Kyoto: un tot al mq

Da dove iniziare a raccontare di Kyoto? Abbiamo rimandato questo post ancora e ancora perché racchiudere Kyoto in qualche paragrafo ci sembra impossibile. Kyoto è straordinaria. E’ anche terribilmente gettonata dai turisti (purtroppo), ma è una città dove potremmo trasferirci dopodomani. Questa è stata la nostra seconda volta a Kyoto e ce la siamo goduta ancora più della prima: per quattro giorni abbiamo vissuto in un appartamentino di tatami nei pressi di Gion, abbiamo trovato l’okonomiyaki migliore di sempre, visitato i luoghi “must-see” e scovato qualche piccola perla priva di turisti. A Kyoto bisognerebbe restare una settimana un mese una vita e probabilmente continuerebbe a regalare istanti.

Vogliamo raccontarvela così

Cose che abbiamo visto e rivisto e non ci hanno stufato (imperdibili)

Il Fushimi Inari-taisha: purtroppo la prima volta ce lo eravamo persi. Meravigliose, come molti avranno visto in mille fotografie, le gallerie di torii rossi, investiti dal sole in un gioco di ombre infinito. Altrettanto bella la salita in cima alla collina, in parte perché parecchi turisti rinunciano ad arrivarci ma soprattutto perché lassù in punta vieni accolto da un laghetto, con statue di volpi e fumo di candele e incenso. E’ lì che resta parte della spiritualità, è lì che si rifugiano i kami.
Il Bosco di Bambù ad Arashiyama: un altro posto sovraffollato di turisti. Ma bello e allora si sopportano pure i turisti – e le zanzare! Noi ci siamo andati verso l’imbrunire, quando i colori e le luci accese agli altari fanno l’occhiolino, quando il verde invade il pulviscolo atmosferico cancellando le altre tonalità.
Il cammino del Filosofo, da passeggiare mollemente guardando i propri piedi, qualche piccolo negozio di artigianato, le case e la vegetazione.
Il Kiyomizu-dera, perchè è imperdibile quello sguardo dall’alto sulla città, ed è imperdibile il suono dei campanelli mossi insieme dal vento.
Il tempio Ginkaku-ji, con i suoi giardini di coni di sabbia, in cui ogni granello ha un preciso ruolo, in cui il muschio e gli alberi sono lì da sempre.
Svegliarsi all’alba, sbirciare attraverso il portone di un tempio zen i monaci che rastrellano la sabbia
Ma anche e soprattutto: perdersi in qualche stradina o quartiere e ritrovarsi d’un tratto davanti ad un altare dedicato ad un cinghiale (Zenkyoan)

Altre cose belle da vedere

Il Kinkaku-ji, il padiglione d’oro. Noi ci siamo stati in una giornata di cielo grigio-bianco, umida, senza raggi a far risplendere l’oro del tempio, ma è stato suggestivo comunque.
Il castello Nijo, enorme.
Il quartiere di Gion, soprattutto in “seconda serata” quando ci sono meno turisti e si incontrano giapponesi (ubriachi, spesso) che escono da costosi ristoranti kaiseki e le lanterne appese fuori illuminano l’acciottolato come qualche secolo fa.
Il tempio Kennin-ji, per il bell’affresco sul soffitto.
Il tempio Kodai-ji ed Entoku-in, per le belle porte interne dipinte ed i giardini zen con tanto di airone pronto a farsi fotografare da ogni profilo.
Il tempio Sanjusangendo, o tempio di Kannon, con le sue mille statue tutte in fila riporta la mente ad atmosfere antiche, forse vissute in vite precedenti.
Partecipare alla cerimonia del the, in una casa da the, con una giapponese silenziosa che riveste ogni gesto ed ogni movimento del suo autentico significato

Cose sopravvalutate

La zona di Pontocho: una trappola per turisti, super affollata. All’inizio pare carino incamminarsi lungo la stradina, ma presto vedrete più bianchi che in centro a Milano e vi passerà la voglia. Evitate assolutamente i ristorantini sul fiume, quelli a prezzi abbordabili almeno: cibo e servizio mediocri (ma non alla maniera giapponese, scorbutica e autentica, piuttosto alla maniera internazionale, quella della tela cerata e del menù turistico). Magari quelli più cari offrono un ambiente più curato e cibo di miglior qualità, chissà.

 

 

Un’altra cosa che DOVETE assolutamente fare a Kyoto è mangiare il miglior okonomiyaki di sempre: l’hanamichi okonomiyaki. Non solo perché il proprietario dell’omonimo locale sarà felicissimo che voi scegliate proprio la sua ricetta speciale. Ma anche e soprattutto perché è ottimo! Il localino è minuscolo, spesso è pieno, ma aspettate un po’ o sedetevi al bancone, ne varrà la pena. Non solo l’okonomiyaki, ma anche gli altri piatti sono molto buoni. Sotto la mappa per localizzarlo, è in zona centrale quindi decisamente comoda (noi, lo abbiamo scovato perché era “sotto casa”).

:::::::Info pratiche:::::::

Regione: Kansai
Hotel: Alloggio a Gion prenotato online tramite Japan Experience
Attività:
Mangiare Okonomiyaki in un locale frequentato da gente del posto, compreso ubriacone forse appena licenziato. Fatto. Voto 8/10
Trovare zone di culto senza turisti in mezzo ai boschi: Fatto. Voto 9/10
Passeggiare sbronzi per le viuzze di Kyoto nel mezzo della notte. Fatto. Voto 9/10
Meravigliarsi nel trovare un piccolo tempio dedicato ad un dio Cinghiale. Fatto. 8/10
Arrivare alla cerimonia del the bagnati fradici e “puzzolentemente” sedersi sui tatami pronti alla cerimonia. Fatto. Voto 9/10.
Rimanere a bocca aperta per la bellezza di ogni singolo tempio. Fatto. Voto 10/10

Indice di fastidio umanità: 8/10 JarJar. Tanta gente.
Indice di bellezza: 9/10 sakura.
Indice di dipendenza da Pocari: 7/10 Pocari.
Indice di afa: 70 mm di sudore.

Qui i video del nostro soggiorno a Kyoto dal nostro Canale Youtube – Enjoy!

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