un racconto magico, mi hai fatto sognare una meta che da tempo mi ronza in testa…un paio di anni fa abbiamo trascorso una settimana nella lapponia finlandese e ci siamo innamorati della natura incontaminata che ti avvolge ovunque ti trovi e del suo popolo riservato ma dal cuore grande grande. Il nord mi attrae, da sempre, spero di poter esplorare le Svalbard anch’io un giorno! Grazie per i tutti i dettagli che hai condiviso! 😊

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