estancia argentina

Estancia: esperienza unica in Argentina

Immaginatevi un mucchietto di edifici nel bel mezzo dell’arida steppa della Patagonia. Immaginatevi la strada per arrivarci, sterrata, polverosa, piena di buche e di guardaganado. Mentre guidate, l’orizzonte scorre al finestrino sempre uguale, per chilometri, con il cielo azzurro e basso, qualche nuvola, un paio di condor, la terra beige e marrone e i guanachi che vi guardano con occhi sporgenti. Incontrate anche qualche cavallo allo stato brado, una manciata di fenicotteri in una pozza, forse un armadillo.

Immaginatevi di guidare a caso verso l’unico gruppetto di case laggiù all’orizzonte: è una fattoria. Vi avvicinate al gaucho bruciato dal sole dal vento e dal tabacco per chiedere se sia quello il posto giusto. La barriera linguistica sembra insormontabile nonostante italiano e spagnolo in fin dei conti siano idiomi imparentati. Masticando con aria bovina forse vi fa cenno di continuare avanti. Risalite in auto, continuate anche se la strada sparisce, finché incontrate un altro uomo a cavallo che, questa volta sì, vi indica la strada.

patagonia offroad

Si torna indietro, la polvere dell’andata ancora aleggia sulla pista. Ad un certo punto, girate verso il lago e lo costeggiate. Attraversate un ponte di assi marce che miracolosamente ha deciso di reggere il peso del vostro fuoristrada. Guidate ancora e ancora, finché all’orizzonte si intravedono degli alberi e sì, siete arrivati. La vostra estancia.

Estancia Helsingfors

La nostra estancia ha un nome impronunciabile e molto poco argentino. Lo ha ereditato da un finlandese di nome Alfred che all’inizio del Novecento si trasferì qui ad allevare pecore e, preso dalla nostalgia di casa, scelse di battezzare Helsingfors (“Helsinki”) la sua nuova casa. Ma cominciamo dall’inizio…

Una estancia nient’altro è che una fattoria, quasi sempre a conduzione familiare. In questo fazzoletto di Mondo che è la Patagonia, in estancia per lo più si allevano cavalli o pecore o guanachi o nandù. Alcune estancias sono state riconvertite a lodges ed offrono ai visitatori un’esperienza argentina unica: a contatto con la natura, isolati dalla “civiltà”, si vive seguendo la cadenza lenta del giorno e della notte.

Estancia Helsingfors assomiglia ad un lodge di montagna, protetta com’è dalle sequoie piantate da Alfred per difendersi dai violenti venti patagonici. Si trova proprio sulle sponde del lago Viedma, incastonata in un angolo verde tra il blu del cielo e il blu del lago. L’attenzione all’ambiente e all’ecosostenibilità è uno dei cardini qui: l’energia elettrica viene autoprodotta tramite una turbina idraulica, utilizzano energie alternative e sono attenti al riciclaggio e all’impatto ambientale dei prodotti che utilizzano; le verdure sono coltivate secondo principi di bioagricoltura e rigorosamente a km 0.

Giornata tipo in estancia

In estancia si vive con lentezza. Il risveglio è con il sole o con il canto degli uccelli o con il richiamo dello stomaco. La colazione è un rito che si consuma in una sala da pranzo intiepidita dalla stufa a legna. Sì, il caffè è pessimo come in quasi tutta l’Argentina, ma qui non importa; le torte sono fatte in casa e vi ammiccano quando le guardate.

Dopo la colazione, con tutta calma, ci si ritrova con gli altri (pochi) ospiti e si parte per un’escursione a piedi o a cavallo. Si trascorre la giornata assaporando la libertà di un orizzonte che non si ferma mai, per rientrare giusto in tempo per un bagno nell’idromassaggio della vostra stanza. Poi un bel drink di fronte al camino e infine una cena gourmet accompagnata da un calice di vino argentino (quasi sicuramente Malbec). Non finisce qui, perché per godersi appieno l’esperienza bisogna uscire con il buio e ammirare la volta stellata infinita cercando la Croce del Sud (e guardandosi dai puma).

La nostra esperienza in estancia

Lasciata, non senza nostalgia, El Chaltén alle nostre spalle, arriviamo all’estancia verso l’ora di pranzo e, dopo esserci rifocillati e aver fatto una breve passeggiata nei dintorni, partiamo a piedi con le guide verso la Penisola dei Venti. I due ragazzi che ci accompagnano lungo il percorso ci raccontano la storia di Alfred e della sua famiglia e ci indicano piante e animali (sì, lassù c’è proprio il nido di un condor!). La passeggiata è abbastanza semplice e ci porta su un piccolo promontorio affacciato sul lago Viedma. Ci fermiamo per un po’ a riposare, a godere del sole e del silenzio di questo posto, sedendoci proprio accanto ai cespugli coricati dagli schiaffi che il vento ha dispensato loro negli anni.

estancia argentina

Rientriamo verso casa, lungo il percorso troviamo addirittura dei fossili millenari. La cena prevede: vellutata di zucca, insalata gourmet, lomo patagonico e, complice forse il vino, versato molto generosamente dalla cameriera, non ci ricordiamo più il dessert! Ma il meglio deve ancora venire: rientrati in camera, troviamo ad attenderci una bottiglia di champagne e un vassoio di delizie! Ah, già, forse non ve lo abbiamo ancora detto: siamo in luna di miele!

