Lago d’Orta

Il Lago d’Orta è un luogo che noi ci portiamo nel cuore. La malinconia lenta del lago, l’atmosfera dei vicoletti in salita, le sedie all’aperto per gustare un calice di vino, la scoperta di un buon ristorante, l’immancabile gita all’isola di San Giulio, la passeggiata al Sacro Monte: ogni volta che ci torniamo sono questi i riti a cui non sappiamo rinunciare.

Situato nel Piemonte nord-orientale, il Lago d’Orta rappresenta una meta piuttosto frequente per gite scolastiche e parrocchiali. Ma non solo: liberandosi dalla calca della stradina principale lungo il lago, piena di negozietti per turisti, si può godere dell’atmosfera autentica del lago. Un piacevole percorso che fiancheggia il lago vi permetterà, dall’area parcheggio, di raggiungere via Motta poi via Ollina e piazza Motta, dove si trova l’imbarcadero. Oltre la piazza dell’imbarcadero, la passeggiata prosegue fuori dall’abitato, sempre costeggiando il lago.

Prendete il battello, magari nelle ore più tarde del pomeriggio, quando il sole autunnale inizia a calare e a specchiarsi sul lago in tonalità calde e rossastre e raggiungete l’isola di San Giulio per farvi una breve passeggiata circolare tra ville eleganti e il monastero con una visita finale alla basilica romanica. Se vi capiterà di venire qui in occasione della festa di San Giulio (31 gennaio) troverete le porte del monastero di clausura aperte per la distribuzione del “pane di San Giulio” sfornato dalle monache.

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Dall’abitato, poi, un percorso in salita permette di raggiungere a piedi il Sacro Monte di Orta (che wikipedia ci ricorda essere Patrimonio dell’Umanità); per i più pigri, ci si può arrivare anche in macchina, naturalmente. Le cappelle sparse tra gli alberi, nella quiete delle foglie autunnali a terra e della poca gente a spasso (una coppia porta con sé un bassotto-siluro che scorrazza per tutto il parco, facendoci venire nostalgia delle nostre pelosette rimaste a casa), creano un’atmosfera un po’ sospesa. Le statue, a dire il vero, sono piuttosto pacchiane… citando dal sito ufficiale: “figure non sempre eleganti e piacevoli, ma concrete e vissute”… mah.

Abbiamo passeggiato pigramente guardando l’acqua incresparsi e le foglie imbrunire nell’atmosfera placida del lago. Abbiamo bevuto buon vino e mangiato buon cibo. Rewind. Replay.

:::::::Info pratiche:::::::
Tappe intermedie: Consigliamo un piccolo pit-stop al Lago di Viverone per una splendida passeggiata lungo-lago con una sosta per uno spuntino in uno dei tanti chioschetti disposti lungo il percorso.

Dormire:
B&B La Fattoria del Pino. Noi ci siamo stati tramite un cofanetto weekend; sistemazione confortevole personale ospitale e gentile. L’ambiente della Trattoria è intimo e curato, il cibo buono anche se non superlativo.

Mangiare & Bere:
La Motta Restaurant & Bistrot. Cibo curato e di qualità, ottimi vini, servizio in stile locanda di una volta. Consigliato ++.
Al Boeuc. Ottimi vini, consigliata una degustazione di formaggi e salumi. Nella bella stagione scegliete un tavolo nel vicolo in atmosfera parisienne.

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