Quando scende la notte, usciamo sulle sponde del lago per goderci la meraviglia del cielo. Qui, nell’emisfero australe, la volta celeste non è la stessa che osservavamo dal deserto omanita, eppure l’emozione è simile. La Croce del Sud ci fa l’occhiolino e una grande luna piena innaffia il lago con i suoi raggi argentei. Lasciateci qui, non chiediamo altro.

cielo notturno patagonia

L’indomani, dopo colazione, ci prepariamo il pranzo al sacco scegliendo gli ingredienti dei nostri panini dal buffet allestito dalla cuoca dell’estancia. Verdure, salse, insalate, pane e compatanico, frutta fresca, barrette: le delizie fresche di orto tra cui scegliere sono molte. Impacchettato il pranzo, partiamo a cavallo: devo sembrare una ragazza di città perché mi assegnano Romero, un placido cavallo bicolor, mentre a Leo assegnano Bonito, un anarchico meraviglioso criollo. La vera verità, però, è che io a cavallo ci so andare ed ho fatto anche un po’ di equitazione da bambina mentre Leo con i cavalli diciamo che non ha un gran feeling… Ma noi, alla partenza, ancora non conosciamo il carattere e le velleità delle nostre cavalcature e partiamo ignari verso la montagna.

Il mio buon Romero, come me, presto si fa prendere dal fiatone e dalla fatica della salita. Siamo ben assortiti a quanto pare. Romero però (e solo lui sia chiaro!) reagisce alla fatica con quello che dantescamente definirei “del cul fece trombetta”. Ridiamo al suon della trombetta del buon Romero, che mentre cammina e sfiata non può fare a meno di allungare il collo per gustarsi qualche arbusto o qualche fiore. Bonito, invece, è spericolato: conduce Leo (sì, il cavallo conduce, e qui sta il problema) proprio sul bordo del dirupo – cosa paesaggisticamente splendida, ma, almeno stando al racconto postumo di Leo, un po’ troppo adrenalinica. Bonito bighellona fuori pista, annusando i fiori, per poi riaversi e trotterellare arditamente tra i cespugli.

Dopo una bella passeggiata a cavallo, arriviamo ad un boschetto dove lasciamo i cavalli e proseguiamo a piedi. Un altro po’ di salita e raggiungiamo la laguna blu, un trasparente specchio d’acqua dove il cielo si riflette, in mezzo alle montagne andine, qui, nel Parco Nazionale Los Glaciares. C’è silenzio e pace. Nient’altro. Le nuvole scivolano riflettendosi sull’acqua, l’erba danza scompigliata dal vento. Non c’è altro. Ed è bellissimo.

estancia patagonia

Soggiornare in estancia: perché sì e perché no.

Iniziamo dal “perché sì”: è un’esperienza unica. L’estancia è una realtà tipica ed unica dell’Argentina che vi permette di scoprirne un’anima rustica e semplice. Inoltre, la distanza dai centri abitati e l’immersione nella natura consentono la scoperta di paesaggi e l’avvistamento di flora e fauna. Infine, il ritmo lento e le piccole attenzioni che si ricevono offrono l’opportunità di rigenerarsi e rilassarsi.

Il “perché no” è uno solo: l’esperienza in estancia è molto costosa. Secondo noi, però, ne vale la pena.

La nostra esperienza in estancia dal canale Youtube Travel Gudu


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Disclaimer: l’articolo è basato sulla nostra esperienza presso Estancia Helsingfors e riflette le nostre oneste opinioni; nessun tipo di collaborazione o compenso ci è stato corrisposto.

8 commenti su “Estancia: esperienza unica in Argentina

  1. Questo post cade davvero a fagiuolo! Sono giorni che parliamo di Argentina e l’abbiamo messa nella lista dei buoni propositi. Sicuramente vorrò fare anche un’esperienza del genere, mi sembra molto genuina e caratteristica.

  2. La foto e la descrizione della strada per arrivarci mi ha ricordato tanto la nostra esperienza sulla strada che porta al Deserto del Mojave tra California e Nevada! Una strada lunga km e km dove abbiamo incrociato solo 3 auto in tutta la giornata. Me la ricorderò per sempre.

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